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Il Museo degli orologi da torre a Uscio (Genova)

I rintocchi del campanile

È stato inaugurato il 15 maggio 2004 a Uscio (Genova) il Museo dell’Orologio da Torre intitolato a "Roberto Trebino": si tratta del primo caso di museo d’impresa, unico in Italia e nel mondo, che è riuscito a coniugare l’attività d’impresa con il desiderio di cultura. Questo è avvenuto grazie alla ditta Trebino, azienda leader in Italia e nel mondo, che da circa duecento anni esporta la tecnologia e la genialità applicate agli orologi da torre e alle campane. Il Museo contiene una trentina di pezzi pregiatissimi, di grande valore storico e culturale, che raccontano la storia dell’orologio da torre, dai pezzi lavorati a mano francesi, tedeschi, austriaci che risalgono sino al 1600, alla tecnologia più avanzata degli orologi radiosincronizzati dei nostri giorni. Nelle due belle sale espositive il fiore all’occhiello è rappresentato dagli orologi prodotti dalla ditta Trebino, in particolare quelli in ferro battuto con telai a castello o a “pollaio”, così chiamati per la loro caratteristica forma.

Giorgio Trebino.
Orologio da torre a pollaio del 1775.

Oltre agli orologi in ferro battuto, sono presenti altri modelli con telai di forma orizzontale lavorati in serie per arrivare successivamente agli orologi a carica elettrica ed agli odierni radiosincronizzati. Il primo orologio a carica elettrica fabbricato dalla ditta Trebino, venne installato al Grattacielo di Genova nel 1944 ed oggi si trova al Museo, dove si trovano anche numerose antiche campane, delle quali una molto pregiata del 1290.
Si tratta di un Museo completo e nel suo genere unico al mondo, che racconta quattro secoli di storia nel tempo.
Nel 1958 la ditta Trebino venne scelta dal Vaticano per la costruzione dei grandiosi orologi della Basilica di San Pietro ed oggi sempre ad Uscio, la produzione di orologi da torre continua.

Come nasce l’Orologio da Torre

I primi orologi nella storia dell’uomo furono le meridiane: esse venivano sempre dipinte sui muri e spesso erano accompagnate da motti filosofici. Alla fine del XIII sec., compaiono in Italia i primi orologi da torre: questi consistevano in rudimentali meccanismi in ferro battuto e legno, sprovvisti di quadrante esterno e servivano soltanto per il battito
delle ore con martello sulla campana. Nel XIV sec., vengono applicati i primi quadranti all’esterno dei campanili, con numerazione romana ed un’unica lancetta prima per le 24 ore poi successivamente per le 12 ore.

Esterno del Museo dell’Orologio da Torre a Uscio.
Esposizione di lancette lungo la scala.

Foto servizio: Adriano Penco.

Circa nel XVII sec., grazie a Galileo Galilei, agli orologi viene applicato il pendolo: scoperta che rese i meccanismi più precisi ed affidabili. Alla fine del XVIII sec., con l’unificazione dell’ora in tutta Europa, i quadranti diventano di 12 partiture, con il raddoppio del numero delle lancette, che vengono ora separate per la scansione delle ore e
dei minuti.

Orologio a torre con carica elettrica.
Orologio da torre del 1875 a carica manuale.
Piano terra visto dal primo piano.

Discorso per l’inaugurazione del Museo

«Rivolgo a voi tutti il più cordiale saluto ed a nome di tutta la famiglia Trebino ringrazio della vostra presenza che onora il paese di Uscio ed il nostro lavoro. La passione tramandata dai nostri padri, nella costruzione e fabbricazione degli orologi da torre, ci ha educato ad onorare queste macchine, a conservare e mantenere quelle vecchie ed antiche. Nel meccanismo di un orologio a torre, vi sono tutte le regole della meccanica: dai cilindri ai vari levismi, agli ingranaggi, al bilanciere, al pendolo, ai divisori delle suonerie. Nel nostro Museo vi è tutta la gamma di queste macchine monumentali: dai primi fatti in ferro battuto sulla forgia e sull’incudine, lavorati con la lima ed il seghetto, chiamati a “pollaio” per la loro forma; si è passati poi alla fusione delle fiancate in ghisa e delle ruote in bronzo sempre con carica manuale dei pesi; successivamente a queste macchine, si è applicato il motore per la ricarica elettrica dei pesi, sino a giungere ai telecomandati ed agli ultimi del 2002 radiosincronizzati. Abbiamo voluto rappresentare quasi tutti i costruttori italiani, in modo particolare quelli della nostra valle e dellaLiguria. Questo Museo fa parte dei MUSEI D’IMPRESA perché si continua sempre la costruzione degli orologi da torre e di tutta la componentistica campanaria. E’ stato voluto dal sottoscritto per ricordare il figlio Roberto che, nel 1985 all’età di
20 anni, venne sequestrato e ucciso. Mio figlio, al quale è dedicato questo Museo, portava il nome di suo nonno, il Cav. Roberto Trebino, mancato da pochi anni all’età di 92 anni. Il Cav. Roberto Trebino è stato un grande artefice di rara bravura e ingegno e seppe dare alla ditta un forte sviluppo con la creazione di nuovi modelli di orologi elettrici e telecomandati. Ringrazio ancora e mi auguro che il tic-tac dei nostri orologi vi accompagni sempre in ore liete».

Giorgio Trebino
Museo dell’Orologio da Torre “Roberto Trebino”
Per informazioni: tel 0185919410, Uscio (GE)

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