ARCHITETTURA FARE PENSARE

La durezza del rustico e la morbidezza del verde

Non bisogna aver paura dell’impatto aspro e primitivo che un muro di pietra può dare, basterà incentivare il verde per giungere alla giusta mistura di forza e morbidezza. E’ su questa lotta tra materiali antagonisti che si gioca l’equilibrio di un esterno rustico.

C’è chi esaspera volutamente l’aspetto rustico dell’esterno per aumentare l’effetto caldamente protettivo dell’interno. In realtà la storia dell’architettura in Europa ha spesso cercato, a partire dal Rinascimento, di uniformare l’esterno all’interno per creare un unico ambiente che degrada progressivamente nella natura. Ma oggi amiamo più i contrasti evidenti che le cose che sfumano una nell’altra; quindi un effetto di contrapposizione violenta è sicuramente proponibile. In tal caso fuori avremo tutto il duro, lo spigoloso, l’estraneo e dentro il suo contrario: il morbido, il caldo, l’accogliente. E’ un’interpretazione della casa di campagna che parte da una semplice constatazione: non siamo più gli uomini primitivi che vivevano nella natura come il pesce nell’acqua, ma abbiamo bisogno della mediazione della
tecnologia per facilitarci la vita anche quando siamo in un prato. E’ una posizione opposta a quella di chi cerca nel contatto diretto con la natura un momento di libertà dai vincoli e di affermazione più genuina della sua personalità.

Tutto è stato lasciato com’era, a partire dal rozzo cancelletto di legno. Una rusticità esasperata che si vuole salvare per meglio godere i resti di una civiltà contadina che va scomparendo.

In questa pagina: le pareti bianche, percorse da eleganti archi di mattone a vista, sono arricchite di piccoli particolari
“rustici” come l’anfora con i girasoli e l’armadietto scrittoio col vaso di rame.

LA CASA RUSTICA IN LIGURIA

Vi è una grande differenza tra le case dei piccoli centri liguri, dislocati soprattutto sul mare, e le case contadine disseminate su pianure e colline. Le prime risentono dell’influenza dell’architettura colta, con gli esterni dipinti a
trompe-l’oeil che imitano le facciate sfarzose dei nobili; le seconde invece esprimono solo una funzionalità ottenuta con la minor spesa, un’oculatezza per cui i liguri sono famosi. Esauriti i posti più tradizionali perché occupati da chi si è fatto la seconda casa in tempi non recenti, oggi (che non si può costrire nulla di nuovo) ci si deve accontentare di fienili, capanni per gli attrezzi, porcili, stalle per le pecore e cose del genere. E siccome la legge difende solo la volumetria e l’aspetto esterno di questi abituri, dentro s’interviene abbattendo i muri, creando inedite prospettive e, anche se proibito, allargando e moltiplicando le finestre per far entrare più luce e paesaggio. C’è chi cerca di uniformare le parti nuove a quelle già esistenti, e chi immette coraggiosamente nuovi materiali e nuovi stili. Ognuno a casa propria è padrone di fare quello che vuole: non ci sono scelte sbagliate in sé, ma intenzioni mal realizzate sì, e ce ne sono molte. L’errore più frequente è di mettere mobili che si avevano da un’altra parte, che non sempre si adattano alla nuova situazione. Oppure, se si è succubi di qualche moda (per esempio la

There are people that voluntarily exasperate the rustic appearance of the outside to increase the warm and protective effect inside. In reality architectural history in Europe started from the renaissance to uniform the outside as well as the inside to create a unique atmosphere that progressively degrades into nature. Today we like more evident contrast than things that fade together; it has a violent and surely an evolutional contrast. In some cases we are all hard outside; the difficulty and strangeness is in the contrast: the softness, warm and welcoming. It’s an interpretation of countryside homes from the simple constructions: we are no longer primitive men and women that live in nature like fish in water, we need mediation and technology that makes life easier even when we are in fields. It is an opposite position to what people want that want to be in contact with nature, in a moment of freedom from obligations and affirmations of his or her real personality.

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