| Tratto da: Il ferro battuto n°27 |
Il ferro battuto sceglie fra le migliori produzioni Una lunga tradizione di ferro |
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| Di Baio Editore | ||||||
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Fino dall’Ottocento, la famiglia Casatto si dedica alla lavorazione del ferro battuto, trasformandone l’antica arte in una moderna azienda leader di settore, l’Artifer, senza dimenticare l’abile mano dell’artigiano. Negli anni ‘60 inventa i primi sistemi meccanici di piegatura e torsione del ferro, evolvendo la produzione con la torcitura a freddo e con magli meccanici e fucine a gas, fino ad a oggi in cui l’informatica e i sistemi di gestione controllano i processi, arrivando così a una realizzazione in serie che non dimentica mai lo spirito dell’artigiano: i sistemi
Nelle foto: Dalla nuovissima sede di Schio escono sia eleganti realizzazioni complete, perfette per abbellire case, finestre, giardini, sia pezzi singoli, come riccioli, rosoni, pannelli, che il fabbro comporrà a creare la soluzione su misura per i gusti e le necessità di ognuno. automatizzati che preparano
i manufatti di base lasciano più spazio alla creatività
e al gusto artistico indispensabili per comporre
recinzioni, cancelli, inferriate e complementi
d’arredo, pensati per una clientela sempre
più esigente. I materiali di prima qualità sono
portati alla temperatura di 1000 - 1200 gradi e poi
battuti, rastremati e sagomati dalle forti braccia Quando il ferro diventa arte Due maestri di scultura del ferro trasformano la materia bruta in opera d’arte carica di espressività e di emozioni; ma la stessa capacità artistica viene circonfusa nella vasta produzione di mobili e complementi d’arredo Gino Gigante e Salvatore De Luca sono due
maestri nella lavorazione artistica del ferro,
che sotto le loro abili mani diventa una scultura
ricca di magia e di mistero o espressiva della
fierezza e della solitudine dell’uomo o sottile
Nelle foto: “Adone” scultura in ferro forgiato. Altezza mt. 1,20. collaborazione dell’allievo
Gianni Fiore Rampino, in cui il gioco delle
curve richiama lo sforzo fisico, l’eleganza e la
leggerezza della danzatrice, che mantenendosi
sulle punte dà la sensazione di un’alata dea
pagana. Ma questa |
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