Tratto da:
Il camino n°107
Memoria - Amore - Sogno
La tipicità della stufa in val Badia
Di Baio Editore

Una casa tradizionale ben ristrutturata vive attorno alla grande stufa

Progetto: Ugo Kostner, architetto
Località: Corvara di Val Badia
Art director: Maria Luisa Carrara
Foto: Athos Lecce

La casa tradizionale delle valli alpine, nelle sue varie declinazioni, è una preziosa testimonianza di una cultura e di una popolazione: giusto quindi che l’intervento di ristrutturazione ne mantenga lo spirito più profondo. Non solo quindi l’aspetto esterno, ma anche quelle particolarità interne salienti, come la stufa: attorno ad essa, secondo tradizione, si articola l’intero ambiente di soggiorno, di più, essa è il vero cuore della casa. Qui la stufa è costruita artigianalmente dai maestri fumisti di Kuntner di Brunico, col tradizionale volume murario cubico sormontato da una cupola semisferica e circondato da una panca lignea, su cui ci si scalda piacevolmente al dolce tepore; sulla superficie candida a intonaco rustico spiccano le maioliche spiralate e concave.

1. La casa esternamente è stata mantenuta intatta nella sua genuina architettura spontanea, con le molti parti
lignee a vista, perfettamente ripristinate, e con la profusione di fiori colorati che ne adornano ogni finestra e ogni balcone: è il benvenuto che le popolazioni montane danno ai visitatori ed è il ringraziamento per la natura che è stata con loro prodiga di tesori ambientali.
2. La stufa tradizionale in muratura viene realizzata direttamente in opera per mano degli abili mastri fumisti che la sviluppano in sintonia con l’arredamento e con le necessità termiche non solo dell’ambiente ma talvolta di tutta la casa; la sua superficie non è mai troppo calda, così che attorno ad essa c’è sempre una panca su cui godere il benefico calore che emana la stufa anche spenta.

Calda come il sole

La stufa tradizionale in muratura piena, che vanta una lunga tradizione storica, è un formidabile mezzo di riscaldamento che ha superato le prove degli inverni più rigidi delle vallate alpine, con un consumo di legna molto contenuto (basta una sola carica di legna una o due volte al giorno). Il segreto è nella sua struttura, che si sviluppa attorno al suo cuore, la camera di combustione in refrattario: qui la legna, dopo un avvio a buon regime, brucia molto lentamente e cede la grandissima parte della sua energia termica al focolare e ai fumi che si producono.
Stufa tradizionale in muratura con rivestimento in
maiolica realizzata da Sommehuber (Baucenter).
Questi fumi caldissimi vengono incanalati in una serie di condotti sempre di refrattario, i cosiddetti “giri di fumo”, che si snodano attorno e sopra la camera di combustione e che “intrappolano” tutto questo calore, con perdite quasi trascurabili, lasciando ai fumi solo la minima energia termica necessaria per salire lungo la canna fumaria. A loro volta i condotti cedono lentamente il calore all’involucro esterno della stufa, in muratura refrattaria o maiolica, che lo accumula e lo trasmette lentamente all’ambiente: così la superficie non è mai molto calda e l’energia termica che trasmette è radiante, cioè la più simile a quella del sole e la più benefica per la salute di chi vive accanto e per la casa.