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Il Museo di Reggio Emilia-Guastalla


Arredi e impianti (illuminotecnici, espositivi, grafici, ecc.) del Museo diocesano di Reggio Emilia- Guastalla sono stati curati da Tecton, che ha operato quale “general contractor” per tutta l’operazione di ristrutturazione e di allestimento. Tecton ha una tradizione storica importante: è il risultato della fusione delle due principali cooperative di pittori e
decoratori della città, la più antica delle quali fu fondata a fine ‘800, e della successiva fusione con altre cooperative edili. Questo oggi le consente di articolarsi in diversi settori: espleta lavori di costruzione, ristrutturazione, restauro di edifici e di opere d’arte, oltre a operare nel campo degli allestimenti espositivi, sia fissi, sia temporanei.

L’apparato espositivo di uno dei capitelli del Museo
Diocesano di Reggio Emilia-Guastalla.

Con la sua Divisione allestimenti museali/grafica, diretta dal Geom. Giuseppe Maglioli, si è occupata, oltre che del Museo diocesano di Reggio Emilia- Guastalla, degli apparati espositivi per mostre importanti come, tra le altre, quella della vetrata di Duccio a Siena, o quella del Parmigianino svoltasi a Parma. Attualmente è impegnata nella realizzazione del Museo diocesano di Carpi. La grafica esemplarmente semplice e chiara del Museo diocesano di
Reggio Emilia-Guastalla, studiata dall’Arch. Gianfranco Varini, è stata realizzata dalla Tecton nei minimi dettagli. Alcuni degli espositori sono stati realizzati in struttura di legno e acciaio, altri interamente in acciaio o in vetro extra chiaro. I sistemi antifurto sono inglobati negli espositori: le vetrine possono essere aperte solo da un operatore. I capitelli sono agganciati su basi in legno con elementi di acciaio piegato non saldato, ognuno diverso dall’altro, con viti senza
testa. Alla linearità del disegno degli espositori, che non si sovrappone agli oggetti esposti, si unisce la sicurezza antifurto garantita dagli stessi.

 

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31/07/2005
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31/07/2005