| Tratto da: Il camino N° 89 |
Il fuoco gioca con la luce | ||
| Di Baio Editore | |||
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Lo studio del chiaroscuro nella bottega rinascimentale
Il soggetto della stampa deriva da un disegno di Baccio Bandinelli che
offre un’annotazione visiva e simbolica della vita quotidiana di bottega,
una documentazione di un mondo particolare, tipico della mentalità rinascimentale.
La scena mostra una scuola per artisti, dove gli allievi appaiono impegnati
nello studio di modelli plastici artificialmente illuminati da lampade
e luce del camino. Durante il ‘500, si era posto il problema della mancanza,
per gli artisti, di un insegnamento teorico prima che tecnico. Le Accademie
nacquero infatti con la funzione di impartire un nuovo ruolo ai pittori,
promuovendoli dall’originaria condizione di lavoratori manuali a quella
più elevata di intellettuali. In particolare si diffuse, nella teoria
dell’arte, il proposito di offrire una formazione completa, basata sulla
pratica fondamentale del disegno e sull’insegnamento di materie scientifiche
(anatomia, prospettiva, geometria) e materie umanistiche (storia, filosofia).
Gli allievi non vanno più presso una qualsiasi bottega, ma presso un maestro
che li accoglie tanto più numerosi, quanto maggiore è la sua fama di artista.
L’incisione è testimonianza di tutti gli elementi anatomici, classici,
letterali, plastici e naturali (come il cane ed il gatto accovacciati
fra i disegnatori) di cui Baccio si serviva nella sua Accademia del Disegno.
Il disegno, proprio in questi anni, aveva raggiunto una propria indipendenza
artistica ed un grande prestigio: era diventato lo strumento di ricerca
per eccellenza dell’analisi scientifica. Il ‘500 era stato un secolo fondamentale
anche per lo sviluppo del collezionismo e, di conseguenza, per il riconoscimento
dei disegni dei grandi maestri da conservare e mercificare. In questa
stampa gli allievi sono immortalati nell’attimo della rappresentazione;
sono visti in piedi e seduti, concentrati sul loro lavoro. Le figure presentano
profili classicheggianti, capelli ricciuti, una folta barba, elementi
tipici del gusto cinquecentesco, come lo sfondo, ambientato con un cornicione
ed un camino di gusto antico. Pur essendo rappresentato un momento di
semplice vita quotidiana, spoglia di ogni convenzione retorica, nell’insieme
è ottenuto un risultato di solenne importanza in cui le figure si dispongono
con precisione misurata e statuaria. La scena è ritratta con curiosità
e con una capacità di osservazione che rivela i molteplici particolari:
il volto malinconico e sognante, i ricchi panneggi delle tuniche, i dettagli
delle mani, l’attenzione per gli elementi della scuola come l’arredamento
o gli oggetti usati come modelli.
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