ARCHITETTURA FARE PENSARE

La partecipazione garantisce la qualità

a cura dell’Arch. Gjlla Giani

Una finestra di dialogo per i Beni Culturalidi ieri e di oggi

Sono moltissime le iniziative che vengono intraprese nelle Diocesi italiane in merito alla conservazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, alla edificazione di nuove chiese, alla presentazione di nuove opere d’arte, alla discussione su tematiche attinenti al rapporto vivo tra architettura, arte e Chiesa. La nostra rivista, CHIESA OGGI architettura e comunicazione, nasce come strumento di documentazione, di informazione e di servizio. Il servizio consiste proprio nel mettere in
comunicazione le diverse realtà che si muovono nel vasto mondo dell’architettura per la Chiesa, con tutto quel che questo comporta, con tutte le implicazioni nel campo progettuale, tecnologico, artistico, liturgico, ecc. Gli Uffici diocesani che si occupano dell’edificazione di nuove chiese e del mantenimento dei Beni Culturali Ecclesiastici sono l’interlocutore di tutti coloro che a diverso titolo stanno partecipando o desiderano partecipare al progetto della chiesa e al suo rinnovamento. CHIESA OGGI architettura e comunicazione è l’unica rivista specializzata nell’architettura della chiesa in tutte le sue articolazioni: l’unica rivista che raggiunge sia le parrocchie italiane, sia chi nell’ambito professionale o imprenditoriale ha fatto dell’edificio chiesa una parte importante, talvolta esclusiva, della propria specializzazione.

Diocesi di Bergamo

La partecipazione garantisce la qualità

Sul fiume Serio, a una decina di chilometri da Bergamo, Nembro è un paese dalle antiche origini, di fondazione romana e con testimonianze architettoniche di epoca rinascimentale. Ma soprattutto è un luogo di grande attività e di fervida vitalità.Tre chiese storiche, di epoca basso medievale, recentemente restaurate, e un oratorio ristrutturato e ampliato nello stesso periodo, costituiscono una testimonianza tangibile di come la comunità sia legata ai beni culturali che ne accompagnano il cammino nella storia. E l’arciprete, Mons. Aldo Nicoli, che ha sollecitato e seguito queste molteplici attività di conservazione, ne va orgoglioso.

Aula celebrativa di S. Maria in Borgo, dopo il restauro.
Vista dei nuovi edifici dell’Oratorio di Nembro.

L’oratorio di Nembro fu costituito, ristrutturando un edificio preesistente, nel 1901. Nei primi anni ’90 le mutate esigenze della comunità hanno richiesto spazi nuovi, più ampi e meglio articolati. Presa la decisione di ampliare l’oratorio nel dicembre del 1992, la realizzazione dell’opera è stata relativamente rapida. Nel ’93 la vecchia cappella dell’oratorio è diventata salone polivalente; tra il ’94 e il ’95 si sono completati gli edifici principali del complesso e nel periodo ’96-’97 sono state portate a termine le zone con i servizi. Si tratta di uno spiazzo con i campi da gioco attorniato da diversi difici, tutti percorsi da un grande porticato ma diversi per altezza e per colore dell’intonaco, allo scopo di distinguere le diverse funzioni: l’edificio per le attività formative verde chiaro, quello per le attività ricreative rosa antico, quello per le attività associative verde, grigia la zona multiuso con la cappella dedicata a S. Giovanni Bosco e il gruppo sportivo, l’edificio con le abitazioni dei sacerdoti rosa chiaro. Sullo fondo del colle boscoso, l’oratorio si presenta col volto del borgo, rallegrato dalla policromia che parla il linguaggio della gioventù. Una realizzazione di tali dimensioni è assai costosa, ma l’apporto dei volontari è stato sostanziale e ha consentito un risparmio di 600 milioni di vecchie lire. E’ qui che centriamo l’attenzione: il ruolo del volontariato nella realizzazione di opere di carattere specialistico come l’erezione di edifici nuovi o la ristrutturazione o il restauro di edifici esistenti. "Ci vuole competenza e impegno – dice Mons. Nicoli – i nostri volontari hanno prestato la loro opera per anni". Lavorando come idraulici, falegnami, elettricisti. E l’opera non finisce con l’edificazione. "Ha idea il lavoro di manutenzione di cui una struttura di questo genere avrà bisogno?" dice uno dei volontari. Come mai tanta passione e tanto coinvolgimento? chiediamo a Mons. Nicoli. "Perché quando si vede che le cose vengono fatte e bene, partecipare diventa appassionante" risponde. Una ricetta che funziona, a tutti i livelli. Anche ai diversi restauri realizzati le imprese locali hanno partecipato con decisione, e un’associazione di imprenditori ha coperto un terzo delle spese.

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