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Il fascino intramontabile della seta

 

 

Dalle profondità del tempo la seta è giunta fino a noi senza nulla perdere del suo pregio e della sua attualità. Nell’arredamento è ampiamente usata per realizzare tessuti di concezione moderna o legati alla tradizione. In ogni caso, tessuti di qualità e classe.

Da più di 4000 anni la seta ci veste e veste le nostre case. Il suo fascino è rimasto immutato nel tempo e oggi la seta viene utilizzata ampiamente in ogni settore dell’arredamento tessile, sia per realizzare stoffe importanti e preziose, come quelle di una volta, sia per tessuti di moderna concezione dagli effetti nuovi e sorprendenti. La seta è una fibra estremamente elastica (può subire un allungamento del 15/25%) e tra tutte le fibre tessili naturali è la più forte, inoltre è leggera, calda e lucente. Per queste sue pregevoli caratteristiche si presta agli usi più diversi, sia nell’arredamento che nell’abbigliamento. Come sappiamo, la seta è prodotta da un baco, detto anche filugello, che vive nelle regioni a clima temperato e si nutre esclusivamente di foglie di gelso. Il baco emette una bava che, solidificandosi a contatto dell’aria, diventa un filamento con il quale l’insetto si costruisce il bozzolo. Per poter usufruire di questo prezioso filamento (che è lungo, pensate, dai 600 ai 2000 metri!) è necessario dipanare il bozzolo: l’operazione è resa possibile dal fatto che il baco dispone la bava serica in maniera straordinariamente regolare. I vari filati di seta si ottengono trattando e accoppiando tra loro i sottilissimi filamenti. Nel passato, sia in Oriente che in Occidente erano le donne a svolgere questo lavoro. Nel campo dell’arredamento, la seta, pura o mista, viene tuttora usata per realizzare i tessuti più ricchi: damaschi, broccati, velluti e lampassi. Oggi, si può scegliere anche tra una vasta gamma di tessuti operati e jacquard in seta, di gusto molto attuale, e per i tendaggi ci sono i voile e le organze leggere, lavorati con tecniche innovative, e i coloratissimi taffetas, in tinta unita, rigati e scozzesi, dall’effetto cangiante.
STORIA E LEGGENDA
La storia della seta ha radici antichissime che affondano nelle profondità della civiltà cinese. Il primo documento storico che parla della seta risale addirittura al 2600 circa a.C., mentre le prime tracce di filande risalgono con certezza al 2000 a.C. Per oltre due millenni solo i cinesi conobbero la bachicoltura e l’uso della seta. L’impero cinese era gelosissimo di questa sua attività e ne custodiva i segreti con grande attenzione, tanto che il compito di curare l’allevamento del baco da seta era privilegio dell’imperatrice e delle sue dame. Ma nel IV secolo d.C., come narra la leggenda, una principessa cinese, promessa sposa al re di un paese vicino, non seppe rinunciare alle splendide stoffe che venivano prodotte entro i confini della sua terra e tra i capelli, “alzati e annodati in una specie di ciuffo al vertice della testa”, nascose le uova del baco da seta portando fuori dalla Grande Muraglia il millenario segreto. I paesi che successivamente svilupparono la bachicoltura e l’industria della seta furono l’India e il Giappone, mentre gli antichi popoli mediterranei, non avendo una produzione propria, importavano la seta dall’Oriente. A Roma, all’inizio dell’era cristiana, la seta era uno degli articoli di maggiore importazione. Ai tempi di Aurelio il suo costo era altissimo ed eguagliava quello dell’oro. Nel 500 d.C. Giustiniano tentò d’importare seta greggia e impiantare tessiture per monopolizzarne il commercio, ma incontrò l’opposizione dei Persiani che avevano l’esclusiva sul mercato. L’imperatore aggirò l’ostacolo producendo seta in proprio. Questo fu possibile quando, nel 552, due monaci persiani introdussero a Bisanzio, nascosti nel cavo dei loro bastoni di bambù, bozzoli e semi di gelso. Con l’invasione araba la bachicoltura si diffuse in tutto il Mediterraneo. In Italia, l’arte della seta fece ricche e potenti Lucca, Firenze, Genova, Venezia. Nell’800 fu Como la capitale della seta.

“Arcadia” è una collezione di eleganti tessuti a lavorazione jacquard, in seta e cotone. Presenta sei disegni coordinati in stile Impero, ideali per ambienti classici, realizzati anche nei colori: rosso, grigio, giallo, verde e perla. Coloratissimi e in pura seta questi splendidi taffetas scozzesi, rigati e uniti con cui realizzare tendaggi, copriletti, cuscini e “tavoli vestiti” di grande effetto, lasciandosi andare ai giochi della fantasia. Donati, collezione “Tafta – Malabar” Allegri tulipani per la trapunta in seta stampata “Beatrice” e cuscini coordinati. Missoni Home Collection
Alcune splendide proposte firmate Luciano Marcato: copriletto in damasco anticato “Dorian”, misto seta, nelle varianti rosso e oro, cuscino in taffetas scozzese “Lalique”, in misto seta Prezioso jacquard in 100% seta, con motivo floreale di rose, tono su tono, di grande eleganza, adatto per tendaggi, cuscini, copriletto. Classico ma essenziale, si inserisce sia in ambienti tradizionali che moderni. C. Fischbacher, “Nancy” Originale, fantasioso e ricco di colore questo tessuto in pura seta che, per la particolare lavorazione, si presenta corposo, rigonfio e morbido al tatto. Gli impieghi? Tantissimi, dai più convenzionali ai più creativi. C. Fischbacher, “Marais”

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