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Lo specchio
della memoria
Giovanni Boldini, Il cardinale del Bernini nella camera del pittore
(particolare), olio su tela, eseguito nel 1899. Pistoia, Collezione
Boldini. |
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L’ opera ritrae l’interno della camera di Giovanni Boldini (Ferrara
1842 - Parigi 1931), con al centro della parete il camino acceso,
sormontato da un calco in gesso del cardinale De’ Medici del Bernini,
donato all’artista dal museo degli Uffizi di Firenze in cambio di
un autoritratto inserito nelle collezioni del museo stesso. L’olio
su tela del 1899 è attualmente conservato nella villa “La Falconiera”
di Pistoia dove la vedova del maestro, Milly Cardona, ha raccolto,
unitamente alle opere più personali e in parte incompiute di Boldini,
gli arredi ed i cimeli dell’ultima dimorastudio parigina. La veduta
d’insieme, tratteggiata con una immediatezza descrittiva comparabile,
sul versante pittorico, ai racconti d’interni proustiani, perde
quasi ogni referenza oggettiva per immergersi in un’atmosfera di
ricordi da cui emergono istantanee emozioni come riflesse nello
specchio della memoria. La gestualità avvolgente della stesura pittorica,
che anticipa per alcuni aspetti il dinamismo delle soluzioni boccioniane,
testimonia la tensione innovativa della ricerca di Boldini, ponendo
l’artista ferrarese nel cuore delle poetiche guida in atto tra Ottocento
e Novecento. (Romano Perusini)
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Omaggio a Balthus
L’estemante compiacimento nella descrizione ovattata di interni,
con fanciulle sorprese e sospese nella precoce scoperta dei filtri
della seduzione, non poteva non contemplare la presenza del calore
del camino...
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La recente improvvisa scomparsa del pittore Balthus (1908- 2001)
nel suo chalet di montagna a Rossinière, nel cantone di Vand in
Svizzera, rende più misteriosa l’attesa per la grande mostra antologica
che lui stesso stava preparando con Jean Clair, storico dell’arte
francese direttore del museo Picasso, e che si inaugurerà in settembre
a Palazzo Grassi a Venezia. Le 208 opere annunciate in mostra testimonieranno
l’intero itinerario della ricerca di uno degli artisti più singolari
nel panorama artistico del Novecento. Amato da letterati e collezionisti,
è stato per lo più marginalizzato dalla critica d’arte ufficiale,
molto per il suo più volte dichiarato richiamo all’antico in contrapposizione
allo sperimentalismo delle avanguardie novecentiste, in parte per
l’interferenza di forme di moralismo che hanno mirato ad inquadrare
la singolarità della sua produzione in un’area di “psico-erotismo”
di inquieto ed incerto confine. L’estemante compiacimento nella
descrizione ovattata di interni, con fanciulle sorprese e sospese
nella precoce scoperta dei filtri della seduzione, non poteva non
contemplare la presenza del calore del camino, così congeniale alle
atmosfere di intimità e di complice abbandono che permeano i quadri
più significativi del discusso pittore francese. Particolarmente
le opere Giovane donna allo specchio e I bei giorni documentano
tale compiacente presenza che corona l’insieme descrittivo e l’equilibrio
cromatico delle due composizioni pittoriche, tra le più rappresentative
di Balthus, artista testimone e insieme esorcista di molte delle
inquietudini esistenziali e morali della nostra contemporaneità.
(Romano Perusini)
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