| Architetto
Luigi Vietti
Luigi Vietti, l’architetto che ha creato questo interno a Cortina
disegnandone il particolare camino, è ora scomparso lasciandoci
un’eredità splendida, un punto di riferimento per quanti
si cimentano nell’arredo di una casa di montagna.
Si tratta dello “stile cortinese” che oggi domina in questa
zona esclusiva: un misto di stile alpino tradizionale, di progettazione
razionalista e di amore per il genius loci.
Questo è quanto affermava lui stesso quando diceva che a ispirarlo
nella creazione della sua prima casa cortinese negli anni ‘40 erano
state le fiabe tramandate dalle famiglie contadine della valle. Il camino
(che i contadini vivevano come il centro sociale della loro vita) era
per lui il focus dell’arredamento, da lì partiva il suo progetto
per dispiegargli
intorno tutto il resto, poltrone, divani e mobili contenitori spesso scelti
tra quelli antichi del posto.
La sua concezione degli interni della casa di montagna, specialmente se
situata nella zona delle allegre Dolomiti, è quella di un canto
alla vita silvestre.
Lui amava mettere nei vasi non fiori, ma rami di pino; in bagno, se la
casa era rustica, foderava con tronchi di abete anche la vasca da bagno;
sulla poltrona da lui più usata era stesa una pelle di orso che
non aveva cacciato lui, ma
che teneva per simpatia con l’animale.
Gli piaceva collocare in questi interni anche dipinti antichi e oggetti
dorati, perché li vedeva nelle piccole chiese di montagna raccolte
e splendenti di un lusso che era spirituale, non mondano.
Arredare una casa di montagna era per lui un atto d’amore prima
ancora che un impegno professionale, un rito da compiere per realizzare
ogni volta un incanto, un sortilegio.
Questo camino è
semplicissimo nella sua linearità,
caratterizzato da una trave arcuata che completa
la cappa come se fosse la falda di un cappello.
Ma è impreziosito da oggetti d’antiquariato:
sulla cappa vi è una collezione di piccoli dipinti di
fiori del ‘600 nelle loro cornici dorate originali. |

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