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Il fuoco che scalda e arreda è ecologico

L’estate è il periodo migliore per programmare l’acquisto della stufa o di un camino per il riscaldamento della prossima stagione. Piccoli gioielli di elevata tecnologia elettronica i nuovi termocamini scaldano l’intera casa con la legna o con i pellet, si possono collegare sia ai termosifoni sia ai pannelli solari, offrono acqua calda come quella del boiler tradizionale, mantenendo intatto il fascino della vista delle fiamme.

La necessità di diversificare il portafoglio energetico, per limitare la dipendenza da fonti energetiche non locali, ma soprattutto per contenere l’inquinamento derivante dall’emissione di anidride carbonica di origine fossile, sta diventando un’opportunità non solo a livello mondiale o nazionale ma anche su piccola scala.“Tra le diverse soluzioni
adottate- spiega Raffaele Cavalli del Dipartimento Te.S.A.F., Università degli Studi di Padova in occasione di Progetto
Fuoco a Verona – per contrastare i problemi derivati dallo sfruttamento dei combustibili fossili, rientra l’utilizzo dei
combustibili derivati dalle biomasse agricole e forestali (1). Questi materiali non sono considerati nocivi per l’atmosfera, poiché, per la rinnovabilità del materiale vegetale, l’energia derivante da questi è considerata ad emissione carbonica zero. Infatti, il carbonio, emesso sottoforma di anidride carbonica durante la combustione della biomassa, corrisponde alla stessa quantità fissata dalle piante durante la loro crescita. La brevità del ciclo emissione- assorbimento di carbonio nell’utilizzo energetico delle biomasse non determina l’incremento di anidride carbonica in atmosfera, mentre l’uso dei combustibili fossili provoca l’emissione di carbonio che presenta, per la stessa natura da cui deriva, un ciclo di emissioni-assorbimento di migliaia di anni, incrementando così la quantità di anidride carbonica in atmosfera, con i conseguenti effetti negativi sul clima della terra”.

(1) Le biomasse agricole e forestali comprendono diverse tipologie di materiale, proveniente dal settore agricolo e dal settore forestale. Per quanto concerne il settore forestale si considera la biomassa prodotta da interventi selvicolturali, da manutenzioni forestali e da potature oppure proveniente dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legno vergine non contaminato da inquinanti.

Combustione pulita Quando il legno viene bruciato i cicli dell’energia e degli elementi chimici che lo compongono si chiudono, infatti, l’energia chimica contenuta
nel legno si libera sotto forma di luce e calore; l’acqua ritorna nell’atmosfera sottoforma di vapore acqueo per ricadere poi al suolo come precipitazioni atmosferiche; l’anidride carbonica ritorna all’atmosfera; i sali minerali ritornano al terreno sotto forma di ceneri. Se la combustione è perfetta come avviene oggi nei moderni apparecchi impiegati per produrre energia termica, il legno presenta numerose caratteristiche positive.
(Da: Energia dal legno, Assessorato alle Politiche per l’Ambiente)

Oggi è possibile utilizzare il più antico tra i sistemi di riscaldamento per riscaldare non solo l’ambiente soggiorno ma per dare una calore sano ed economico a tutta la casa. Il momento è più che mai favorevole, infatti, i lavori di installazione e la spesa per l’acquisto del termocamino possono rientrare tra gli interventi soggetti ad agevolazioni fiscali sulla casa.

Scaldare con la legna è economico

I costi d’esercizio di questi materiali, confrontati con quelli dei combustibili fossili, sono inferiori, infatti, a parità di
energia prodotta, a un litro di metano da 52 centesimi di Euro o a un litro di gasolio da 83 centesimi di Euro o a uno di
gpl da 84 centesimi corrispondono circa 50 centesimi per la legna da ardere mentre si scende a 36 per il pellet ed a solo 19 centesimi per un cippato medio.

