| Pubbli-redazionale
a cura della Di Baio Comunicazione
CHE COSA C’È DI PIÙ AFFASCINANTE
DEL FUOCO DI LEGNA?
Mai passato minuti, ore a contemplare un fuoco di bivacco o un ciocco
di legna che arde in una stufa?
Sono emozioni arcane che riaffiorano ogni volta che si celebra questo
antichissimo rito. Non si sa con certezza quando l’essere umano
ha imparato a controllare e utilizzare il fuoco, di certo più di
100.000 anni fa. Prima dominavano il freddo e l’oscurità.
La vita oltre ad essere più scomoda era anche più breve
per l’impossibilità di cuocere il cibo.
IL FUOCO FORNISCE UN CALORE CHE MANTIENE SANI
Fornisce luce, che tiene lontane le belve dalla foresta quanto i fantasmi
della mente. Fornisce forza, grazie alla trasformazione della carne e
dei vegetali in succulenti piatti ben digeribili.
Favorisce la socialità grazie al rito della condivisione del calore,
del cibo, delle chiacchiere attorno al fuoco. Gli esseri umani in seguito
sono passati dai bivacchi all’aperto o dalle grotte fumose alle
case e ai palazzi riscaldati. Il bivacco è diventato il focolare
domestico o il camino monumentale dei castelli o delle ville aristocratiche.
Ciò comportava anche un grande dispendio di legna e scarsa efficienza
del calore prodotto che se ne andava per la gran parte lungo le anse della
canna fumaria per non parlare dell’affumicamento e del pericolo
di incendio prodotti dai focolari posti al centro della casa.
LA STUFA È UNA GRANDE INVENZIONE
Perché ha abbinato la sicurezza della canna fumaria con la superiore
efficienza del materiale di cui è costruita: il refrattario dell’interno
unito alle formelle di ceramica dell’esterno. Il primo costituisce
una barriera insuperabile per il fuoco e nello stesso tempo si impregna
di calore come una spugna termica, il secondo lo rilascia progressivamente
verso l’esterno in maniera radiante quanto equilibrata. Ciò
significa disporre di una vera e propria macchina tecnologica che trasforma
il fuoco della legna in calore e lo trasmette all’ambiente circostante
lungo l’arco dell’intera
giornata e della notte più buia e gelida. Una stufa in ceramica
scalda senza scottare, irradia onde all’infrarosso che abbattono
l’umidità nociva, ha un’efficienza termica che consente
un notevole risparmio energetico: basta caricare la stufa di legna una
sola volta per disporre del calore sufficiente per l’intera giornata.
I GRECI HANNO INVENTATO LA CERAMICA, I ROMANI HANNO
INVENTATO IL RISCALDAMENTO, DIRETTO ANTENATO DELLE MODERNE STUFE
I Romani riscaldavano gli ambienti delle terme (il calidarium e il tepidarium)
bruciando legna in appositi forni dai quali l’aria calda scorreva
sotto il pavimento in condotte realizzate con materiale refrattario (argilla).
Con questo sistema riscaldavano anche le case facendo correre l’aria
calda all’interno delle pareti perimetrali. Il sistema romano si
basava sull’hypocastum, formato da una fornace a legna e una serie
di tubuli (condotte) in terracotta che attraversavano le pareti ricoperte
di marmi intiepidendole con un flusso di fumi caldi. Ovunque spinse le
sue legioni, Roma impose il suo stile di vita basato sui cereali (il farro),
il vino e l’olio d’oliva: la civiltà del Mediterraneo.
Ovunque le legioni romane si insediarono, immediatamente realizzarono
impianti termali che assolvevano a uno scopo ludico (il piacere e il benessere
che proviene dall’acqua calda) ma che soprattutto assolvevano a
uno scopo igienico (l’igiene, la pulizia) e a uno salutistico (abituare
il corpo agli sbalzi di temperatura passando dal tepidarium al calidarium,
al refrigidarium).
Duemila anni dopo, l’intera civiltà occidentale ha riscoperto
i valori ludici e salutistici della civiltà classica con il diffondersi
a macchia d’olio dei centri benessere anche negli alberghi.
