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Mille Architetti... 100.000 Camini
Una stanza: quattro pareti, le porte, le finestre… Dove comincia
la vera architettura?
Dove le pareti cominciano a parlare.
Nei colori, nelle proporzioni, nella luce, nel disegno. E la stanza,
quella specie di “scatola” nella quale entriamo fiduciosi, alla ricerca
di un briciolo di noi stessi, acquisisce una personalità propria.
Ciascuna con caratteristiche che la contraddistinguono e che il progetto
pone in evidenza.
Ve n’è una che emerge per forza di carattere, per capacità di attrazione,
per il calore che la pervade e che trasmette come un abbraccio
a chi vi entra.
Il soggiorno, quando il progetto lo invera nella sua più profonda
autenticità, e in esso fiammeggia il camino.
Elemento vivo che sa trasfigurare colori e sapori, odori e luminosità.
La stanza diventa tutto un mondo, specchio del nostro essere
profondo. Perché nel focolare si ritrovano gli elementi primigeni: la
terra tra le ceneri, l’aria che diventa corposa nel crepitio delle lingue
di fuoco, il legno che profuma di bosco. La luce: quella luce così
vivida, quel granello di sole che vince la notte. Che restituisce a noi
l’energia che il sole stesso ha donato alla pianta. E il calore è qualcosa
di più del mero fatto termico.
È espressione vera dell’armonia dell’universo. Fulcro che impernia
l’esistenza.
È qui, attorno al camino che si ritrova l’anima della casa.
Il luogo della comunicazione: certo, il focolare attorno al quale ci
si siede con gli amici, coi parenti. E si può stare anche senza parlare,
perché lo scoppiettio della fiamma racconta la lunga storia dell’avventura
umana.
È l’aria tremula che sale col fumo nel camino eleva alle nuvole i
messaggi antichi legati alla storia dell’uomo. Antichi e nuovi, come
la vita che continua e si rinnova, ogni volta che si ripete l’atavico gesto
di dar fuoco alla legna. E’ un dialogo fecondo quanto profondo.
Ha la bellezza serena della certezza di sempre.
La certezza dello spirito umano che ha proprio nella fiamma il suo
simbolo.
E la conversazione si dipana: anche quando a sedere accanto al focolare
si rimanesse soli: perché mai si è soli accanto al fuoco acceso.
Sono infinite le considerazioni che si affacciano alla mente: e tutte
trasportano in un mondo più vero di quel che sembra attorniarci
nel trambusto della vita quotidiana.
Non è un caso che i tre Presidenti degli Ordini degli Architetti che
abbiamo sentito si siano tutti soffermati sull’importanza psicologica
e sociale, familiare del camino.
In questo modo abbiamo aperto la nostra collaborazione sistematica
con l’associazione professionale (su ogni numero de
IL Camino riporteremo l’opinione di altri Presidenti, via via
così ascoltando voci di ogni parte d’Italia).
Perché la professione dell’architetto ha uno scopo etico di singolare
importanza: quella di rendere lo spazio il più possibile umano.
Obiettivo etico che il camino simboleggia con forza eminente,
quale luogo principe della casa, sito del raccogliersi della famiglia.
Tale per cui, le case senza camino ormai sembra che manchino
di qualcosa… quello spirito dell’ incontrarsi che nel camino
ha il suo luogo privilegiato.
Per questo centesimo numero della rivista abbiamo svolto un “censimento” di quanti (artisti, architetti, designer….) hanno
intuito nella costruzione del focolare, nel “boccascena del fuoco”,
un’occasione di progetto affascinante. Non un semplice arredo,
ma un vero e proprio luogo che diventa punto – non a caso
si dice “focale” – centrale della casa.
Il luogo dove la poesia dell’architettura si fa visibile e leggibile
con immediatezza per chiunque.
Sono mille architetti: li abbiamo citati tutti uno ad uno, rimandando
alle edizioni de IL CAMINO in cui le loro opere sono state
presentate.
Si tocca così con mano la ricchezza della documentazione esistente,
e soprattutto la vastità della fantasia progettuale che si è mobilitata
attorno a questo elemento. La pietra, il marmo, i sassi, le
solide cornici lignee, i colori, i decori, la maestria degli intagli, la
scelta delle collocazioni: a parete, ad angolo, troneggiante nel
mezzo della stanza…
Gli industriali più sensibili e lungimiranti hanno saputo accogliere
suggestioni e proposte, e trasformare le idee in prodotti capaci
di rispondere alle più diverse esigenze, seguendo le evoluzioni del
gusto e giovandosi degli arricchimenti tecnologici che anche questo
elemento antico ha conosciuto.
Così il camino contemporaneo è diventato sempre più ecologico.
Per esempio con i pellet, soluzioni in ‘pillole’ che sostituiscono i
ceppi e consentono un corretto riciclaggio di legni che altrimenti
andrebbero dispersi.
Attraverso le voci e i progetti di questi mille professionisti del progetto
abbiamo raccontato – e continueremo a raccontare – la storia
presente dell’architettura degli interni.
30 anni, 1000 architetti. Le migliori aziende del settore. Milioni di
copie diffuse sul territorio nazionale. E la passione per il camino.
Il luogo nella casa dove la passione è di casa.
Giuseppe Maria Jonghi Lavarini
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