| Tratto da: Il ferro battuto n°27 |
Un'artista del ferro racconta | |||||||
| Di Baio Editore | ||||||||
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Le opere di una scultrice in bilico tra la cultura americana e quella italiana Beverly Pepper è un’artista che, nata a Brooklyn e qui formatasi, ha poi
studiato a Parigi con artisti quali Léger e Brancusi, viaggiato in Europa,
Medio Oriente, Giappone e Stati Uniti, stabilendosi infine in Italia, prima a
Roma e poi a Todi e realizzando opere in ogni parte del mondo:
la sua cultura artistica fonde il meglio di queste esperienze
Beverly Pepper inizia come pittrice, espone per la prima volta nel 1951 a Roma, dove conosce artisti noti, Turcato, Dorazio, Consagra, Guttuso, Cascella, Pomodoro, Burri, registi quali Fellini, Antonioni, Pontecorvo, poeti, critici. Dopo un decennio di lenta evoluzione da una pittura realista a una semiastratta e materica, approda infine alla scultura, con opere in legno inciso e metallo fuso: la sua prima mostra plastica nel 1961 richiama l’attenzione, tanto che le venne affidato un progetto, con altri noti artisti, di sculture da realizzare negli stabilimenti dell’Italsider e da esporre in piazze italiane. Inizia così, lavorando a stretto contatto di gomito con gli operai e i fabbri e dividendo con loro il panino con salame e cipolla a mezzogiorno, il suo rapporto stretto da un lato col metallo, coniugato in tutte le versioni (ferro, ferro dolce, ferro feroidale, acciaio inox, acciaio CorTen, bronzo), in tutte le lavorazioni (battitura, saldatura, fusione), e in
diverse finiture, dalla lucidatura
a specchio alla corrosione, con parti al grezzo
e parti dipinte a smalto; e dall’altro col paesaggio,
urbano e naturale, in cui le sue sculture
erano destinate ad inserirsi, che fosse la piazza
del Popolo di Todi, in cui le sue colonne dell’età
industriale ricoperte di una patina a ricordare la
corrosione dialogano in un mirabile equilibrio
con le facciate di pietra consunta dei palazzi circostanti,
o un centro commerciale a Dallas, in cui
forme piramidali d’acciaio CorTen si legano con
tappeto erboso e alberi a creare un continuo
movimento spaziale, percepibile da chi passa in
auto, o una piazza anonima a Barcellona, che trasforma
in un parco (anche con giochi per bambini)
con colonne scultoree che diventano lampioni,
pareti ondulate rivestite di ceramiche irregolari
che ricordano Gaudì, una spirale di alberi. |
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