| Sulle
Alpi svizzere
In continuità con l’ambiente domestico,
il focolare è luogo di particolare significato, deposito della
memoria e espressione originale
Foto: Athos Lecce;
Spazi aperti e travi a vista. L’ambiente della casa si articola
secondo criteri di fluidità.
L’edificio, progettato - come tutto il villaggio nuovo di Verbier
- dall’architetto Pierre Dorsaz, mette in rilievo la possente struttura
lignea e l’articolarsi in piani sovrapposti del luogo dell'abitare,
entro il volume disegnato dal tetto a spioventi.
Il livello basso è caratterizzato dalla zona del camino: un piano
di appoggio su cui il fuoco sembra distendersi liberamente, quasi ad invadere
tutto lo spazio: ha la funzione di raccordare visivamente il focolare
con il resto della stanza, mentre lo zoccolo in pietra che lo circonda
diventa occasione per esporre oggetti, ripiano su cui appoggiarsi per
cucinare al fuoco, o anche sedile su cui riposare. Il disegno del camino
fa sì che questo giunga ad “abitare” la casa con familiarità
inconsueta, con intimità totale.
Di solito il camino si pone come centro di irraggiamento, punto di focalizzazione.
Qui il disegno è tale da stabilire una continuità di piani
tra focolare, pavimentazione e soppalco/ balconata. Diventa così
mediazione tra i due livelli in cui si articola la casa.
E la sua vasta cappa rivestita in liste di legno si inserisce nel volume
come un tetto interno, come una facciata aggiunta.
Nelle foto: la trama di strutture lignee è ben visibile,
il che lascia un senso di libertà e di familiarità alla
casa.
Il gusto per gli oggetti della tradizione (zoccoli, la pania di paglia,
il grosso paiolo) completa l’architettura con semplicità
e intensità emotiva.
Sul soppalco una stufa in bella mostra.
Le dimensioni del complesso focolare-cappa sono tali da abitare tutto
lo spazio con una presenza visivamente forte, autorevole, pervasiva; ma
allo stesso tempo non invadente né escludente.
Ogni altro elemento può accostarsi al camino, o allontanarsi da
esso: quello è la base della continuità del vivere. Ed è
allo stesso tempo memoria vernacolare, grazie all’intelaiatura irregolare
del rivestimento della cappa sottolineata ulteriormente dagli elementi
appesi: gli zoccoli in legno da montanaro, la grande gerla di paglia intrecciata
su cui riposano spighe di grano.
Bastano pochi accenni, e l’ambiente tradizionale è recuperato
con facilità pur entro un’architettura contemporanea, e l’intreccio
delle travi squadrate non si pone in contrasto con la tradizione.
Allo stesso modo, anche il soppalco si integra perfettamente nell’ambiente
interno, là dove il soffitto sorge più alto. E sul soppalco,
la pavimentazione in cotto consente a una stufa di porsi come presenza
coerente, che con la sua mole non indifferente sottolinea la solidità
dell’impianto, la sua tenace abitabilità.
Con felice accostamento, il paiolo (memoria del cucinare comunitario nelle
grandi famiglie di un tempo) è accostato in funzione estetica alla
stufa: una sottolineatura di vita domestica vissuta, decisamente adatta
al contesto.
(L.S.)
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