ARCHITETTURA

La magia della casa di vetro

Testi: Ing. Elena Mambretti

Finalmente è arrivato il periodo più bello dell’anno, la primavera volgente all’estate che dalla comparsa dei primi bucaneve, col vitale aiuto delle piogge rinverdenti, non smette di stupirci di giorno in giorno: il tepore dell’aria, il cielo terso, le giornate sempre più lunghe e luminose regalano una nuova dimensione, quella libertà dei sensi così anelata che non può che esaltare la percezione dei colori strepitosi, dei profumi rasserenanti, dei suoni ipnotizzanti che la natura rinascente offre, sensazioni sbiadite lentamente nel corso del rigido inverno.

Finally here it is, the most beautiful period of the year, spring turning into summer that keeps on amazing us with the first snowdrops sprouting helped by the reawakening rain: warm weather and long, bright day approaching makes us a present of the striking colours, the cheering up fragrances, the hypnotizing sounds, slowly faded along winter.

Risveglio primaverile il verde entra in casa
Spring awakening. When nature pierces your home

Sontuoso spazio ricavato dalla realizzazione di un conservatory a chiusura di un terrazzo esistente: piccoli spazi acquistano grande fascino se inondati di luce.

Conservatory: uno stile inglese
An english style

Negli ultimi anni è tornata in voga la vecchia passione per le fascinose costruzioni di ferro e vetro, dette anche conservatories, leggere, ariose, elegantissime che hanno caratterizzato innumerevoli giardini pubblici e privati del periodo a cavallo tra l’800 e il ‘900. In realtà le prime costruzioni di questo tipo furono realizzate dall’uomo per proteggere le piante addirittura ai tempi dei Romani, ma con la caduta dell’Impero Romano andarono in disuso e solo alla fine del ‘700, con la rivoluzione industriale e con l’affinamento delle tecniche di lavorazione dell’acciaio, furono recuperate tanto che alla fine del secolo successivo si diffusero cataloghi e brochure di serre e verande da assemblare e utilizzare principalmente per la coltivazione di piante d’origine tropicale e mediterranea come aranci e limoni (da qui il nome orangérie, che effettivamente differisce dal conservatory perché possiede solide mura che la assimilano maggiormente alla struttura dell’abitazione). Possono dunque essere realizzati in totale isolamento – padiglioni – oppure possono sorgere in adiacenza all’abitazione, a piano terra come pure su un balcone sufficientemente grande, inserendosi nel contesto dell’intimità abitativa.

La foggia tipica del conservatory è in stile vittoriano, in ferro o legno color bianco o verde milano, sebbene siano disponibili un’infinità di altri colori da scegliere in funzione della specifica realizzazione. La sagoma della veranda può spaziare dalla rigorosa forma rettangolare, ricca di angoli e spigoli, alla forma addolcita dei vetri curvati resi possibili dai moderni metodi costruttivi che propongono intelaiature tondeggianti di grande effetto. Gli alzati della veranda possono proporre anche soluzioni scalari di grande fascino attraverso la creazione di più livelli, in aggetto o rientranti, culminanti in lanterne dal sapore rinascimentale poste a coronamento della struttura, in piena armonia col rigoglio della natura circostante.

The last past years saw the renaissance of light, airy, elegant and charming irony and vitreous buildings, called conservatories, spread over in the last decades of the 19th century and first of 20th. The first buildings of this genre were invented by the Romans in order to protect plants, but were reclaimed in the 18th after the Industrial Revolution perfected iron manufacture, and were used in order to recover exotic and Mediterranean plants like orange and lemon-trees (from here the name of orangérie). The typical shape of a Victorian conservatory is simple in plan but very rich in elevations, a mixture between liberty and renaissance style, usually coloured in white or green but available in any nuance.

L’estrema semplicità di pianta di forma elementare di un conservatory
si trasforma in un alzato dai decori ricercati ed elaborati in stile vittoriano.

