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La stufa N° 24
Sceglie dalle migliori produzioni
Di Baio Editore

Le stufe di ghisa

La ghisa è una lega di ferro e carbonio contenente piccole quantità di fosforo, magnesio, alluminio; la si ottiene sottoponendo alle alte temperature, sviluppate in un altoforno, i minerali ossidati di ferro con carbone coke metallurgico.
La ghisa preparata nell'altoforno, ancora allo stato liquido, viene inviata in appositi stampi dove solidifica. Una seconda elaborazione in appositi forni fusori dà un prodotto chiamato ghisa di seconda fusione, usato nella realizzazione dei manufatti. Le proprietà della ghisa sono eccellenti: costa relativamente poco, ha una buona resistenza all'usura e alla corrosione, ottima conducibilità termica e facilità di lavorazione con opportune macchine utensili.
Le stufe in ghisa sono la tipologia più diffusa delle stufe a convezione, sono molto pratiche, resistenti e possono avere varie forme artistiche che riproducono diversi stili.

Sono costituite da un nucleo riscaldante in ghisa (o in refrattario) associato ad una serie di "giri di fumo" con lo scopo di lambire il più possibile le superfici, al fine di cedere calore a tutta la struttura della stufa ed al suo rivestimento che può essere sia in ghisa stessa verniciata con particolari vernici termoresistenti, sia in ceramica, in pietra ollare o in maiolica. Il rivestimento, oltre ad un fine puramente decorativo e di abbellimento, serve per accumulare calore e cederlo lentamente quando la stufa è in fase di spegnimento.

(Nella foto: la bella stufa a pellet Lexia di Falci)

Nella scelta di una stufa in ghisa occorre considerare il suo sviluppo in verticale: infatti, più è alta, migliore sarà il suo rendimento per il fatto che viene maggiormente sfruttato il calore dei fumi, che salendo hanno modo di cedere più calore a tutto il corpo della stufa. Particolare attenzione va riservata al "giro fumi" per apprezzarne il rendimento.
È importante anche accertarsi della presenza di una valvola che permetta di mandare i fumi direttamente nella canna fumaria bypassando il "giro fumi". Questo è importante soprattutto nella fase iniziale di accensione della stufa, per fare in modo che i fumi vadano subito a scaldare la canna fumaria innescando il tiraggio.