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Intervista

A colloquio con Maurizio Riva contitolare di “Riva 1920” Industria Mobili di Cantù
intervista di Walter Pagliero

Si puo definire “naturale” ed ecologico un mobile uscito dalla fabbrica Riva di Cantù?
Non si tratta solo di finitura, ma di un concetto che sta alla base del mobile in legno così come veniva fatto in epoca preindustriale. Occorre che non si usino solventi, perché fanno male a chi lo lavora; niente prodotti chimici a spruzzo, perché le esalazioni si disperdono a lungo nell’ambiente e finiscono con l’essere respirate da chi lo utilizza
(la formaldeide, ad esempio, si diffonde in casa per mesi e mesi). Per questo usiamo solo collanti vinilici a base di resine, oli e cere naturali del tutto innocui. E per le parti metalliche usiamo solo l’ottone o l’acciaio, perché non creano campi magnetici.
Che differenza c’è tra un tavolo fabbricato nel ‘700 e uno dei vostri?
Sono cambiate alcune tecniche di lavorazione: una volta il legno non si poteva essiccare nei forni come oggi, ma si aspettava che si asciugasse da solo; noi adoperiamo legno con solo otto gradi di umidità, perché è molto più stabile e dopo non si “muove”. Ma altre tecniche della tradizione le continuiamo ad usare, ad esempio l’uso del “tenone” per tenere assieme le gambe del tavolo o i supporti in legno per lo scorrimento dei cassetti. Quello che non usiamo sono i pannelli MDF o truciolati, perché contengono formaldeide, e abbiamo eliminato tutte le vernici perché hanno solventi tossici. Avere un mobile in legno finito solo ad olio e cera è anche un investimento, dal momento che dopo anni e anni rimarrà sempre bello e, se maltrattato, basterà ridargli l’olio e la cera per farlo tornare piacevole come prima. Esattamente come per i mobili antichi.
Che strada avete scelto per ciò che riguarda la forma?

Noi piccoli imprenditori abbiamo bisogno di ricevere dai grandi designers le idee innovative, ma non dobbiamo dimenticare i valori della tradizione e la pratica consolidata delle nostre aziende. Le forme nel tempo cambiano, ma il modo tradizionale di lavorare il legno e la scelta di prodotti solo naturali devono poter continuare anche relizzando progetti innovativi.
Perché il consumatore finale dovrebbe scegliere il vostro prodotto?
Io inviterei chi vuole comprare un mobile a guardare non solo la sua “linea” ma anche come è fatto. I nostri mobili sono “trasparenti” nel senso che guardandoli si possono capire molte cose; in più hanno un foglio scritto, una specie di “scheda prodotto”, dove sono specificati tutti i materiali naturali impiegati.

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