I particolari architettonici.htm

La ricerca di un maggiore contatto con il verde e quindi con il sé nasce spontanea nella dimensione di massima tranquillità e comfort: a casa. Per prima cosa la veranda, che fino a poche settimane prima fungeva da ricovero e asciugatoio per ombrelli, viene riportato a nuovo splendore e vi fanno comparsa i mobili da giardino e tutta una serie
di accessori che danno allegria ad un utilizzo quotidiano dal sentore vacanziero: tavoli e sedie in legno, salottini in rattan e midollino, chaise-longue telate o in alluminio con fodere e cuscini dalle fantasie più fresche e raffinate. Si tende a vivere la maggior parte del tempo disponibile in questo nuovo ambiente che permette di sentire la sferzata
vitale della stagione in modo davvero intenso: leggere alla luce naturale ha un sapore davvero unico potendo vivere il giardino senza doversi limitare a qualche sguardo malinconico da dietro un vetro.

Il benessere igrotermico

LE VERANDE VETRATE nascono come serre per la coltivazione di piante che necessitano un ambiente climatico confortevole, quindi molto caldo. Quando i raggi del sole incidono su un volume vetrato totalmente chiuso, l’aria al suo interno subisce un riscaldamento che provoca l’evaporazione dell’acqua libera presente nei corpi da esso rinchiusi con un conseguente aumento di umidità e di calore percepito; con il permanere dell’irradiazione solare, che nell’arco della giornata tende a raggiungere un momento di picco per poi ridiscendere lentamente, la temperatura interna aumenta sempre più poiché la presenza del vapore fa da volano termico; nel caso si tratti di una serra questo è proprio l’effetto desiderato (detto appunto effetto serra) ma nel caso si tratti di un’unità abitativa questa situazione climatica rischia di essere davvero catastrofica. Per evitare ciò non sono sufficienti la corretta posa in opera dei serramenti e delle strutture, siano esse metalliche o lignee. Ci sono degli accorgimenti e delle prescrizioni che devono essere tenute in conto durante la delicata fase progettuale. Innanzi tutto è bene decidere quale attività verrà svolta all’interno della stanza di vetro: una piscina dovrà essere necessariamente esposta a sud per sfruttare maggiormente l’irradiazione solare specialmente nei mesi invernali, mentre uno studio potrebbe tranquillamente essere posto a sud-ovest o a nord (anche se per sfruttare i benefici di apporto calorifico alla casa sarebbe meglio escluderlo); ovviamente in fase di ristrutturazione o di successivo ampliamento è opportuno tenere in primaria considerazione, come già esplicato, la distribuzione interna e il paesaggio esterno cercando di scegliere un’ubicazione che sfrutti al meglio il calore naturale compatibilmente con le altre esigenze. L’ottimale esposizione non è tuttavia ancora sufficiente a garantire la vivibilità ideale, ovvero fresco d’estate e caldo d’inverno: è necessario pertanto un efficace sistema di controllo solare tale da filtrare il sole nei mesi estivi ma non in quelli invernali, quando l’effetto della radiazione è gradevole e consente di risparmiare energia per il riscaldamento.

It is in the peaceful dimension of your own home that you feel the need of a nature-contact, nothing else but the searching of yourself. First of all, the veranda comes to a new splendour with garden furniture and an amount of accessorizes gladding every day life with cloths and fabrics full of coloured flowers and textures. You tend to live the most of your day, when possible, outside in order to be better pervaded by the new life of the season: even reading in natural light is really unique.

La veranda come spazio abitativo: il soggiorno, l’angolo pranzo e la cucina.htm

Il ferro battuto che arreda le calde

atmosfere eclettiche
Wrought iron in outfitting warm, eclectic ambiences

Gli arredi in ferro sono presenz
e eleganti e discrete capaci di caratterizzare e abbellire lo spazio. Arredi robusti e resistenti ma così aerei e leggeri nelle loro forme virtuose traforate come pizzi preziosi che non possono che esprimere un gusto semplice ma raffinato.

