| Progetto:
Scogim, Elan and Bray architects
Foto: Tim Hursley
Testo: L. Servadio
Vicino ad Atlanta, ma nel bosco. Nella natura ma a due
passi dalla metropoli. L’edificio, in cemento, è caratterizzato
dalle molteplici aperture dai profili in legno: così il bosco diventa
decoro della casa, immagine della natura che viene interiorizzata grazie
alle finestrature. In linea con l’agile contemporaneità del
disegno, gli interni vedono accostarsi pannelli in conglomerato al pavimento
e compensato sui soffitti e nella balaustra della scala: è un modo
con cui si può ricorrere a costi contenuti al materiale naturale
che offre superfici lisce e dal colorito omogeneo, in un certo senso staccandosi
dalla sua origine “artigianale” per entrare nel mondo dell’industrial
design.
Qui, il camino diventa un elemento dal sapore tecnologico.
Il suo disegno è sintesi rivisitata in chiave contemporanea dei
suoi elementi classici: della cappa si ritrova il profilo a “imbuto”
che viene però reclinato all’indietro. E il suo andamento
sghembo, angolato sembra rievocare movenze naturali, arboree, mentre la
bocca del focolare si apre entro uno specchio reclinato in avanti, verso
la pedana a ventaglio che protegge la pavimentazione.
La superficie bianca all’esterno e nera accanto al fuoco sottolinea
la duplicità insita nell’elemento: la funzione del fuoco
e l’estetica della forma che arreda per la sua semplice presenza,
le due dimensioni dei piani ortogonali e inclinati che articolano l’insieme
lasciando lo spazio totalmente libero di muoversi nella trasparenza della
luminosità diffusa.
|
Il soggiorno: l’abbondanza
di superfici in compensato suggerisce l’idea di una casa a
“due dimensioni”. Il camino diventa l’elemento
che evidenzia l’esistenza della terza dimensione: la profondità
dello spazio.
Le immagini sono tratte dal volume “The new American house”,
di Oscar Riera Ojeda. A destra: pur vicina a Atlanta, la casa è
immersa nel bosco. |
|