ARCHITETTURA FARE

La dimora dei camini

Tratto da:
Il camino N° 84
La dimora dei camini

CALDE ATMOSFERE EVOCATRICI: NEL PERCORSO DEL FUOCO

Decoratrice d’interni: Vittoria Magistrali Località: Franciacorta (BS) Materiali: marmo di Botticino e pietra gialla di Verona Testo e Art Direction: Maria Luisa Bonivento Foto: Tiziano Canu

lI camino, che oggi è utilizzato spesso come motivo decorativo o come valore aggiunto per regalare intimità, calore e fascino al di là del tempo, aveva, nei secoli passati, un’importante e insostituibile funzionalità: al calore della fiamma che, nelle stagioni fredde, ardeva senza sosta al suo interno, era deputato il compito di rendere vivibile, se non confortevole nell’accezione moderna del termine, ogni luogo abitativo. Così, in un’ antica dimora che sorge, in terra di Franciacorta, a pochi chilometri da Brescia, l’antica Brixia, di camini ce ne sono ben cinque, tutti funzionanti, distribuiti praticamente in ogni grande locale. Due sono al piano terreno, in un salotto alla sinistra dell’ingresso e nella biblioteca alla sua destra. Al primo piano ne appaiono altri tre: uno nella sala del bigliardo, uno nella camera da letto e il quinto che, suggestivo nella sua imponenza, campeggia nel vasto salone dell’ascolto della musica. Tutti in ottime condizioni, ripuliti e resi al primitivo splendore, sono diventati punto focale nell’arredamento proposto dall’interior decorator Vittoria Magistrali, autrice anche di splendidi vasi ispirati all’arte della Grecia antica.

Falsi d’autore.
Vittoria Magistrali é specializzata nella riproduzione dei capolavori della ceramica greca del V e VI secolo A.C. che ripropone anche in libere interpretazioni, assemblando soggetti e decorazioni, nel totale rispetto delle proporzioni delle opere autentiche. La Bottega di Euphronios il nome della sua attività deriva da un famoso ceramista del V secolo A.C. autore di uno dei più bei crateri a volute, il Kylix Crater, tutt’ora conservato nel Museo Etrusco di Arezzo. La tecnica che continua l’antica tradizione, richiede una sapiente lavorazione. Anche i materiali sono quelli di sempre: creta e vernice naturale estratta da terre rosse, ricche di ferro. Le decorazioni sono disegnate a matita, a mano libera, sul vaso di creta e poi filettate con il baffo di gatto, il tradizionale pennello ad un solo pelo. Punte di pennelli di varie forme e lunghezze vengono appoggiate con delicatezza sulla superficie liscia del vaso che é poi “affumicato”, cotto cioè in fornace a legna, con una lenta cottura di dodici ore dopo la quale, la vernice rossa diventa nera, mentre la creta acquista la tonalità rossa.

 

   
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