La veranda in città eleganza da 5th Avenue, Manhattan
Veranda and the city.
Elegance from 5th Avenue, Manhattan

Serramenti in alluminio e PVC
La struttura di una veranda in alluminio è costituita da profilati metallici orizzontali (i traversi) e verticali (i montanti) accoppiati tra loro tramite minuteria e accessori in acciaio per resistere agli sforzi meccanici; il tamponamento delle parti verticali vetrate si realizza con un vetrocamera che al suo interno contenga specifici gas o sali dal potere isolante, mentre gli elementi ciechi consistono generalmente in pannelli in alluminio (o altro materiale plastico) accoppiati a sandwich per racchiudere un foglio di polistirolo espanso che eviti dispersioni termiche. In copertura, dove i carichi sono maggiori, vetri stratificati antisfondamento o in policarbonato alveolare.
Grande attenzione deve essere riservata alla sigillatura sia del telaio che delle parti apribili tramite guarnizioni e siliconici resistenti all’acqua e al vento. PVC. Si tratta di un materiale eccellente, resistente agli agenti atmosferici, non deteriorabile, altamente isolante che trae vantaggio dalla completa assenza di manutenzione; in genere costituisce l’opzione di costo più bassa rispetto agli altri materiali. Nella realizzazione di verande deve essere abbinato a componenti profilati in ferro che ne garantiscano la stabilità strutturale.

Un’azienda specializzata

Il massimo per una veranda o un giardino d’inverno, sia per abitazioni che per bar, alberghi o ristoranti, è di poterla aprire o chiudere a piacere secondo la stagione. Le vetrate pieghevoli SUNROOM® sono state le prime a rispondere a questa particolare esigenza e rimangono tutt’ora la soluzione ottimale per la realizzazione di spazi flessibili. Offrono infinite possibilità per creare senza limiti spazi totalmente flessibili, pur assicurando massima tenuta e isolamento quando sono chiusi. Il sistema è sempre abbinabile alle coperture fisse o mobili SUNROOM®. Le vetrate pieghevoli SUNROOM®, impacchettabili e riducibili in pochissimo spazio, si distinguono per la semplicità di movimento, per l’affidabilità garantita nel tempo e per l’eleganza delle linee e degli accessori.

Sono disponibili vetrate scorrevoli normali e a taglio termico anche con scorrimento verticale motorizzato, coperture normali e a taglio termico, fisse e mobili anche motorizzate; costruite sempre su misura e nei colori desiderati, vengono fornite pronte per una facile posa in opera.

Alta tecnologia in veranda
High technology in the veranda

I vetri e la schermatura
Un vetro termicamente isolato si ottiene mediante interposizione tra due lastre sigillate lungo il loro perimetro di un’intercapedine d’aria secca, che peraltro riduce il fenomeno dell’appannamento (ovvero della condensa); in luogo dell’aria secca è possibile inserire dei cristalli basso emissivi, impiegati anch’essi per contenere al minimo le dispersioni termiche.
Nel caso l’irraggiamento solare sia eccessivo si può ricorrere a cristalli selettivi assorbenti o riflettenti la cui superficie viene trattata in modo da ridurre la quantità di energia solare entrante, quindi luce e calore. A questo scopo sono molto valide anche le tende a vetro, da quelle in cotone a quelle in canna di bambù, che diffondono la luce e rendono più uniforme la temperatura media interna. Per le superfici vetrate più grandi è consigliabile l’utilizzo di sistemi di scorrimento con automatismi meccanici azionabili a distanza.
La ventilazione

La ventilazione. La ventilazione meccanica costituisce la soluzione migliore per creare un flusso d’aria controllata indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne. Il ventilatore a differenza del condizionatore non modifica la temperatura e il tasso di umidità dell’aria e quindi non ne altera l’equilibrio. Naturale. La ventilazione naturale è l’ideale ma si innesca solo in particolari condizioni da studiare in fase di progettazione.

Una corretta ventilazione è essenziale per la serena vivibilità di un luogo che, se mal progettato, rischia di trasformarsi in un’afossissima serra tropicale.

Padiglioni in ferro immersi nel verde.
Pavillions made of iron …merged in greenery.

Il ferro
I profili di ridotto spessore consentono di realizzare soluzioni molto più gradevoli dell’alluminio da un punto di vista estetico: il ferro può essere lavorato riproponendo tutti quegli splendidi ricami tipici della belle epoque e dello stile liberty. È un materiale tanto resistente dal punto di vista strutturale quanto debole all’attacco degli agenti atmosferici, motivo per cui deve essere sottoposto ad un processo completo di protezione che di solito comprende un trattamento anticorrosione, la zincatura e la verniciatura. Gli esiti formali e stilistici sono di grande effetto scenico.