La stessa dieta mediterranea ha riconquistato la centralità nella
cucina sana moderna. I popoli alpini riuscirono a sopravvivere alle difficili
condizioni orografiche delle alte quote grazie all’adattamento del
sistema termale romano concentrandolo in un solo ambiente, la Stube dei
popoli di lingua tedesca. La stufa in muratura intonacata di bianco era
collocata nell’ambiente più frequentato della casa e ha trasferito
il suo nome nell’ambiente stesso, la Stube. Sopra la stufa dormivano
i bambini piuttosto che gli anziani o le puerpere.
LA STUFA MODERNA IN CERAMICA
Più efficiente di un terzo rispetto a quella in muratura, è
nata sul versante italiano delle Alpi centrali, grazie alla presenza di
importanti giacimenti di argilla in Val Tellina, Val Camonica e Val di
Non, a Sfruz, e all’arrivo di ceramisti faentini della setta cristiana
degli anabattisti in fuga dall’inquisizione religiosa. Siamo nel
XVI secolo, il secolo di
Michelangelo, Tiziano Vecellio e Martin Lutero.
Abili ceramisti, costoro utilizzarono le cave di argilla per dar vita
a un prodotto, la Stufa, che in forma più rudimentale era già
presente ma che con loro raggiunse il culmine dell’arte. La Stufe
di Sfruz ancora oggi stupiscono per la bellezza, l’eleganza, la
creatività dell’arte rinascimentale che rappresentano, arte
che nei secoli successivi assunse altre valenze oltre le Alpi con il Gotico,
il Barocco e il Rococò.
“LA STUFA IN CERAMICA DECORA, ABBELLISCE, RISCALDA”
Spiega con forza Umberto Zardini, ampezzano doc che si vanta di essere
nato sulla Stube della casa natale a Cortina come la gran parte dei suoi
coetanei nati prima dell’ultima guerra. “Abbiamo recuperato
una tradizione antica quanto nobile e nello stesso tempo incredibilmente
moderna” aggiunge. “Nulla più della Stufa di ceramica
è ecologica per la qualità del calore che emana, l’infrarosso,
che scalda in maniera naturale come il sole. Nulla è più
elegante di una stufa in ceramica decorata, che può essere anche
personalizzata nelle decorazioni. Nulla è più ecologico
in fatto di
risparmio energetico: basta caricarla una sola volta per riscaldare l’ambiente
tutto il giorno. Oggi si propone come un elemento decorativo fondamentale
per conferire identità e originalità alle case di montagna
e a quelle di mare, per prolungare la stagione e cercare un ausilio per
combattere in maniera naturale la formazione delle muffe.
UTILI, PRATICHE, EFFICIENTI
Le grandi Stufe in ceramica sono diventate sinonimo del mondo di lingua
tedesca, dell’impero asburgico come di quello germanico, fino ai
popoli slavi, tanto che la stufa in ceramica arredava gli ambienti dell’aristocrazia
di Vienna, Parigi,
Berlino, Stoccolma, Budapest, Bucarest, Varsavia e fino a Mosca oltre
alle case delle valli di montagna.
L’AMBIENTE RISCALDATO DA UNA STUFA
IN CERAMICA
È caldo e secco, invivibile per qualsiasi genere di muffa. Per
i montanari è un ritorno alla tradizione, per chi vive in città
o al mare è la riscoperta di una tradizione che affonda nella storia
millenaria del Mare Mediterraneo e della sua civiltà classica più
importante, quella romana.
LE STUFE IN CERAMICA AD ACCUMULO
Si distinguono nettamente per il fatto di non impiegare componenti in
metallo. Il metallo surriscalda l’aria che diventa povera di ossigeno.
Nelle stufe in ceramica invece l’aria viene riscaldata in maniera
naturale e grazie al processo di ionizzazione delle sue particelle produce
un reale beneficio per il corpo umano che riesce ad immagazzinare fino
al 99 per cento delle radiazioni termiche. Le stufe ceramiche Zardini
sono mirabili gioielli dell’arte calorica alpina, creazioni artigianali
esclusive dalle dolci, comode, raffinate qualità domestiche per
riscaldarsi in modo efficacemente salutare, al sicuro, con costi modesti,
nel rispetto dell’ambiente naturale. Sono beni durevoli prodotti
dalla bottega d’arte e mestieri Zardini che da decenni rappresenta
una solida garanzia contro le fosche previsioni energetiche contribuendo
a ridurre l’entropia di velenose immondizie.
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