FARE

In un casale piemontese

Tratto da:
Case di campagna n°87
In un casale piemontese
alchimie di passato e presente
 

realizzazione di Fabrizio Bartolomeo e Lucia Romanengo
servizio di Luisa Carrara
foto Athos Lecce

Se all’esterno questo casale piemontese richiama in tutto e per tutto la tradizione, all’interno rivela, invece, un’architettura eclettica fatta di contrasti, di materiali antichi accostati ad elementi moderni, di citazioni rurali insieme a soluzioni tecnologiche.

Una visita della casa, con il portico retto da colonne di pietra che un tempo veniva usato come riparo per gli attrezzi, e uno scorcio del pergolato con vista sulla vallata.

Recuperare il legno
Quando si vuole recuperare un capanno in legno bisogna assicurarsi che la copertura sia solida e resistente alle intemperie e all’umidità. E’ bene, quindi, dopo aver accuratamente pulito e spazzolato il legno, trattarlo con resine e vernici specifiche per garantirne l’impermeabilità

Un semplice capanno di legno può essere recuperato e trasformato in angolo di relax.
Il capanno recuperato e “attrezzato” per un perfetto relax, con tanto di amaca e sedia sdraio.

Quando si parla di ristrutturazioni in campagna si parla sempre di vecchie cascine adibite ad uso agricolo trasformate in accoglienti abitazioni. E’ proprio il caso di questa cascina di pietra nella campagna intorno ad Alessandria, costruita nel rispetto della tipica architettura locale e che, originariamente, si presentava composta da un corpo unico più piccolo organizzato in un volume residenziale e da un volume maggiore adibito a stalla, granaio e a ricovero attrezzi. Il fascino di vivere in una casa ristrutturata nasce da esigenze concrete con motivazioni precise, anche se si possono innestare fattori emotivi come il mito di una vita agreste e la suggestione di un più stretto contatto con il mondo contadino. Allontanarsi così dagli artifici della vita moderna per riscoprire la semplicità di una volta è una tentazione che prima o poi tutti provano nella vita. Un altro fattore determinante da considerare è quello economico, perché il costo di ripristino di una cascina è di solito inferiore a quello di una costruzione fatta ex novo. Il risultato è che grazie a questi lavori di restauro molte costruzioni che, per l’abbandono delle campagne o per l’incuria dei proprietari, sarebbero destinate a scomparire, vengono conservate e tornano a nuova vita.

la taverna con il tavolo da biliardo. Sul fondo, una parete fa da quinta separando l’unico grande ambiente il soggiorno con il camino, profondo e basso. In fondo, una nicchia scavata nella pietra si trasforma in originale libreria una vista della parete della taverna, con un profilo in vetro inserito nella soletta. E’ un accorgimento tecnologico che, grazie alla trasparenza del vetro, permette di vedere la parete di pietra lasciata a vista in tutta la sua altezza

Soluzione brillante quando si dispone di poca luce: alcune lastre di vetro inserite nella soletta lasciano filtrare la luce tra due piani.
Il compito dei due architetti che hanno realizzato l’intervento di recupero, era principalmente la trasformazione degli spazi di servizio in abitazione. In facciata sono state rispettate le aperture delle finestre, mentre per il trattamento delle superfici dei muri sia esterni che interni è stato utilizzato un intonaco tradizionale a calce colorato con ossidi. In alcuni punti, invece, sono state lasciate le pietre grezze a vista per creare un “effetto rustico” ad interrompere il candore delle pareti.

Per spezzare la monocromia del pavimento sono state inserire piastrelle in ceramica colorata, come nelle tipiche cucine contadine e tecnologica.
Alcune immagini della cucina, con i lavandini recuperati da vecchie abitazioni ora demolite.

Là dove si è agito sull’esistente, i criteri di intervento hanno volutamente rispettato le peculiarità originarie dell’architettura e dei materiali locali: come nella miglior tradizione di campagna i materiali sono stati recuperati da demolizioni di casali e cascine della zona, come gran parte delle marsigliesi della copertura all’esterno, i lavelli, i serramenti e un gran numero di porte all’interno. Anche al piano terra, nel pavimento della cucina, spiccano gli inserti di vecchie piastrelle di ceramica, puzzle colorati che sembrano tappetini e che, oltre ad ingentilire la rusticità del pavimento, hanno lo scopo di creare una continuità con la tradizione. Con le strutture in aggiunta, necessarie per un moderno utilizzo degli spazi, si è cercata invece una nuova dialettica formale e tecnologica. Qui i materiali più utilizzati sono il cemento armato e i mattoni rivestiti di intonaco in arenino di cemento. Grande risalto hanno anche il ferro e il vetro: una scala in metallo scuro conduce ai piani superiori e un profilo in vetro è inserito nella soletta. La scala è leggera e contrasta con la parete in pietra, mentre il vetro permette alla luce di filtrare liberamente tra i due piani.

la scala che conduce al piano superiore: è in metallo, sotile e leggera, con i gradini traforati uno scorcio del corridoio dove arrivano e partono le scale

Scale e soppalchi articolano l’interno dell’abitazione e donano una nuova leggerezza.
Cemento, ferro e vetro sono materiali lontani dall’architettura originaria, ma che, forse proprio per questo, caratterizzano e danno dinamicità ad un’abitazione che, altrimenti, sarebbe potuta vivere solo di rimandi e di richiami al passato. E’ questo che si intende parlando di una nuova dialettica formale: attraverso giochi di contrasti tra materiali nuovi e antichi, tra passato e presente, si può leggere l’abitazione nella sua vera complessità e interezza.

due viste del bagno: qui pochi elementi e le pareti intonacate di bianco e del colore della terra sembrano caratterizzare un ambiente dal minimalismo quasi assoluto. Il lavabo, come quello della cucina, è recuperato da un vecchio casale dalla zona, e poggia su un semplice ripiano. la camera da letto, ottenuta dove un tempo c’era il granaio: è visibile il grande pilastro di pietra che divide i due arconi, ora evidenti all’esterno ma nascosti dai serramenti con taglio rettangolare all’interno.

Per saperne di più è in edicola il nuovo numero di “Case di Montagna ” n. 50, per ordini diretti utilizzate il modulo presente a fine rivista.

condividi :
Le scoperte sul volto di San Pietro
31/07/2005
Riscaldarsi
17/10/2005