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Dimenticato, considerato fuori moda e costoso
rispetto ai più economici sistemi a gas e ad olio, il riscaldamento
a legna torna oggi prepotentemente in auge, arricchito da svariate componenti
tecniche ed ecologiche.
Le nostre
foreste e i boschi, oltre ad essere un ecosistema fondamentale per la
vita di tutti gli esseri viventi poiché fungono da filtro dell'aria, dell'acqua
e hanno un ruolo fondamentale a favore delle falde acquifere e contro
l'erosione del terreno, sono un luogo prediletto da tutti per il tempo
libero, ma soprattutto sono un magazzino d'energia ecologica. Infatti,
rispettato il principio del rimboschimento definito dalla Conferenza Mondiale
di Ecologia del 1992 di Rio de Janeiro, per cui ogni quantità di legname
prelevato in natura deve essere proporzionale alla crescita di piante
sulla stessa superficie, con l'uso di un'energia prodotta dal legno si
potrà risparmiare e ridurre l'uso di energie fossili. A differenza delle
altre energie in grado di rigenerarsi come il sole, l'acqua, il vento,
il legno è energia immagazzinabile e usufruibile in una desiderata quantità.
Inoltre, se bruciata in modo corretto, la legna genera la stessa quantità
di CO2 (anidride carbonica), assorbita dalle piante per vivere e crescere,
inserendosi perfettamente nel ciclo naturale di scambio, senza debiti
e senza rifiuti. L'uso di questa risorsa per il riscaldamento, essendo
il legno una produzione regionale tipica di ogni paese, oltre a ridurre
i danni all'ambiente portati dall'estrazione di materiali fossili e il
loro trasporto da paesi lontani, minimizza i rischi di incidenti ecologici.
L'energia del legno offre anche l'opportunità di creare posti di lavoro,
aziende di produzione e di distribuzione di legno in regioni di solito
depresse perché non dedite all'agricoltura, ma coperte di foreste e consente
di curare, pulire e gestire il bosco evitando spesso i pericoli di incendio.
Per la produzione di energia da legno si utilizzano tondelle e ceppi segati
e spaccati al fine di permettere una migliore asciugatura e bruciatura,
a causa del maggioramento della superficie; frammenti e trucioli, ridotti
meccanicamente da particelle più grosse sono utilizzate nelle centrali
mentre particelle di dimensioni di 3 cm circa servono per piccoli impianti.
Sotto ogni forma, la legna da ardere può essere immagazzinata e conservata
finché non raggiunge il giusto contenuto di umidità.
Confrontando il legno con altri combustibili solidi, si può quindi notare
che: 1 stero di legno (ca. 450 kg) è uguale a 2000 kWh, quantità ottenibile
con 210 litri di olio combustibile, 262 kg di carbone, o 210 mc di gas.
Considerato 1 kWh si ricava energia per una lampadina di 10 watt con durata
di 10 ore; per un termoventilatore (2000 watt) acceso mezz'ora; per 34,4
l di acqua portata da una temperatura di 10°C a 35°C (2-3 minuti di doccia);
per il sollevamento di 1000 kg (ad esempio, un camion) a 360 m di altezza.
Le tre fasi del processo di combustione
e le emissioni
1. Essiccazione (fino a 150°)
In questa fase della combustione evapora l'acqua contenuta nel legname.
Quanta più acqua è contenuta nel ciocco, tanta più energia è necessaria
per l'essiccazione.
2. Degassificazione (pirolisi) (150-550°C)
I componenti volatili passano alla fase gassosa. Il legname essiccato
consiste circa nell'85% di componenti volatili e combustibili. Solo il
14% dei componenti rimangono come carbone vegetale, nel caso in cui non
sia raggiunta la temperatura di gassificazione (600-800°C)
3. Ossidazione (400-1300°C)
Da circa 400° i gas combustibili reagiscono con l'ossigeno contenuto nell'aria
(ossidazione) e generano energia. Rimane la cenere, che consiste nei componenti
non combustibili del legno (0,5 - 1%, costituito dalla corteccia). Le
emissioni si possono distinguere in inevitabili ed evitabili. Nel primo
gruppo rientrano il vapore acqueo H2O che non possiede alcuna controindicazione
per l'ambiente; il biossido di carbonio CO2, prodotto della combustione
integrale di carbonio, che in base al principio del ciclo chiuso del carbonio,
non ha effetti negativi sul bilancio dell'effetto serra; l'ossido di azoto
Nox, di solito responsabile dello smog estivo e delle piogge acide, in
questo caso presente in percentuali trascurabili, e infine particelle
di cenere (polvere inorganica), riducibili in provvedimenti primari come
una giusta condotta di gas e fumi secondari quali filtri antistatici.
Le emissioni evitabili si manifestano solo con una combustione parziale.
