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La pianta della felicità: Equisetum arvense


Le piante amiche di casa felice

Equisetum
Famiglia: Equisetaceae
Genere: Equisetum
Specie : Equisetum arvense

Pianta erbacea perenne della famiglia delle Equisetaceae, è anche conosciuta con il nome comune di Equiseto o Coda di cavallo, per il suo caratteristico aspetto.
L’Equiseto non produce fiori e si riproduce per mezzo di spore (pteridofita). È diffusa in tutto il mondo tranne che in Nuova Zelanda e Australia e predilige i terreni umidi (lungo fossi, torrenti, ma anche in altitudine).
Già nell’antichità si trovano numerose testimonianze dell’utilizzo di Equiseto come pianta diuretica e emostatica, ma è solo all’inizio del nostro secolo che venne preso in considerazione e valorizzato il suo impiego clinico e farmacologico,
aggiungendo alle azioni diuretica e emostatica l’importante funzione rimineralizzante e emopoietica. L’Equiseto è conosciuta anche come "argilla vegetale" proprio per la composizione e le sue proprietà.

PRINCIPI ATTIVI
La parte usata è costituita dai cauli (fusti sterili) e i principi attivi in essi presenti sono : sostanze minerali (acido silicico o silice, potassio, manganese, selenio), flavonoidi, steroli, saponosidi, acidi organici, fitosteroli, vitamina C, tracce di
alcaloidi. L’azione rimineralizzante è dovuta essenzialmente al silicio che facilita la formazione di carbonato di calcio.

IMPIEGO TERAPEUTICO
L’attività rimineralizzante dell’ Equiseto viene sfruttata per favorire la formazione del callo osseo nelle fratture, ma anche in caso di osteoporosi, nelle forme reumatiche, nelle donne in gravidanza e nei bambini durante l’accrescimento.
Utile anche nei soggetti con unghie e/o capelli deboli.
L’Equiseto è inoltre prezioso nella prevenzione e cura della arteriosclerosi e nella terapia della tendinite, in quanto rallenta l’invecchiamento delle fibre elastiche.
L’ attività diuretica è puramente idrica e non altera quindi il tenore degli elettroliti. L’ uso dell’ Equiseto è consigliato negli edemi post-traumatici e statici, nella diuresi forzata in caso di affezioni delle vie urinarie e contro la renella.
L’azione emopoietica si esplica soprattutto in seguito all’utilizzo della pianta fresca e ne viene consigliato l’utilizzo nei casi di anemia secondaria (sideropenica e da insufficienza midollare).
Molto utilizzato anche nella diatesi emorragica (epistassi, menometrorragie, emorroidi).
In veterinaria l’Equiseto, in associazione alla polvere di gusci di ostriche, trova valido impiego negli animali in crescita, nelle femmine in gravidanza, per favorire la guarigione delle fratture e nei casi di fragilità ossea.
È inoltre indicato l’uso in caso di forti perdite ematiche, nei soggetti coprofagici e nel trattamento di ferite a cicatrizzazione difficile.

Nell’uso esterno, l’equiseto è impiegato nei disturbi emorroidali, nelle varici, negli stati infiammatori della pelle e negli eritemi di varia origine.

STORIA
Il nome di genere (equisetum) significa propriamente coda o crine di cavallo; il termine “arvense” vuole indicare
che cresce nei campi. Le proprietà dell’equiseto sono note fino dall’antichità (Dioscoride; Galeno) che lo usavano come diuretico ed emostatico.

EFFICACIA
I principi attivi dell’equiseto sono l’acido silicico, diversi minerali, la equisetina e flavonoidi.
L’uso interno dell’equiseto è fondato sulla elevata presenza di minerali che aumentano la dotazione dell’organismo in calcio, potassio ed altri elementi; particolarmente l’acido silicico avrebbe la proprietà di accelerare la guarigione delle fratture e di prevenirle.

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