ARCHITETTURA FARE PENSARE

Il progetto di risanamento in zona sismica


L’APPROFONDIMENTO: COSTRUIRE IN ZONA SISMICA

IPOTESI DI PROGETTO PER IL MIGLIORAMENTO SISMICO DI UNA TORRE COLOMBAIA A COLLE DI NOCERA UMBRA (PG)

Dopo il sisma che ha colpito l’Abruzzo è ormai evidente che la diffusa metodologia di intervento attuata in zona
sismica nel nostro Paese è stata causa di numerosi danni del nostro patrimonio artistico e architettonico.
L’ing. Luciano Marchetti, Vice commissario straordinario per la ricostruzione dell’Aquila, si è interessato a nuove
proposte di intervento che possano contenere maggiormente i danni delle strutture colpite dal sisma.
In questo servizio presentiamo un caso-studio relativo al miglioramento sismico di una costruzione in muratura. C.P.

L’ipotesi progettuale, sviluppata a partire da un lavoro di ricerca riguardante una Unità Minima di Intervento (insieme di uno o più edifici aventi caratteristiche architettoniche, urbanistiche e strutturali omogenee) aggregata intorno a una
torre colombaia medievale sita nella frazione di Colle di Nocera Umbra (PG), si inserisce nell’ambito del recupero della
struttura urbana e degli antichi sistemi difensivi posti a presidio dell’arteria di comunicazione rappresentata dalla Via Flaminia.
L’intervento, agendo su una porzione di tessuto urbano degradato dal tempo, dall’abbandono e dall’ultimo evento sismico del 26 settembre 1997, viene attuato attraverso un progetto di conoscenza e conservazione dell’aggregato costruttivo della torre che prevede il suo riuso come centro di ricerca e studio sull’ambiente.

La soluzione progettuale proposta, oltre a confermare la vocazione residenziale e lavorativa degli edifici originari, prevede, nei corpi edificati attorno alla torre colombaia, ambienti destinati a residenza temporanea per gli studiosi in
visita, aree per riunioni e spazi espositivi mentre alla torre viene assegnata la funzione di luogo per la ricerca pura ospitando una biblioteca e piccoli spazi di studio per i ricercatori.
Il rafforzamento della costruzione è stato affidato a una membratura in acciaio che, essendo dotata delle caratteristiche
fondamentali (in zona sismica) di duttilità e leggerezza, rappresenta un’ottima soluzione anche in presenza del terremoto.
Dal punto di vista strutturale, l’intervento ha previsto l’inserimento, nell’organismo architettonico preesistente, di telai metallici controventati e irrigiditi in maniera tale da non permettere l’interazione con le murature storiche in pietra. Infatti, affidando a una tecnologia tradizionale (catene metalliche) il consolidamento dei maschi murari esistenti, le strutture in acciaio sono state pensate per parti indipendenti coerenti con l’analisi delle fasi costruttive del complesso
architettonico.

In questa pagina: dall’alto in senso antiorario, immagini dell’aggregato prima del restauro e intervento realizzato secondo un criterio di ricostruzione "in stile" dell’edificio storico. Nelle fotografie dello stato di fatto postsismico è possibile notare le strutture provvisionali di rinforzo che, posizionate dalle autorità nella fase di emergenza
immediatamente successiva al terremoto, hanno permesso alla costruzione di non subire ulteriori danneggiamenti dalle scosse di assestamento dei mesi successivi.
Nella pagina precedente: esploso assonometrico, assonometria, sezione e prospetto dell’intervento di mitigazione del rischio sismico e di riuso della torre colombaia e delle costruzioni circostanti attuato mediante l’utilizzo delle strutture metalliche sismo-resistenti scelte per la flessibilità di impiego e per il comportamento sotto l’azione delle forze orizzontali.

Nella torre è stata collocata una scala in acciaio che, irrigidita da appositi elementi di controvento, termina con una
copertura piana e con un sistema di rivestimento di facciata in parte vetrato e in parte metallico.
Il corpo di fabbrica che si affaccia sulla strada principale è stato oggetto di particolare attenzione a causa della sua posizione centrale all’interno dell’organismo architettonico.
Infatti, rappresentando una importante risorsa per l’efficienza sismica della costruzione, la struttura della scala è stata progettata come una trave Viereendel (particolare travatura reticolare dotata di elevata resistenza e rigidezza). Questa tipologia strutturale, integrata da irrigidimenti longitudinali, consente la minimizzazione degli spostamenti evitando il fenomeno del martellamento sui maschi murari.
Quest’ultimo è impedito anche dall’opportuna distanza dalla muratura (definita a livello di progetto e ricavata dal calcolo degli spostamenti eseguito con il software SAP 2000 non linear) alla quale è stata posizionata l’ossatura portante.
La scelta della soluzione metallica, indipendente dalla scatola muraria, è stata adottata anche per l’elevata compatibilità
con le murature storiche.

CREDITS
Tesi di laurea di Daniele Agostinelli e Luca Vergani.
Relatore tesi di laurea: Prof.ssa Chiara Molina, Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura Civile.
Co-relatore: Prof. Arch. Fabio Maroldi, Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura Civile.

L’approccio progettuale descritto si contrappone alla normale e purtroppo diffusa metodologia di intervento attuata in zona sismica che, per mezzo dell’applicazione di soluzioni omologate e non compatibili con il costruito esistente (per esempio, cordoli rigidi in calcestruzzo armato realizzati su murature a sacco in pietrame, iniezioni armate e coperture spingenti in laterocemento), è stata causa di numerosi danni all’importantissimo patrimonio rappresentato dall’architettura "minore" dei centri storici italiani.

Biografia

Daniele Agostinelli

Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 2002 . Dal 2005 è iscritto all’Ordine degli
Architetti della Provincia di Milano, e dallo stesso anno collabora con vari studi di architettura: occupandosi di progettazione architettonica e interior design.
Nel 2007 apre uno Studio a Milano occupandosi di ristrutturazione di edifici residenziali e industriali.
Dal 2003 è cultore della materia presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano.

Luca Vergani

Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 2002. Dal 2005 è iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano, e dallo stesso anno
collabora con differenti studi di architettura occupandosi della ristrutturazione di ambulatori medico-diagnostici, locali pubblici, della manutenzione straordinaria di edifici residenziali, del risanamento conservativo, della ristrutturazione di appartamenti e della costruzione di complessi Daniele Agostinelli Luca Vergani immobiliari multipiano a funzione residenziale.

 

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