ARCHITETTURA PENSARE

La tomba di san Pietro in VaticanoNuova luce al centro del Cristianesimo”Un luogo sorprendente”Dr. Francesco Tatò″Piena visibilità alle testimonianze artistiche”Dr. Ing. Giuseppe Nucci

NUOVA LUCE AL CENTRO DEL CRISTIANESIMO

Gli interventi di restauro della Necropoli Vaticana sono stati avviati dalla Fabbrica di San Pietro nel corso del 1998, con il sostegno della Società Enel. I lavori sono stati eseguiti al fine di arrestare il degrado delle strutture murarie, degli stucchi e degli affreschi e di valorizzare, con un adeguato impianto di illuminazione, la Tomba del Principe degli Apostoli e gli edifici ubicati sotto la Basilica di San Pietro. Il Card.Virgilio Noè, Presidente della Fabbrica di San Pietro, sottolinea che il nuovo impianto illuminotecnico serve “per valorizzare gli eleganti edifici seplocrali della necropoli e per guidare attraverso la luce i pellegrini del nuovo millennio desiderosi di percorrere la strada che risalendo il colle vaticano conduce al ‘campo P’ dove si trova la venerata tomba di San Pietro.”

Tatò: “Un luogo sorprendente”
Il Dr. Francesco Tatò, Amministratore Delegato dell’ENEL, presenta così l’intervento realizzato nella Necropoli Vaticana: “La Necropoli Vaticana rappresenta uno dei luoghi più sorprendenti nella visita al complesso monumentale della Basilica di San Pietro. Entrando nel sepolcro sotterraneo l’occhio viene colpito da un repentino cambiamento della luce e dall’alterazione totale delle proporzioni. Al livello superiore, nella piazza e nella basilica, si percepisce immediatamente, per effetto della grandiosità dell’architettura, l’emozione di essere al centro della Chiesa di Roma. Al livello inferiore, nella necropoli, questa centralità viene percepita in una diversa dimensione. Non è più lo spazio che trasmette l’emozione dell’appartenenza a una comunità, ma la memoria che appartiene all’individuo e nella quale ciascuno ricerca se stesso. La visita della necropoli costituisce il completamento spirituale della visita al complesso vaticano. Il restauro rende più vivida questa emozione, e contribuisce a ripristinare e consolidare gli elementi artistici degli antichi mausolei. I risultati sono straordinari. L’impianto di illuminazione è progettato e realizzato per restituire i colori emersi dai lavori di ripulitura e per garantire la sicurezza della visita.”

