FARE

L’arte del recupero


La Corte dei Francesi, splendida residenza nel tacco d’Italia

Un’antica conceria diventa, con un abile restauro, un’elegante e unica dimora per ospiti esigenti, che non dimentica il suo operoso passato.

Skilful renovation converts an old tannery into an elegant and unique residence that keeps traces of its
hard-working past.

Progetto di Luigi Orione Amato con la collaborazione di Giovanni Negro e Fabio Cito architetti
Servizio di Luisa Carrara
Foto di
Athos Lecce
Testo dell’arch. Antonella Tundo

Nel Sud, a Maglie, un piccolo centro del Salento, vi è un luogo che conserva in sé tutta la memoria del suo passato operoso e la dona a chi arriva, a chi passa, a chi vi soggiorna, riportando i suoi ospiti indietro nel tempo ma avanti nell’arte. Questa è una residenza storica che ripropone il modulo abitativo tipico di Terra d’Otranto, la casa a corte.
La Corte dei Francesi, tale è il suo nome, è una corte unica nel suo genere, risultato di un recupero di un originale luogo di vita e lavoro: una bottega per la concia tradizionale delle pelli. La Corte dei Francesi è conosciuta già a partire dal
1832, anno in cui si trasferirono dalla Francia due fratelli maestri nella raffinata lavorazione delle pelli. Il restauro dell’edificio è stato realizzato grazie alla cura e alla dedizione del signor Luigi Orione Amato.

In a small town of Salento in southern Italy called Maglie, there is a site that contains the vestiges of a hard-working past. Visitors are taken back in time here, yet they are projected into the future of the world of art. This is a historical residence with the typical living unit of Terra d’Otranto: the courtyard house. The ‘Corte dei Francesi’ is a unique courtyard of its kind. It is the result of the renovation of an original place of life and work: a workshop for the traditional
tanning of leather. The ‘Corte dei Francesi’ was known by this name as early as 1832, the year in which two French brothers, masters in the flourishing business of leather tanning, moved there.

E’ partito da una preliminare fase di lettura della pietra, nel senso più ampio del termine, e dall’ ascolto dell’intera struttura per far emergere le sedimentazioni e la tracce degli elementi esistenti su cui progettare, secondo un filo conduttore mai scontato e ovvio, le nuove parti e i nuovi dettagli.
Le contaminazioni tecnologiche, la chiara lettura degli interventi strutturali con forme e stilemi contemporanei, l’uso di materiali antichi con nuove forme e nuove tipologie di messa in opera, danno una lettura critica forte senza intaccare l’identità del passato.
L’edificio si sviluppa su due livelli con il piano terra che si estende per cinque ambienti, tutti voltati con volte tipicamente leccesi del tipo a crociera che ruotano attorno ad un atrio centrale. Ci sono due scale simmetriche, nella corte, che conducono dolcemente al piano superiore attraverso un terrazzino e un ballatoio di distribuzione che collega un’altra serie di sei vani.

Gli spazi interni sono decisamente monumentali, dominati da
antiche volte a crociera con pietra a vista.

Qui il progetto è in equilibrio perfetto fra l’architettura contemporanea e le preesistenze del passato. Anche negli interni si continua il rispetto dell’ambiente storico e di tutto l’involucro. Per questo motivo l’arredamento è stato pensato, progettato e realizzato come un insieme di volumi puri con forme geometriche chiare e minimali.

Here the project provides a perfect balance between contemporary architecture and past features. Also inside there
is respect for the historical setting and of the entire framework. For this reason the furniture has been designed as a series of pure volumes with clear and minimalist geometric forms.

Il carparo e la pietra leccese

Sono pietre presenti nel Salento che devono la notorietà al loro impiego negli stupendi edifici barocchi di Lecce. Più scuro e dorato il carparo,
più chiara e compatta la pietra leccese, entrambi sono pietre calcaree impiegate per chiese e palazzi già dal XV secolo. La formazione della pietra leccese risale al periodo miocenico (21 milioni di anni fa), mentre il carparo è più recente (solo 5 milioni), e data la loro origine marina spesso inglobano frammenti di fossili che le rendono ancora più attraenti. Oltre a essere esteticamente molto gradevoli, hanno buone qualità funzionali dovute agli elevatissimi indici di coibenza termica ed acustica.

L’atrio è il fulcro di tutta la struttura conciaria ed è caratterizzato dalle antiche canalizzazioni e dalle cisterne riportate in luce dal restauro, rese elementi fondamentali del progetto ed enfatizzate da tagli ricoperti in vetro calpestabile che ne seguono il percorso aggiungendosi a una sapiente illuminazione interna. Il manto di calpestio è un massetto monolitico a colore che occupagli spazi interstiziali tra i tagli di vetro. La grande porta vetrata conduce in un ambiente in cui si possono ammirare una successione di volte, sempre del tipo a crociera, con grandi vasche sui lati retaggio di un mestiere antico. Il terrazzo è l’unico spazio aperto fornito di illuminazione, qui vi sono casse acustiche per la filodiffusione e la possibilità di proiezioni. Tutto è pervaso dalla semplicità dei materiali e delle forme, ogni particolare testimonia l’appartenenza ad un sentire mediterraneo.

The renovation of the building, carried out with devotion by Luigi Orione Amato, began with a careful look at the
stone and, indeed, the entire structure. The intention was to bring out the existing elements and to use these in a deliberate and well-studied man

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