ARCHITETTURA FARE PENSARE

L’eleganza al femminile


Appartamento nel centro storico di Milano. Realizzazione Patrizia Sistopaoli. Servizio di Gabriella Anedi. Foto di Athos Lecce.

UNA SENSAZIONE DI FLUIDITÀ AVVOLGE CHI ENTRA IN QUESTA CASA, AMBIENTI E FUNZIONI SONO INFATTI ARMONIZZATI GRAZIE ALL’ATTENTA REGIA COMPOSITIVA E CROMATICA DELLA PROPRIETARIA.

La zona pranzo è ubicata nella veranda, luminosa e ricavata in seguito alla ristrutturazione. Sopra, la zona destinata al lavoro, è parte del soggiorno. La libreria separa e collega la zona soggiorno dalla veranda e, nello stesso tempo, scherma la vecchia serranda che chiudeva la casa verso il terrazzo.Le stoffe per le tende sono di Andrew Martin e Jim Thompson, Walton Street, Londra. Cucina Boffi.

La casa è posta nel centro storico di Milano e, per quanto ristrutturato in anni recenti, ha conservato la tipica corte con una sequenza di terrazzi tipo “ringhiera” che vengono a disegnare un atrio insolitamente silenzioso ed eccezionalmente verdeggiante. L’appartamento è abitato da soli tre anni ma concentra esperienze e ricordi di una vita intensa trascorsa per molti anni a Londra da Patrizia Sistopaoli, giovane professionista che ha deciso di concentrare in un unico spazio famiglia e lavoro. Come era la sua casa londinese? “Molto orientale, dipinta con vaste pareti caricate di rossi intensi. Ora la mia passione per l’Oriente si è un po’ stemperata, ma osservo sempre con attenzione quanto proviene da un mondo che in realtà non ha mai visitato ma che, forse perché sognato, incide nel mio immaginario più di qualunque contatto diretto. Ricordo le mostre londinesi come occasioni preziose per entrare in rapporto con materiali e colori ricreati secondo il mio gusto personale”.

Ci sono difficoltà a conciliare ambiente domestico e attività professionale? “Per me no. Inoltre, come partner per la sezione di consulenza finanziaria di uno studio legale tributario, il luogo per me è decisamente secondario. La realtà che devo seguire è raggiungibile solo attraverso internet e la parabolica. Passo otto-nove ore al giorno seguendo in diretta gli andamenti delle principali borse mondiali, un lavoro affascinante ma anche molto faticoso nella sua astrazione. Ecco allora che il lavorare in casa mi permette, in qualunque momento, di ristabilire un contatto fisico e sentimentale con le cose: un libro, un tessuto, un pranzo leggero, il giardinaggio. Tutto è a portata di mano: il mondo e il mio microcosmo”. Forse è fatta anche di questo la fluidità cui si accennava, con quella dimensione umana del lavoro che proprio le moderne tecnologie hanno reso possibile da pochi anni. La zona lavoro è estremamente contenuta: un tavolo e una sedia. Gli altri due alleati sono i comuni elettrodomestici di una casa qualunque: un televisore, un computer, un fax. Ancora, la fatica di chi deve sempre tenere lo sguardo puntato sugli schermi, è alleviata dalla profondità prospettica che, piano dopo piano, conduce all’infinito di un gradevole trompe-l’oeil

“Il giardinaggio è una passione che mi rasserena fin dal primo mattino ma anche nelle pause di lavoro e credo proprio che la terra sia una dimensione economica e spirituale da cui ripartire ancora oggi. Proprio recentemente ho acquistato un vecchio casale in Toscana per trasformarlo in agriturismo con serre e colture varie, qualcosa che, come membro della Royal Horticultural Society, voglio costruire prendendo a modello alcuni aspetti della tradizione inglese che si possano ben integrare con tutte le tradizioni locali su cui mi sto documentando”.

 

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