ARCHITETTURA FARE PENSARE

La tradizione dell’ospitalità


Nella soleggiata conca della Val di Susa

L’edificio, dei primi anni ‘50, ha conosciuto diverse estensioni e ristrutturazioni,
ma conserva intatte le caratteristiche originali

Servizio di Luisa Carrara
Foto di Athos Lecce

È come un giardino nel giardino: attorno all’hotel, il prato e gli alberi sul dolce declivio, e da lì lo sguardo si inoltra nel panorama soleggiato sull’ampia vallata, una conca piena di luce. La storia di Bardonecchia, il centro più noto della Val di Susa, è scritta nell’antico campanile di Sant’Ippolito e negli altri riferimenti che rimandano all’antica tradizione medievale
del borgo. Ma è scritta anche negli edifici caratteristici, cresciuti nel tempo rispettando le tipologie architettoniche della zona, come quello che oggi ospita l’albergo e che nacque nel 1953 come ristorante: lo stesso anno in cui vide la luce il
museo civico della città, in cui si raccolgono gli oggetti che hanno animato la vita della gente del luogo lungo i secoli.
Le diverse estensioni e gli ammodernamenti succedutesi nel tempo non hanno mutato le caratteristiche dell’edificio: ma lo hanno reso più accogliente, più vivibile, più moderno, più ricco di funzionalità; un luogo dove la modernità tecnologica
si riveste del volto antico delle baite montane, col tipico profilo a due falde.
E se un tempo occorreva adottare finestre piccole per proteggersi dal freddo, oggi vi possono essere, nella parte alta accanto al colmo del tetto, aperture panoramiche, perché l’uso di vetri termici consente la spettacolarizzazione dei panorami montani anche dagli interni di accoglienti salotti o di camere comode e calde.
Così il nuovo e l’antico si uniscono, nel nome del comfort.

L.S.

Il panorama si presenta splendido e aperto nella conca della Val di Susa.
Il giardino è delizia estiva quando il clima consente di godere nel gazebo anche il pranzo, cucinato secondo antiche ricette – o secondo criteri più aggiornati – ma sempre in un contesto dominato dal piacere della vista che spazia all’intorno.
Il giardino è in pratica un altro salotto: quello preferito per passare le giornate a contatto con la natura.

BARDONECCHIA È AL CENTRO DI UNA CONCA SOLEGGIATA, A 1300 METRI CIRCA DI ALTITUDINE, NELLAALTAVALLE DI SUSA. PUNTO DI PARTENZA PER USUFRUIRE DI PISTE DA SCI PER UN TOTALE DI 140 KM DI PISTE DA DISCESA E 17 KM DA FONDO, E ANCHE PASSEGGIATE A CAVALLO E PERCORSI IN MOUNTAIN BIKE. LA CITTADINA È CARATTERIZZATA DA ARCHITETTURE TIPICHE CON ABITAZIONI CHE AVEVANO, E HANNO ANCORA, IL FOCOLARE: LA STALLA E LA CUCINA AL PIAN TERRENO, AL SECONDO PIANO LE CAMERE E IL FIENILE, IL TETTO IN PREZIOSA PIETRA LOCALE O IN TIPICHE SCANDOLE DI LEGNO. PROPRIO AL CENTRO DI UN
CARATTERISTICO VENTAGLIO DI VALLI CHE SI APRONO A RAGGIERA INTORNO
A TORINO, IL TERRITORIO DELLA COMUNITÀ MONTANA ALTAVALLE SUSA PRESENTA
UNA VARIETÀ DI PRODOTTI TIPICI CHE VANNO DAL VINO AL MIELE, DALLA PATATA AI MARRONI E AI FORMAGGI.

Un tempo ci si difendeva dal freddo con muri spessi e finestre piccole.
Le nuove tecnologie consentono invece di godere
anche dal salotto tutto lo splendore del panorama attraverso ampie finestrature

Uno dei salotti dell’albergo Bucaneve di Bardonecchia: un po’ come essere sul tetto del mondo mentre si domina la vallata.
L’artigianato è rimasto attivo e valorizza il legno, materiale privilegiato della montagna.
L’intelaiatura e il soffitto in assi lignee, pur nell’ampiezza e comodità del salone, non manca di rievocare le ambientazioni montane tipiche.
Le meridiane sono esempi di arte “minore” diffusasi in particolare a partire dal secolo XVIII.
Sulle facciate meridionali delle chiese e negli edifici pubblici ancora se ne trovano diversi esemplari: così anche sulla facciata dell’hotel.
Orci, crateri e vasi di terracotta: opera di artigianato locale. La facciata dell’albergo: un edificio dal profilo tipico
e caratteristico.

 

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