PENSARE

Italia “museo diffuso”

Il patrimonio culturale, costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici, è il risultato della continua e congiunta azione creativa tra uomo e natura, ed esprime il costante collegamento tra passato e presente quale eredità materiale della storia italiana,dalla ricchezza delle opere d’arte a quella delle città e del territorio. Quello che l’Italia offre non è solo la somma dei suoi monumenti, musei, bellezze naturali ma soprattutto il loro comporsi in un tutt’unico. L’identità nazionale si esprime attraverso la consapevolezza del proprio patrimonio, della sua unità e unicità, e della necessità di conservarlo in loco.Come fonte, espressione e fondamento della cultura di una comunità, i Beni Culturali sono anche un punto di partenza da cui dare inizio a processi di sviluppo locale, utilizzandoli con scopi culturali ed edu¬cativi, scopi sociali per lo sviluppo di identità locali, e con scopi di redditività economica generando profitto dal loro utilizzo. Per questo motivo, i Beni Culturali, non svolgono solo il ruolo di testimonianza storica, estetica e identitaria ma sono anche importanti dal punto di vista economico, diventando una componente di  peso per la creazione di sviluppo e capacità attrattiva, dal turismo agli investimenti finanziari.Con grande lungimiranza la nostra Costituzione stabilisce, fra i principi fondamentali, che la Repubblica ha come missione quella di tutelare il paesaggio e il patrimonio storico-artistico della nazione, nonché di promuovere la conoscenza del patrimonio culturale assicurandone le migliori condizioni di utilizzazione e di fruizione pubblica al fine di sostenere lo sviluppo della cultura. L’Italia vanta una lunga tradizione normativa in materia di tutela dei Beni Culturali, che spiega anche l’eccezionale abbondanza del patrimonio storico¬artistico conservato nel tempo.La diffusione del patrimonio culturale è una peculiarità italiana: non c’è città, non c’è piccolo borgo, non c’è località che non conservi tracce storiche, monumenti, tradizioni, peculiarità paesaggistiche di grande pregio e interesse. L’Italia continua a detenere il primato per numero di siti patrimonio dell’umanità inseriti nella lista dell’Unesco: nel 2015 sono 51 i siti tangibili e 6 i patrimoni orali e immateriali già in elenco e altri sono al vaglio delle commissioni Unesco.La dotazione di risorse del patrimonio culturale consta di circa 100mila beni (tra archeologici, architettonici, museali, etc.) censiti dal Ministero dei Beni Architettonici e Culturali e del Turismo (MIBACT), circa 33,3 ogni 100km quadrati. Questo indicatore dà conto, aldilà delle ben note concentrazioni delle grandi città d’arte, soprattutto della vastità e della capillare diffusione del patrimonio così detto “minore”, nel quale si realizza quella compenetrazione di paesaggio e patrimonio culturale che è uno dei tratti distintivi dell’immagine del nostro Paese, nonché un “asset” di valore incalcolabile nella competizione economica globale. L’inclinazione del nostro Paese quale “museo diffuso” offre la possibilità sia ai cittadini che ai visitatori di vivere un’esperienza unica, legata non solo all’arte ma anche a quelle realtà produttive, artigianali, tradizionali che sono elementi specifici del nostro territorio.La consapevolezza e la conoscenza del valore del nostro patrimonio sono dei pilastri su cui riattivare una vera partecipazione collettiva a sostegno del “turismo sostenibile”, quello che cerca l’eccellenza nell’arte, nel paesaggio, nel cibo, nella fede e nella cultura dei luoghi attraverso la loro storia e la loro identità. La creazione di “modelli di percorsi tematici” finalizzati a incentivare le capacità di crescita di un sito, anche attraverso strategie di esperienze di visite che permettano di fare leva sui siti più noti per promuovere i territori circostanti, rappresentano oggi un’ottica per incentivare la capacità di attrarre investimenti e di generare lavoro e imprenditoria per la nostra generazione.

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