Attraverso l'ottimizzazione della camera di combustione e la scelta del
combustibile esse sono minimizzate. Idrocarburi CnHm e Monossido di carbonio
CO, sono ridotti attraverso il raggiungimento di un'alta temperatura di
combustione, una sufficiente ventilazione e un'adeguata permanenza nella
zona di combustione. Particelle non combuste (fuliggine) sono minimizzate
con la sopra descritta ottimizzazione della combustione. Queste emissioni
non presentano nessun problema nei moderni impianti di combustione a legna
e sono regolate entro valori massimi ammissibili.
Tecnica di moderna combustione a legna
e quadro delle nuove possibilità di combustione
I moderni impianti di combustione a legna facilitano un utilizzo razionale
ed ecocompatibile dell'energia e della materia prima legno. La gestione,
l'alimentazione e la manutenzione dell'impianto è diventata negli anni
confortevole e gestibile quanto i tradizionali sistemi di riscaldamento.
Molti impianti possono essere poi combinati con ulteriori ecosistemi energetici
come quelli solari, sono completamente automatici e regolano le emissioni
nocive per l'ambiente.
Se si desidera un riscaldamento a legna, che cosa ci si domanda?
Le tendenze sono due. Fuoco per creare atmosfera, con stufa addizionale
per riscaldamento:
Camino tradizionale
Stufa camino
Cucina
Stufa in maiolica
Stufa in muratura
Camino da riscaldamento
Fuoco a legna per alimentare impianti a caldaia.
GESTIONE MANUALE:
Stufa camino
Camino da riscaldamento
Stufa monocamera
Caldaia a legna
GESTIONE AUTOMATICA:
Stufa con caricamento dall'alto
Stufa a pellets
Camino e stufa di maiolica
Caminetto tradizionale
Crea calde atmosfere ed ha una funzione prevalentemente decorativa. Può
essere completato inserendo un'adeguata camera da fuoco con dispositivo
di aerazione che favorisca la combustione e lo scambio di calore.
Stufa-camino, camino monocamera
Si tratta di stufe usate come impianto supplementare di riscaldamento.
Un focolare e una circolazione regolabile dell'aria sono le caratteristiche
essenziali di questa tipologia. Indispensabili sono un cassetto salvacenere,
un piano fuoco e un termometro per le emissioni di gas. Oltre ai camini
di serie ci sono anche quelli ad accumulo. Stufa-camino da cottura Oltre
ad un braciere per il riscaldamento, possiede anche un forno per cuocere.
La maggior parte sono in ghisa o in acciaio.
Cucina a legna
In contrasto con la stufa-camino da cottura, è collegata con un impianto
centrale e consta di un bruciatore, di un serbatoio di legna, di uno scambiatore
di calore, e un cassetto portacenere. Esistono anche stufe o caldaie centrali
che funzionano a pellets in grado di fornire un altissimo potere calorifico
con minime emissioni. Tali caldaie sono collegabili anche a collettori
solari che fanno risparmiare un terzo della moneta combustibile all'anno.
di Rosella Mombelli
Residui di segheria
Si tratta di grossi pezzi di legname grezzo o anche di fibre residuate
dai primi procedimenti di lavorazione del legno nelle segherie. E' usato
per la fabbricazione dei pellets e delle bricchette.
Pellets di legno
Ovuli cilindrici composti di fibre di legno residuato fini pressate senza
aggiunta di leganti chimici, con un diametro di 5-15 mm (nella maggior
parte dei casi 6-8 mm) e una lunghezza di 10-30 mm. Grazie alla loro omogeneità
sono utilizzati per piccoli impianti. Il valore termico dei pellets è,
in riferimento all'unità di volume, la metà di quella dell'olio combustibile.
Bricchette di legno
Prodotte in modo similare ai pellets, sono di dimensioni nettamente maggiori,
ma composte sempre con pressatura di fibre residuali. Possiedono alto
potere calorifico.
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| Residui di
segheria |
Pellets di
legno |
Bricchette
di legno |
Unità di misura per la legna
da ardere
Accanto alle unità di misura di peso, kg e t, sono utilizzate altre unità
che rispecchiano l'assortimento e le esigenze di mercato del combustibile
legno.
Stero (1 st) E' l'unità di misura per pezzi di legno, come ciocchi
o bricchette di legno impilati, che insieme all'area interstiziale riempiono
un volume di 1 metro cubo. 1 stero = 0,7-0,8 mc solido = 1 mc
Metro cubo solido (mcs) E' l'unità di misura per 1 mc di massa
legno priva di aria. 1 mcs = 1,2-1,3 Stero = 1 mc
Volume materiale sfuso (vms) E' l'unità di misura per assortimento
di legna da ardere come legno, ovuli e cip.
1 vms = 0,3-0,4 mcs.
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