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L’impegno della ricostruzione

L’impegno della ricostruzione

Dopo il terremoto che nel 1997 ha devastato i territori dell’Umbria e delle Marche, l’opera di restauro è proseguita
instancabilmente. Se sulla stampa nazionale si è parlato tanto dei gioielli di fama internazionale, come la Basilica
di S. Francesco, in questa zona, dove si è manifestata la violenza dell’epicentro del terremoto, decine di chiese
e di altri edifici di pertinenza della Diocesi, sono stati restituiti al culto e alla funzione loro propria. Ne parliamo
col prof. Francesco Santucci, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi, nonché direttore dell’Archivio
della Cattedrale e del Vescovado.
«Già da due anni – spiega il prof. Santucci – sono stati ultimati i restauri della cattedrale di S. Rufino in Assisi. Era rimasta
seriamente danneggiata dal sisma. In questo, come in altri casi, il restauro è stato l’occasione per uno studio
approfondito della storia dell’edificio. E per riportare alla luce elementi spesso ignorati. In S. Rufino si sono rinvenuti
alcuni resti romani e altomedievali sotto la pavimentazione della navata centrale, e alcuni brani di muri absidali
della basilica ugoniana, risalenti ai primi anni del secolo XI. Inoltre entro la cappella del Sacramento e nella sacrestia
i restauri hanno messo in miglior risalto alcune pitture del ‘5/600».

Ma insieme con la cattedrale, sono decine le chiese restaurate, in Assisi come a Sigillo, a Bastia e Valfabbrica, a partire dalla concattedrale di S. Benedetto a Gualdo Tadino. Se in questi casi le opere sono ultimate, sta per giungere a conclusione anche il restauro della chiesa matrice di S. Maria Assunta in Bettona. Ma tardano ancora gli interventi in Nocera Umbra: questo infatti è stato il centro maggiormente devastato dal sisma e quasi tutte le sue chiese sono tuttora chiuse al culto. Anche il Vescovado, la Cattedrale e il Seminario vescovile sono ancora chiusi. Qui la vastità del problema richiede uno sforzo organizzativo particolarmente intenso.
Il Duomo di Assisi in un’antica stampa

Tuttavia anche in questa zona la più grande realtà che dipende dalla Curia vescovile (nel territorio della Diocesi
sono molti gli edifici di pertinenza degli Ordini religiosi), è stata completamente restaurata. Si tratta del grande
complesso alberghiero "Fonte Angelica", a 5 chilometri dal capoluogo, che con le sue 220 camere può offrire ospitalità
a oltre 500 persone ed è usato in particolare per congressi.
«L’altra maggiore opera di restauro compiuta in Assisi – continua il prof. Santucci – è quella del Palazzo vescovile,
la cui origine precede la fine del primo millennio. Anche qui sono stati compiuti importanti ritrovamenti: come i
resti di una piccola abside romanica, e una "camera picta" forse della fine del XIII secolo. I lavori inoltre hanno permesso
di reperire entro le mura del Palazzo, una sede dignitosa per l’archivio vescovile e di riabilitare la biblioteca storica vescovile, con i suoi circa 14.000 volumi. Significativo anche il patrimonio pergamenaceo di proprietà della Diocesi: anche questo è stato sottoposto a restauro, oggi in corso di ultimazione. Esso include la più antica pergamena della regione, che risale all’anno 963. Con la costituzione del Museo diocesano, alcune di queste pergamene potranno essere messe in mostra».
Non solo: il ritrovamento di alcuni elementi strutturali a un livello ribassato rispetto alla quota della piazza della cattedrale, ha porto il destro per individuare gli spazi adatti alla collocazione del Museo diocesano, che verrà sistemato
nei locali ripristinati della canonica del secolo XI-XII. In diversi casi, come nella chiesa di S. Stefano o nella stessa cattedrale di Assisi, spiega il prof. Santucci, il restauro è stato compiuto con accortezza filologica tale da recuperare l’atmosfera di prima del terremoto. Entro il territorio della Diocesi, vi sono d’altro canto, soprattutto nelle campagne del Nocerino, diversi casi di chiese totalmente distrutte dal sisma. Queste non potranno più essere ricostruite e sono in corso i preparativi per sostituirle con edifici totalmente nuovi.

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