Tratto da:
Il rustico N° 28

In un ex convento una villa piena di agi

Di Baio Editore

Nella dolce terra umbra in una solitudine quasi monacale, un’armonica struttura, forse cinquecentesca, è stata trasformata, con delicatezza, in una ridente villa dei nostri giorni.

Sulla parte alta di una collina c’era un complesso monastico tolto ai frati dalle leggi napoleoniche; da quel momento era passato di mano in mano utilizzato soprattutto per usi agricoli. Solo recentemente è stato acquistato per farne
una seconda casa, quindi restaurato con cura e poi dotato di tutti i comfort moderni compresa la piscina. I volumi dell’architettura erano, e sono ancora malgrado le aggiunte, di una bellezza cristallina: un insieme di cubi e parallelepipedi in pietra tagliati obliquamente dai tetti, su cui si sono inserite una pensilina e un vano d’ingresso costruiti in laterizi.


Il Giardino delle Orobie - Valli Bergamasche
Un po' dovunque, ma specialmente alle alte quote, si
estende il regno dei Fiori. Oltre agli endemismi si possono
osservare gli esemplari di fiori piu' tipici della montagna,
a cominciare da una serie sorprendente di orchidee
selvatiche, tra qui la rarissima scarpetta della Madonna
(Cypripedium calceolum ).
Abbastanza diffusi i vari tipi di genziana maggiore (Gentiana lutea) e la genzianella (gentiana
kokiana). Abbandonando le primule, a cominciare dalla orecchio d'orso (Primula auricolata), e
poi il rododendro ferrugineo, dai fiori color rosso vivo e quello irsuto, dai fiori rosa pallido e le foglie cigliate. E ancora il botton d'oro (Trollius auricola), il giglio rosso (lilium bulbiferum), il
martagone (lilium marthagon) e una multiforme varieta' di saxifranghe, rosacee, anemoni, aquileie, campanule, ranuncolacee. E per finire, la stella alpina (Leontopodium alpinum) che domina i suoli calcarei delle quote piu' alte e si affida al rispetto degli escursionisti, cosi' come tutti gli altri fiori, che vanno ammirati e fotografati, ma lasciati al loro posto.

Il prato chiaro, attualmente molto ben tenuto, fa da gradevole contrasto col grigio delle pietre. Anche la piscina, di un azzurro attenuato, fa di tutto per non stonare con questo piccolo gioiello del passato. Il giardino è minimale, quasi non esiste; è costituito dal prato, da pochi arbusti che già c’erano, e da cipressi lunghi e stretti, piantati nei posti
giusti, che nel contesto sembrano animati da uno slancio mistico. Lo solcano piccoli sentieri in pietra ad opus incertum che segnalano le abitudini dei nuovi padroni di casa.
Abitudini discrete dove la contemplazione della natura è al primo posto.

Gli interni hanno la stessa impronta di semplicità e di rispetto manifestata all’esterno, con in più il desiderio di rispettare l’architettura mettendovi dentro solo oggetti sobri ma di qualità. Ecco quindi una stufa cilindrica in
maiolica decorata con motivi tradizionali, alcune sedie del ‘600 raffinate ma poco appariscenti ricoperte con broccati dai colori spenti, una libreria barocca decapata e lasciata spoglia come piace agli inglesi. E nelle parti più rustiche come la cucina si trovano piastrelle del luogo sobriamente disegnate e mobili di legno della tradizione contadina.
Alle pareti c’è una collezione di belle pentole di rame accanto ad alcuni cesti di paglia ancora usati per la frutta e i funghi.