| Fondamentale per disegnare lo stacco tra la
cappa e la bocca del focolare, utilissima per
fare da supporto a oggetti, collezioni e piccole
opere d’arte, l’architrave o mensola è da sempre
un elemento primario del camino: se nei camini
storici e soprattutto in quelli più raffinati è costituita
da un elemento di pietra o di marmo riccamente
scolpito, o inciso a bassorilievo, nell’architettura
spontanea o negli ambienti rustici è un
pezzo massiccio di legno, più o meno sgrezzato
dall’ascia o levigato dalla pialla e trattato per resistere
al calore.
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Nel camino rustico o moderno, la forma della architrave è importante per la buona riuscita estetica del camino. Quando si desidera dare una maggiore intimità e naturalezza viva al camino, si predilige l’inserimento di una trave in legno e la scelta verterà sul solido rovere, sul versatile castagno, sui profumati e nodosi abete, larice o cirmolo, sul classico faggio, sul ginepro contorto dagli anni e dai venti o sul costoso noce, ognuno nella tinta naturale dell’essenza o con mordenzature più scure o, se lo si preferisce, con un decappaggio decolorante. |
Lo spessore minimo
per una mensola liscia è di 4 - 5 centimetri,
mentre quello massimo varia secondo il diametro
del tronco scelto e può arrivare anche ai 30 centimetri:
tutto dipende dall’armonia delle proporzioni
con gli altri elementi.
È questo un camino che, nonostante la sua semplicità,
domina l’ambiente in cui è inserito. Ha cappa
personalizzata con decori simili alla fascia che sottolinea
il perimetro del locale appena sotto il soffitto realizzato
con travi di larice recuperato. Nell’intervento di
ristrutturazione, seguito dall’architetto Pier Paolo
Court, la struttura del camino coinvolta nel ritmo generato
dall’intreccio delle imponenti travature offre un’impatto
architettonico scenografico ed una calda atmosfera
unificante. Il suo candore sottolinea il carattere
forte degli elementi lignei e contrasta piacevolmente la
rude bellezza della quinta in pietre a vista. Un tappeto
in pietra locale protegge il pavimento.
Foto F. Gini. |
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È realizzato da un esperto
fumista originario di
Chamonix, con larice
antico di recupero e pietra
locale, questo rustico
camino, la cui base è costituita
da una pietra
proveniente dall’Arve.
Le travi che ne rivestono
la cappa, che esterna al
muro arriva a “bucare” il
soffitto, provengono invece
dalla zona di Morgex.
Una presenza importante,
che caratterizza
l’ambiente, conferendogli
un po’ di quell’atmosfera
aspra ed essenziale,
tipica dei paesaggi
alpini incontaminati.
Realizzazione architetto
Jean Fourcaud.
Foto: F. Gini. |
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La trave in legno
Per soluzioni estremamente personalizzate il marchio Scan, distribuito da Oekotherm, propone l’inserto da camino
Scan DSA 5 che si può murare completamente, in modo da lasciare a vista solo il focolare oppure è possibile rivestire
il frontale del tutto o in parte con intonaco, marmo o acciaio. Indipendentemente dalla versione scelta, offre una
rapida ed efficace resa termica. È disponibile anche nel modello a parete e indipendente anche in formato ridotto, nei
colori nero e grigio. Il volume riscaldabile è di 200-370 metri cubi.
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In un castello del 300 nei
pressi di Siena, una mansarda è stata recuperata
con un sapiente intervento
architettonico. Sulla parete
in mattoni lasciati a vista,
emerge la bianca struttura
del camino in muratura la
cui cappa arriva alla struttura
del tetto disegnata
dalle travi in legno e dalle
tavelle in cotto tipiche della
tradizione toscana. Sulla
mensola in legno scuro è
appoggiato un pregiato dipinto
del ‘500, raffigurante
una Madonna. Simbolicamente
il bianco del camino
e dei comodi divani
contrasta cromaticamente
dal resto dell’arredo e crea
un ambiente più raccolto
per il relax e la conversazione.
Art Director Luisa
Carrara.
Foto di A. Lecce |
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Un camino di grande suggestione
dotato di una
grandiosa cappa contenuta
nel muro inclinato e costituito
da mattoni in cotto
che circonda inaspettatamente
una bella finestrella.
Il piano del fuoco in pietra è
contenuto da due muretti in
mattoni a vista con funzione
di pratici ripiani. Realizzazione
di Giancarlo Bartoli,
architetto.
Foto: A. Lecce |
Ad Alagna, una tipica baita Walser, realizzata più di
400 anni fa è stata ristrutturata mantenendo intatta la
tipologia e i materiali. Ogni pietra e ogni trave sono
stati sagomati e inseriti a mano da bravi artigiani della
zona ottenendo come risultato un’abitazione ricca
di calore e tradizione. Il rustico camino con la cappa
intonacata e la trave in legno, costituisce la presenza
dominante del soggiorno organizzato all’ultimo piano
dell’edificio il locale un tempo adibito a fienile.
