PENSARE

La boiserie attorno al bow window


Tipico elemento architettonico

In una casa dell’alto Agordino, la boiserie, in alcuni ambienti dipinta con festoni floreali, si sposa perfettamente con l’ampia finestra aggettante caratteristica delle case di montagna

Nell’alto Agordino, tra le alte vette delle Dolomiti bellunesi, questa casa, arricchita dai mobili e dalle boiserie di “Osta i tuttolegno”, con alcuni ambienti dove i rivestimenti delle pareti sono preziosamente decorati da festoni floreali, l’elemento architettonico più interessante è il bow window (traduzione: finestra ad arco). Questo consiste in un particolare tipo di finestratura, in cui gli infissi e le ante vetrate non sono allineate al muro ma risultano seguire un percorso ad arco orizzontale aggettante dalla muratura, da cui il termine inglese. Tale finestra è sempre realizzata
ad altezza superiore rispetto alla quota di calpestio; diversamente, diventa un "bay window" (finestra a golfo), un balcone vetrato. Il bow window è tipico dell’architettura alpina, in quanto proietta lo spazio interno verso l’esterno e la luce ma lo ripara dal freddo invernale con le doppie vetrate.

COME TRATTARE IL LEGNO
OTTURARE I FORI

Esistono due metodi per otturare i fori, con stick o colla + segatura. Con stick: acquistare uno stick di cera dello stesso colore del legno da trattare e passarlo sui fori diverse volte fino a tapparli… trattamento veloce ma che dura poco, in quanto la cera può essere rimossa da successive lucidature o trattamenti. Colla + segatura: preparare una miscela a caldo di colla animale con del mordente in modo da avvicinarsi al colore del mobile e poi con un pennello morbido stendere la colla nelle zone da trattare (mettere la superficie orizzontalmente se fosse possibile) e con una spugnetta umida su cui avete messo un pizzico di segatura finissima cercate di far penetrare colla e segatura nei fori dei tarli. Lasciare asciugare… e il mobile è pronto per essere lavorato o trattato come volete voi.

IL MORDENTE
Mordente nei colori noce, castagno, rovere, ciliegio, larice ecc. È costituito da grani cristallini da diluire in acqua calda. Per le quantità di mordente da sciogliere in un litro di acqua, le indicazioni sono contrastanti… per cui… vanno fatte delle prove per rendersi conto degli effetti sul legno grezzo. La preparazione è semplice: basta aggiungere all’acqua calda la dose di grani, in percentuale secondo la quantità dell’acqua, poi si mescola bene e si lascia raffreddare.

La bellezza del legno piallato a mano e cerato

In questa elegante dimora di Madonna di Campiglio (anche nelle due pagine precedenti), totalmente ristrutturata da
Claudio Verri, tutte le pareti e i soffitti sono stati rivestiti di legno anticato, piallato a mano e cerato, con decori architettonici piuttosto sobri così da non appesantire l’immagine complessiva.
Foto Athos Lecce

IL PARQUET

Il parquet è una pavimentazione composta dall’assemblaggio di singoli elementi di legno con spessore minimo di mm 2,5 di legno nobile prima della posa. La pavimentazione in parquet si distingue per:
– tipo di legno, detto essenza (rovere, olivo, ecc.)
– tipo di posa (a correre, a tolda di nave, a lisca di pesce)
– qualità (definita in base alla direzione della fibratura, alla sua omogeneità ed alla presenza di caratteristiche quali stonalizzazione, nodi, o anche difetti quali alburno, fori di insetti ecc.) come da normative EN usate per definire i parametri di qualità;
– dimensioni delle liste;
– mosaico o lamellare, spessore mm 8, in liste tipicamente da cm 2 x 10, accostate a formare quadrotte da circa cm 10 x 10 pre-incollate su rete o carta; tipologia ultraeconomica oramai in disuso;

– industriale, piccole liste con spessori generalmente da 10 a 22 mm, composti a quadrotte tenute assieme da nastro adesivo prima della posa. In origine composto dagli scarti di altre lavorazioni (tipo lamellare) messi di costa e per questo di grandissima resistenza ed economicità, veniva usato in ambito industriale e pubblico:
oggi è tornato di moda per la sua estetica originale e viene prodotto in modo più raffinato ma anche costoso.
– lamparquet, spessore 10 mm, larghezze da 45-50 a 75 mm e lunghezze da 220 a 300 mm;
LISTONCINI: spessore 10 mm, larghezze 65-75 mm, lunghezze 350 a 450 mm (quindi leggermente maggiori del lamparquet);
– spessore 14 mm, larghezze da 70-75 mm e lunghezze da 350 a 600 mm;
– talvolta su listoncini 10 e 14 mm è disponibile la lavorazione maschiata che, aumentando la stabilità della tavola una volta incastrata con le altre a pavimento, consente di avere larghezze da 70-90 mm e lunghezze da 500 ad anche 1000 mm.
LISTONI: spessore 20/22 mm, larghezze da 90 a 150 mm e oltre, lunghezze da 600 a oltre 2 metri, lavorati a maschio e femmina generalmente sui 4 lati.

 

condividi :
LA SCIENZA DEL TEMPO E L’ARCHITETTURA SACRA
02/09/2010
Funky Style
31/07/2005