PENSARE

Uno spazio da valorizzare

L’ingresso è un ambiente domestico spesso sottovalutato e trascurato dai progettisti.
Fino agli anni ’60 e ’70 non lo si dimenticava mai, poi i metri quadri sono diventati così preziosi e limitati che talvolta l’ingresso sparisce e, non di rado, entrando in un lussuoso appartamento, è possibile che già dallo zerbino si veda il padrone di casa sdraiato sul divano. 
Alcune volte gli ospiti sono costretti a caricarci come attaccapanni perché il posto per borse, cappotti e ombrelli non esiste, per non parlare dei ragazzi che, tornando da scuola e palestre, mollano tutto sulla porta d’ingresso.
Sono esempi legati alla quotidianità di ognuno di noi che ci fanno riflettere sul significato di quei preziosissimi metri quadri che, ormai solo per pochi fortunati, stanno oltre la soglia. 
Non è certo necessario avere un ingresso alla genovese (famosi per ampiezza e per quei magnifici pavimenti in seminato) talvolta basta un’armadiatura!
Anche piccolo, è sempre utile, capace di rispondere alle necessità quotidiane, sia per il single sia per la famiglia entrambi con esigenze di comfort e “spazi in più”. Zaini e piumini, borse della spesa, scarpe e cappotti, quelle cose che… domani porterò… e ho già preparato nei sacchetti, avrebbero proprio lì il loro posto. 

Utile come i ripostigli per le scope e i locali lavanderia, l’ingresso non è però un’area chiusa e nascosta, bensì un luogo da arredare e valorizzare. 
Quando non esiste, occorre crearlo! 
Accoglie ma non introduce ancora in casa, non permette di svelare la nostra intimità a chi non vogliamo, ma nello stesso tempo apre uno scorcio sul nostro mondo e dunque rivela qualcosa di noi. E allora perché non dedicargli la giusta attenzione?
E a tutti gli effetti il biglietto da visita della nostra casa! 

Se amiamo viaggiare è il luogo adatto per esporre gli oggetti che abbiamo acquistato in terre lontane, se siamo minimalisti alcune quinte in cristallo o a specchio possono rivelarsi utilissimi spazi di contenimento, se adoriamo l’eleganza classica un divanetto e un secrétaire antico possono creare un suggestivo angolo studio proprio all’ingresso e anche una biblioteca privata. Per gli amanti dell’arte c’è la possibilità di collocarvi pezzi significativi, dal quadro, illuminato da faretti, alla scultura acquistata d’impulso senza pensare alla collocazione.

Vogliamo stupire? Un trompe l’oeil sulla parete non passerà certo inosservato e ci regalerà una vista su un paesaggio di fantasia, mentre se la padrona di casa ama il tessile, un gioco di luci e tendaggi potrebbe vestire questo ambiente in modo insolito ed elegantissimo.

Un ingresso dotato di finestra può trasformarsi in una serra per le nostre piante, magari quelle grasse da collezione e proprio all’ingresso, per i patiti della forma fisica, potrebbe trovare spazio persino una piccola palestra con gli attrezzi a vista. 

L’architetto saprà sottolineare il tutto con la giusta illuminazione perché, non dimentichiamolo mai, il progetto illuminotecnico è fondamentale. La luce, anche da sola, costituisce un elemento d’arredo, ma può essere utilizzata anche all’interno di nicchie creando piacevoli chiaro scuri, evidenziando foto o piccoli oggetti.

Il giardino delle meraviglie
http://pro.dibaio.com/ivano-guagno-vivai

condividi :
Atmosfere da copiare
20/09/2005
Premi di architettura
31/07/2005