| Tratto da: Il camino n°103 Memoria - Amore - Sogno |
Due camini in villa tra le colline dove è dolce il silenzio | |||||||
| Di Baio Editore | ||||||||
| Era l’orciaia: il luogo dove si conservavano gli otri pieni di vino. E’ diventato il salone della casa: la volta a botte e la scansione delle colonne alle pareti offrono un ambiente raccolto e dotato di varietà. Questa unitarietà nella diversità trova il suo cardine nel camino, che si pone come l’elemento emergente: interrompe il fluire longitudinale dello spazio e ne diventa il cardine.
Progetto: Patrizia Giunti e Nohsem Tamadon Nejed, architetti Una villa del ‘700, eretta su impianto del XV secolo.
E’ stata ristrutturata con attenzione all’esistente:
pochi tratti nuovi riconoscibili soprattutto
nell’ambiente cucina; per il resto diversi elementi
di recupero conservano l’autenticità, nella più felice
tradizione toscana. Due i camini: uno grande
nel salone, l’altro nella cucina. Il primo è realizzato
Nelle foto: Il sapore della modernità, si inserisce con discrezione nell’ambiente
della magione signorile settecentesca. Pur nel confluire
di diverse suggestioni, si mantiene il tono della sobrietà: è
questo che accomuna e raccoglie. Lo ‘understatement’ diventa
funzione della finalità del luogo. Il camino completa l’atmosfera.
E’ il luogo fermo, il punto di riferimento: non sarebbe
necessario né per riscaldare, né per cuocere. E’ presente con
la sua valenza più moderna, ma forse più significativa, di “luogo” principe, di cuore pulsante della casa. |
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