Il combustibile

Oggi sono diversi i combustibili tra cui è possibile scegliere per alimentare il camino. Legna da ardere e derivati, come tronchetti di legno sbriciolato e pressato, i pellets, oppure i cips, legna frantumata, o ancora i tronchetti di segatura, ecc. sono alcune tra le principali possibilità di scelta presenti sul mercato. Occorre comunque tenere presente che l’impiego di un tipo di legna rispetto ad un altro, piuttosto che il ricorso a prodotti derivati, comportano differenze anche sostanziali nel rendimento del caminetto stesso. Per quanto riguarda la tradizionale legna da ardere è necessario verificare il buon livello di essiccazione e di stagionatura del materiale che si vuole impiegare, tenendo presente che per avere un combustibile che assicuri un’ottima resa e limiti l’inquinamento, occorre verificare che il livello di umidità non superi il 15%. Infatti, il potere calorifico dei differenti tipi di legna dipende molto dalla loro umidità e di conseguenza la potenza delle caldaie o delle stufe è direttamente influenzata dal tipo di legna impiegato. E’ importante anche valutare a quale specie legnosa appartiene la legna che si intende utilizzare come combustibile poiché la legna da ardere, ai fini del riscaldamento, presenta caratteristiche differenti a seconda della varietà di pianta dalla quale è stata ricavata. Ad esempio la quercia e l’olmo bruciano molto lentamente, mantenendo a lungo la fiamma nel focolare, mentre il castagno produce molto fumo a fronte di un basso potere calorifico. Il faggio è compatto e pesante, quindi molto adatto come combustibile con un buon potere calorico a combustione lenta, mentre il legno di betulla e pioppo sono adatti per l’accensione, poiché bruciano molto in fretta. Larice e pino tendono a fare fumo soprattutto nella fase d’accensione. Le pigne sono un ottimo combustibile. I pellet sono piccoli ovuli ricavati dalla lavorazione del legno, pratici ed ecologici che grazie alla loro dimensione ridotta sono facilmente stivati senza creare grande ingombro.

Biomassa

La biomassa utilizzabile ai fini energetici consiste in tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili ovvero trasformati in combustibili solidi, liquidi o gassosi. Le biomasse possono derivare anche da residui del campo forestale, scarti di attività industriali come i trucioli di legno, scarti delle aziende zootecniche o i rifiuti urbani. Nel contesto europeo dell’utilizzo energetico delle biomasse, l’Italia, che pure dispone di un elevato potenziale, si trova ancora in una condizione di scarso sviluppo. Il nostro Paese è mediamente ricco di foreste, purtroppo dotate di scarse caratteristiche energetiche e sfruttate solo per 1/3 della naturale produttività. Se si perseguisse un adeguato programma di rimboschimento e mantenimento delle foreste, potremmo avere a disposizione nuove biomasse, inoltre potremmo disporre di nuove superfici boschive convenzionali, sfruttando una parte delle aree non destinate all’agricoltura perché troppo poco produttive. Si potrebbero piantare boschi cedui e colture erbacee a precipuo uso energetico, riconvertendo parte delle superfici lasciate incolte nel rispetto delle direttive comunitarie emanate con riferimento al problema delle eccedenze agricole.

I termocamini

L’interno del focolare è formato da un monoblocco in acciaio o ghisa coibentato con materassini di lana di roccia o
vetro, mentre il rivestimento esterno consiste in un mantello in lamiera zincata. Essi possono essere collegati in parallelo all’impianto di riscaldamento a termosifoni oppure possono funzionare come unica fonte di calore. Alcuni modelli, dotati di scambiatore di calore, sono predisposti per la produzione di acqua calda sanitaria ed hanno la possibilità di disporre del gruppo idraulico come optional. Sono completi dei dispositivi di sicurezza più avanzati, dispongono di serranda fumi regolabile dall’esterno, di sistemi di regolazione dell’aria comburente primaria e post combustione e di centraline elettroniche di comando. Secondo i modelli e le preferenze dell’utente finale, per la chiusura del focolare è possibile scegliere tra diverse versioni con porte a vetri o con saliscendi. Rispetto ai tradizionali sistemi di riscaldamento a gas o gasolio il risparmio ottenibile è valutato dal 50 al 60% cui si deve aggiungere il "vantaggio ecologico" dato dall’impiego della legna come combustibile.

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