Raffinata eleganza nel verde

Sono più di 40 le nuove famiglie di prodotti che Unopiù propone per il 2005: sono tutti studiati, elaborati e creati dall’ufficio ricerca e sviluppo dell’azienda perseguendo sempre l’obiettivo di far rivivere la più bella tradizione dell’arredo giardino italiana ed europea. I materiali utilizzati sono, come sempre, i migliori, dal teak di prima scelta al ferro forgiato a mano, dal vetro soffiato di venezia alle fibre naturali. Va segnalato che per la prima volta ha collaborato con la unopiù il noto designer Antonio Citterio.

Nelle foto: I pannelli vetrati Unopiù sono veri e propri infissi. Nascono per completare pergole, verande e gazebo: trasformabili così in ambienti da utilizzare in tutte le stagioni. Quest’anno si aggiunge un nuovo modello dal sapore antico realizzato in ferro zincato e verniciato a polveri color grafite.
La nuova serra Orangerie, disponibile nei modelli autoportante o addossata, ha struttura di ferro zincato e verniciato a polveri termoindurenti di colore grafite e bulloneria di acciaio inox. Prevede la copertura in policarbonato, n. 1 finestra e n. 1 porta ma è disponibile anche senza finestratura.

La veranda di legno: dettagli di ancoraggio
Il materiale tradizionale più utilizzato nella realizzazione di portici e verande è senza dubbio il legno non solo per il suo aspetto autentico che ricrea atmosfere calde e naturali, ma anche per la sua semplicità e velocità di posa, con manto di copertura in coppi o tegole marsigliesi, in ardesia o ancora in lamiera grecata a seconda dell’ubicazione geografica. I legni nazionali (cerro, cipresso, larice, pino silvestre, pino loricato, rovere) necessitano di particolari trattamenti a protezione dagli agenti atmosferici e dagli attacchi di funghi e insetti – senza dubbio più economici di altre specie estere naturalmente più resistenti (afzelia, azobè, bongossi, teak, doussiè, etc.) – nonché di attenzioni particolari nel fissaggio dei montanti a terra: da un lato si pone infatti il problema della stagnazione di umidità a livello del terreno che se trascurata potrebbe inficiare l’in
tegrità e quindi la durabilità del piede, dall’altro si pone la necessità strutturale di un solido ancoraggio in grado di resistere ad una forza che in caso di forte vento tenderebbe a strappare da terra l’intera struttura secondo un principio assimilabile all’effetto “aquilone”. Entrambe le problematiche si risolvono con soluzioni poco invasive ed estremamente estetiche: nella rappresentazione a lato, un profilato rigido con zanca è incorporato in un plintino di fondazione (basta una dimensione di 20cm x 20cm) e immesso in un tubo cui è saldata una piastra metallica a sua volta avvitata nel montante di legno. Alternativamente è possibile ancorare il legno direttamente ad una struttura in calcestruzzo fuoriuscente dal terreno e solidale col plinto di fondazione, o ancora utilizzando montanti formati da tavole in legno di elevato spessore legate tra loro da spinotti e incastrate in una struttura di calcestruzzo analoga a quella appena descritta.

Nelle verande assumono grande importanza le finestre, i lucernari, i timpani e tutti i serramenti in genere.
La foggia delle finestre dona alla zona vetrata uno stile totalmente differente nel caso si utilizzino ogive e archi
acuti orientaleggianti, ellittici o arcuati di grande effetto decorativo.

Nasce dalla raffinata combinazione di teak e metallo la nuova linea di arredi EMU per esterno dal design moderno ed essenziale. Nei prodotti di questa collezione la struttura in legno di teak si affianca alle calde tonalità della lamiera marrone d’India e viene esaltata da finiture e dettagli in acciaio inox. Il fascino del legno esotico crea un connubio perfetto con la resistenza
e versatilità del metallo e dalla loro unione nascono arredi dalle linee inedite e geometriche, estremamente contemporanei. Nella foto, la linea Cetra con il tavolo proposto con le sedie impilabili ed il carrello portavivande con ruote girevoli.
Legno e vetro: un binomio perfetto ricco di fascino
Wood and Glass: a perfect couple full of charm

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