ARCHITETTURA FARE PENSARE

Le nuove chiese del 2000


Il problema dell’ecologia è stato oggetto di attenta riflessione del Magistero della Chiesa, negli ultimi anni.
Nella Enciclica Centesimus Annus, Giovanni Paolo II ha scritto: “L’uomo, che scopre la sua capacità di trasformare
e, in un certo senso, di creare il mondo col proprio lavoro, dimentica che questo si svolge sempre
sulla base della prima originaria donazione delle cose da parte di Dio…”
Sua Santità Benedetto XVI ha ripreso con vigore la riflessione su questo argomento, per esempio nel messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2007.
Egli sottolinea come “accanto all’ecologia della natura c’è un’ecologia che potremmo chiamare ‘umana’…
Ci aiuta a comprendere quanto stretto sia questo nesso tra l’una ecologia e l’altra, il problema ogni giorno più grave dei rifornimenti energetici. In questi anni nuove Nazioni sono entrate con slancio nella produzione industriale, incrementando i bisogni energetici. Ciò sta provocando una corsa alle risorse disponibili che non ha confronti con situazioni precedenti… Quali ingiustizie e antagonismi provocherà la corsa alle fonti di energia?” Non è certo questa la sede per entrare in disquisizioni di carattere tecnico ed economico. Tuttavia il fatto che la massima autorità della Chiesa abbia toccato l’argomento, ne sottolinea l’urgenza. Le energie rinnovabili, a differenza delle altre fonti energetiche a combustione sinora predominanti, hanno il pregio di essere ovunque disponibili.

Consacrazione episcopale di S.E. Mons. Gianfranco
Ravasi. Basilica di San Pietro, 29 Settembre 2007.

Tra queste spicca l’energia solare. Il fatto che da tempo in Germania e Spagna vi siano leggi che non solo favoriscono il loro utilizzo, ma addirittura lo impongono negli edifici di nuova costruzione, indica che ci troviamo in un momento di svolta. Il ciclo di produzione di pannelli solari termici e fotovoltaici sarà infatti enormemente incrementato dall’aumento di richiesta che già si è verificato in questi Paesi. Qui da noi siamo ancora indietro quanto a provvedimenti di legge, ma l’urgenza non manca. E, raccogliendo l’appello di Benedetto XVI, la Chiesa italiana ha risposto fattivamente. L’Ing. don Giuseppe Russo, responsabile del Servizio Nazionale per l’Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana ci ha detto: “È bene considerare che anche per le chiese dovrà crescere l’attenzione alle prestazioni energetiche: isolamento termico, eventuale uso di pannelli solari, ecc.” (v. CHIESA OGGI architettura e comunicazione n. 77/2006). Insomma, la Chiesa italiana è pronta a dare il buon esempio e sta lanciando un’importante riflessione sul tema delle risorse energetiche in funzione del consumo degli edifici. L’argomento a questo punto non può essere accantonato come qualcosa di “tecnico per soli tecnici”: è qualcosa che riguarda la progettazione architettonica delle chiese in
generale e, più ancora in generale, la qualità della vita nelle nostre città, oppresse da una qualità dell’aria troppo
bassa, perché corrotta dai fumi derivanti dai processi di combustione per i riscaldamenti, oltre che per la locomozione. Ora, per operare nel rispetto del Creato, per la sana ecologia umana auspicata da S.S. Benedetto XVI, l’uso diffuso dell’energia solare è un passo auspicabile. Le architetture delle chiese sono da sempre al centro della città occidentale. È nostro compito fare sì che la qualità architettonica sia rispettata, sia nella conservazione delle chiese storiche, sia nella progettazione delle chiese di oggi. Nel salutare con gioia la nomina di Mons. Gianfranco Ravasi alla Cattedra arcivescovile di Villamagna di Proconsolare, e alla Presidenza del Pontificio Consiglio della Cultura, ed in pari tempo, alla Presidenza delle Pontificie Commissioni per i Beni Culturali della Chiesa e di Archeologia Sacra, siamo certi che egli saprà armonizzare sino in fondo l’impegno della Chiesa verso i Beni Culturali Ecclesiastici, con la necessità di rinnovarli nel rispetto dell’ambiente, gettando un ponte tra arte e tecnica – questi due concetti che l’etimologia unisce, e per i quali l’architettura è sempre stata luogo privilegiato di armonica estrinsecazione.
Ancora oggi sul terreno dell’architettura, arte e tecnica si uniranno per offrire nelle chiese il meglio di sé, così che la chiesa edificio sia ancora e sempre elemento di guida per la civitas, la società civile, nel luogo del suo abitare e del suo riconoscersi, inteso come segno della bellezza che salva, dell’estetica che redime sapendosi veramente radicata nell’etica, non come slogan, ma come impegno fattivo. In quest’ottica immaginiamo (proponiamo) chiese i cui tetti siano fatti con pannelli solari, capaci di valorizzare le architetture esistenti e future, che siano gemme di nuove città per l’essere umano: accoglienti, e in armonia col Creato.

Giuseppe Maria Jonghi Lavarini, architetto

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