ARCHITETTURA FARE PENSARE

Il tesoro dei Re di Francia.

A cura di: Pierluigi Marchesi

Nel 1600 uno spazzacamino emigrato in Francia dalla Val Vigezzo si trovò a lavorare dentro un camino del Palazzo Reale al Louvre, dove ebbe ventura di ascoltare, nascosto dietro il paracamino, le voci di alcuni dignitari che congiuravano ai danni del re Luigi XIII. Appena i congiurati si allontanarono lo spazzacamino ottenne di essere ascoltato dalla madre del sovrano, Maria de’ Medici, che governava in nome del figlio troppo piccolo, e le riferì tutto, entrando in ogni particolare che aveva udito, tant’è che fu creduto e la congiura venne sventata. Maria de’ Medici gli chiese quale ricompensa volesse ricevere in cambio del prezioso servigio. Grandi ricchezze passarono davanti agli occhi dell’impreparato giovane, ma il ricordo dei suoi umili compagni lo richiamò al pensiero della magra vita di ogni giorno e quindi chiese, semplicemente, protezione per esercitare, insieme agli altri emigrati vigezzini, la libera vendita di oggetti di chincaglieria che già nei tempi di sosta del loro lavoro, esercitavano nei villaggi della Francia. La madre del re acconsentì e la fortuna arrise allo spazzacamino e ai suoi discendenti che divennero gioiellieri di corte. Ancora oggi a Parigi le famose gioiellerie di “Rue de la Paix” appartengono ai Mellerio, nativi di Craveggia. L’attaccamento alla terra natia indusse negli anni questi personaggi ad inviare numerosi oggetti preziosi e storici a Craveggia. Di qui l’origine del Tesoro di Craveggia detto anche “dei re di Francia”. Attualmente i preziosi oggetti sono conservati nella Chiesa
Maggiore di Craveggia. Tra i numerosissimi oggetti raccolti si trovano il manto nuziale da Maria Antonietta e un Ostensorio d’oro Vermeil alto 85 cm tempestato di gemme, di cui esiste una sola copia a Notre Dame di Parigi e il manto funebre del re Sole (Luigi XIV).

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