Foto: A. Lecce. |
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L'intonaco
Il tradizionale
abbinamento
tra legno e
calce è tipica
degli ambienti
rustici.
Per rivestire la struttura
del camino,
l’intonaco è il mezzo
più tradizionale e più
consueto: un primo
strato, il rinzaffo o intonaco
rustico, comunque
necessario sia per
proteggere il muro, permettendone
allo stesso
tempo la traspirazione,
sia per fare da base ai successivi strati. Questo tipo
di intonaco viene realizzato con malta di calce,
nella misura di 400 kg, sabbia, in ragione di un
metro cubo, e acqua, tra 200 e 300 litri; la calce
può essere sostituita da cemento (350 g) aumentando
la quantità di acqua di una cinquantina di litri;
può essere usata anche la malta bastarda, composta
da 300 chili di calce dolce spenta e un quintale
di cemento oltre al solito metro cubo di sabbia
e la solita quantità d’acqua. Dopo aver steso
con l’apposito strumento, il frattazzo, questo strato,
si può procedere alla finitura: se si preferisce
un aspetto in rilievo della superficie, si applica ancora
uno strato di intonaco rustico da lavorare con
la spatola per dare il tipico effetto marezzato o
con una spazzola o una lama dentellata per un
aspetto graffiato; se invece si preferisce una superficie
semiliscia, si usa intonaco civile di calce
(500 kg), sabbietta fine (0,8 mc) e 200/300 litri
d’acqua, oppure di cemento (4 quintali), sabbietta
(0,9 mc) e acqua, 250/450 litri; se invece si vuole
avere una superficie perfettamente lucida, si procederà
con la rasatura a gesso, ovvero una miscela
di scagliola di gesso e calce adesiva, da stendere
con il frattazzo fine o finissimo, o con la finitura
a stucco da lucidare poi con ferro caldo e acqua
saponata, dopo aver steso la tinta preferita. Questo è l’unico caso in cui la tinteggiatura non è l’ultima
operazione, come si farà solitamente; una
raccomandazione fondamentale è di usare colori a
base di calce sull’intonaco di calce o sulla malta
bastarda e tinte a base cementizia o neutra sull’intonaco
di cemento: non solo ne guadagnerà l’aspetto
estetico, ma anche la perfetta traspirabilità
del muro.
(Roberto Summer)
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A Bardonecchia una piccola
casa di montagna è stata
ristrutturata dall’architetto
Anna Matteoli nel pieno rispetto
dell’architettura tradizionale.
Nel luminoso soggiorno
con il soffitto rivestito
in legno di larice troneggia il
camino realizzato con travi
antiche recuperate e pietra
locale, il cui piano del fuoco
si allunga lateralmente in
modo da formare un comodo
piano d’appoggio.
Peculiare il disegno della
struttura lignea che crea
due utili vani giorno. Fiori,
frutta secca, ciottole e tanti
piccoli oggetti, utili nella vita
quotidiana, conferiscono
una piacevole atmosfera di
vita vissuta a questo angolo
camino.
Foto: A. Lecce |
Le superfici murarie bianche
e l’orditura lignea del
tetto in legno di abete massiccio
creano un piacevole
equilibrio tra i volumi che
trovano il loro fulcro nel camino
innestato con un gioco
di incastri volumetrici nel
setto divisorio centrale. La
sua struttura, intonacata in
bianco come le pareti, non
passa inosservata perché
dotata di un’ampia cappa,
con una trave in legno di
grande spessore. L’insieme è di grande armonia. Realizzazione
architetto Dario
Roat con la collaborazione
di V. Indricci. Foto: A. Lecce. |
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Il piacere di recuperare la tradizione e creare calde e avvolgenti atmosfere con una ricercata semplicità. Gli oggetti scelti e disposti con cura sono utilizzati anche come elemento decorativo dell’ambiente e lo rendono particolarmente accogliente. I due camini in muratura sono completati da una semplice trave in legno scuro e hanno la duplice funzione di impreziosire lo spazio e risolvere il problema del riscaldamento nelle mezze stagioni. La ricerca del particolare si manifesta anche nei pregiati attrezzi per il fuoco.
Art Director: M.L. Bonivento.
Foto: T. Canù. |
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Focolare aperto MAXI
Maxi prodotto da Edilkamin è il
focolare aperto collocabile ad angolo
o a parete disponibile sia
nella versione con i lati chiusi sia
con un lato aperto. L’interno in
Arveco©, un materiale refrattario
di forte spessore ideale per la cottura
in quanto è in grado di accumulare
molto calore e di restituirlo
lentamente. |
Focolare chiuso SFERA
L’inserimento di un termocamino
come Sfera della linea Acquatondo
di Edilkamin , trasforma il camino
in una potente caldaia che
produce acqua calda sanitaria per
tutta la casa senza rinunciare a
una piacevole vista delle fiamme
e alla possibilità di cucinare. È
possibile affiancarlo alla caldaia a
gas mantenendo lo stesso impianto
di termosifoni per riscaldare in
maniera uniforme ed economica
l’intera abitazione. |
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