Nucci: “Piena visibilità alla testimonianze artistiche”
L’Ing. Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato della So.l.e, Società del Gruppo Enel specializzata nell’illuminazione pubblica e artistica, spiega in questa intervista esclusiva per CHIESA OGGI architettura e comunicazione su quali direttrici si muova il progetto “Luce per l’Arte” nel cui contesto è stato realizzato l’intervento di illuminazione della Necropoli di San Pietro in Vaticano.
Da anni l’Enel attua un vasto programma dedicato all’illuminazione di importanti monumenti: molti sono gli edifici eccle-siastici che sono stati interessati da tale programma, può spiegarci quale sia la “filosofia” che ha ispirato tale pro-gramma e quali siano i risultati raggiunti?
Il programma “Luce per l’Arte” inaugurato dall’Enel è oggi affidato alla So.l.e., la società del Gruppo Enel che ha come missione la valorizzazione delle città e delle loro opere d’arte attraverso la luce.
La finalità del programma è quella di ottenere, attraverso un uso artistico della luce, la valorizzazione dei monumenti, aiutando a carpirne il significato più profondo e rendendo più attraente l’ar te e l’architettura nel nostro Paese. In particolare, per gli edifici ecclesiastici le soluzioni luminose rispondono soprattutto alle esigenze del culto attraverso una un’ampia gamma di modulazione e regolazione della luce.
Il programma ha coinvolto fino ad oggi oltre cento monumenti italiani, da San Marco a Venezia a San Francesco ad Assisi oltre quasi tutti i Duomi della Toscana.
Quali sono i criteri seguiti per identificare i luoghi sui quali intervenire?
Normalmente la scelta avviene d’intesa con gli interlocutori istituzionali e le Soprintendenze.
Ad esempio con la Regione Toscana, la Conferenza Episcopale e altri enti, l’Enel ha stipulato una convenzione per l’illuminazione delle principali chiese presenti nella 54 regione, individuate attraverso una selezione avvenuta di comune accordo tra i firmatari. Per la realizzazione di questo progetto sono stati utilizzati anche i fondi stanziati dalla Presidenza del Consiglio per gli interventi giubilari.
Come si sviluppa l’iniziativa in relazione alla necessità di collaborazione con le autorità preposte alla conservazione dei luoghi sui quali l’Enel interviene?
Con il programma “Luce per l’arte” per ciascun monumento viene elaborato un progetto di massima che viene poi presentato agli Enti e alle Soprintendenze competenti. Una volta apportate eventuali modifiche all’impostazione progettuale iniziale, si passa alla fase esecutiva attraverso alcune simulazioni degli effetti luminosi e, eventualmente, una serie di prove in loco.
Il restauro e l’illuminazione della Necropoli Vaticana si inquadrano all’interno del programma Luce per l’arte o rap-presentano un caso a sé?
I lavori della Necropoli Vaticana sono parte integrante del programma. La loro realizzazione è stato il frutto della col-laborazione tra Fabbrica di San Pietro, Enel e So.l.e., nata con l’obiettivo di restituire piena visibilità alle testimonianze artistiche e storiche dell’intera area archeologica.
Si è trattato di un intervento esemplare sia per la qualità dei risultati ottenuti sia per la straordinaria importanza monumentale e spirituale del luogo. Grazie alla nuova illuminazione sono stati evidenziati gli elementi più significativi di uno dei luoghi più suggestivi e carichi di significato della cristianità intera.
Nella introduzione al volume sulla Necropoli Vaticana, si sottolinea come ci si trovi di fronte alla memoria che appartiene all’individuo e nella quale ciascuno ricerca sé stesso. Questo evidenzia la delicatezza dell’intervento: può in breve riassumere come la tecnologia possa adattarsi alle esigenze di interventi di questo tipo, senza snaturare la sacralità dello spazio, senza creare inconvenienti di carattere conservativo ecc.?
La peculiarità e l’elevato valore simbolico e religioso del luogo hanno reso necessario lo studio di un sistema di illuminazione che non solo valorizzasse la Necropoli ma ne mettesse in risalto anche gli aspetti più significativi e gli elementi di identità del contesto. Si è giunti così alla realizzazione di un impianto innovativo con forti caratteristiche di originalità. Grazie all’inserimento di strutture progettate e realizzate ad hoc è stato possibile ridurre al minimo la visibilità degli apparecchi di illuminazione e dei cavi elettrici. Inoltre per evitare problemi di carattere conservativo, come la comparsa di alghe, sono state utilizzate sorgenti luminose dotate di filtri appositamente progettati e costruiti che non favoriscono il processo fotosintetico. La realizzazione del progetto, restauro e illuminazione, è durata complessivamente più di due anni. L’impianto è stato realizzato dalla So.l.e., sotto la direzione scientifica della Fabbrica di San Pietro.
Quali sono i prossimi impegni?
Sono in fase di definizione i progetti esecutivi per l’illuminazione di dieci piazze in Emilia-Romagna, dei Sacri Monti in Piemonte e di numerosi monumenti in Puglia, Calabria e Campania.
Nei piani di attività della So.l.e. il programma “Luce per l’arte” sarà sempre più collegato ai piani regolatori della luce che hanno l’obiettivo sia di migliorare la qualità dell’illuminazione nelle città, sia di ridisegnare la morfologia storica dei siti urbani, valorizzando attraverso la luce i luoghi di particolare valore storico e artistico.

 

 

 

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