| Tratto da: Il camino n°100 Memoria - Amore - Sogno |
Il fuoco addomesticato | ||||||||||
| Di Baio Editore | |||||||||||
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Antichi strumenti e tecniche per tener
viva la fiamma e cucinare sul camino.
Nelle foto: Forse il culmine dell’ingegnosità nell'utilizzo del fuoco, è l’uso del girarrosto, che rigirando il pezzo di carne evita che solo una sua parte sia esposta al calore, così che la cottura si distribuisca in modo uniforme sulla superficie. Sembra semplice a dirsi - oggi. Pensiamo ai tempi antichi. Stupisce, ancora, il genio di Leonardo da Vinci: la sua elica verticale che gira mossa dall'aria calda ascendente sopra il camino e tramite ingranaggi trasmette il movimento all'asse del girarrosto appoggiato sugli alari più in basso. Quasi un fuoco che si alimenta da solo. Una macchina di insuperata semplicità. Bisogna evitare che la materia stessa lo soffochi con la sua inerzia termica: con la sua incapacità di accendersi subito al primo contatto. Occorre far sì che giunga l'ossigeno, senza il quale non c'è combustione. È necessario evitare che il tizzone giaccia e smuoia su sé stesso. Insomma: il fuoco va nutrito, curato, smosso, attizzato. Con cautela duplice: per non bruciarsi. Ma anche per non sopprimerlo. Questo delicato gioco di aggiungere foglie secche, poi rametti, rami, legna e smuoverla e soffiare quando la fiamma sembra languire e scomparire risucchiata in basso, riducendosi a bagliore sempre più fioco tra le ceneri; questo ravvivare la fiamma quando fatica, o ridurla quando divampa in eccesso, è la somma di una sapienza antica. L'abbiamo appresa ai primordi della specie. È la nostra invenzione: forse la più grande della storia dell'uomo. Perché il fuoco c'era in natura: il mito di Prometeo che ce lo dona, in fondo è difettivo. Il fuoco c'era. La cosa importante è un'altra: la capacità di controllarlo. Per questo servono gli strumenti. Forse all'inizio un altro pezzo di legno con cui smuovere le braci. Ma come si è conosciuto il ferro, con questo si sono forgiati gli strumenti: il materiale che non brucia. Ecco le aste, gli alari, le pale , le tenaglie.
E il mito nuovo, che soppianta quello di Prometeo in regioni importanti, come l'Attica: è Efesto, che per i Latini sarà Vulcano, il dio del fuoco, ma anche della lavorazione dei metalli. Perché questi, le fiamme e gli arnesi, da allora andranno sempre assieme. Ed è dall'antro di Vulcano ‘artefice famoso’, coadiuvato dai ciclopi - perché ci vuole la loro smisurata forza per piegare la materia inerte e addomesticare il fuoco - che escono gli strumenti. Da quell'epoca lontana ormai tre millenni a oggi, i modi per alimentare il fuoco nel braciere e per goderne i benefici, si è mantenuto con poche variazioni. Ma il ferro forgiato e battuto ci ha dato splendidi esempi di artigianato che unisce estetica, simbolo, funzionalità. Gli alari e i piedi metallici su cui poggia il ceppo per poter ardere fino in fondo, sono diventati piccole statue i cui manici uniscono alla funzionalità la leziosità della forma, talvolta espressiva di richiami mitologici. I ganci, le catene e le carrucole con cui si sosteneva il paiolo sopra il braciere sono o diventati strumenti raffinati.
Le grate che tengono sollevati i legni
hanno assunto sembianze fantasiose: nel ‘700 e nell’800
sono diventati elementi ornamentali. Le palette, i ganci, le
pinze sono stati schierati in batteria, come una parata di
alabarde di pace, a fianco della bocca del camino, nella
stanza grande delle case coloniche, e con la loro stessa
presenza significavano l’ingegno umano. La sua forza sottile,
non violenta, capace di rendere amico l’elemento che
terrorizza tutti gli altri esseri che popolano la terra. Senza
quegli strumenti il camino, il braciere, non raggiungerebbero
il loro scopo. Il luogo che accoglie la fiamma non
funziona, senza la strumentazione di chi sa trarre dalle
fiamme solo i benefici, scongiurandone la forza bruta. Ancor
oggi è Vulcano che ci fa godere il fuoco. Perché con i
suoi attrezzi lo rende una presenza amica, un docile soggetto
della mano. E riconduce tra le mura domestiche il
potere dirompente dell’energia. |
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