FARE

Il fascino della boiserie d’epoca


Eleganza di gran classicità

Un architetto erede della tradizione più classica e una casa di St. Moritz: non poteva che nascere un esempio di architettura montana

An architect from the most classical tradition and a house in St Moritz: an exemplar of mountain architecture was the only possible outcome

Feature by Luisa Carrara
photographs Athos Lecce

Filippo Perego di Cremnago è un architetto milanese che si è specializzato nella ristrutturazione di palazzi e ville antiche, in cui reinterpreta stili classici di epoche passate, creando atmosfere attuali e manifestando anche una propensione verso le arti moderne e contemporanee, pittura e scultura, realizzando arredamenti di carattere lineare e pratico. Su Filippo Perego è stato scritto anche un libro dal titolo "Interni classici di Filippo Perego", pubblicato dalla nostra casa editrice.
Lo stile classico di Filippo Perego, erede di una cultura architettonica saldamente legata al "Passato", essendo nato e cresciuto nella villa di Cremnago realizzata nel ‘700 dal Piermarini, è un omaggio all’attualità della grande tradizione del "Palazzo Italiano"caratterizzato da eleganza, particolarità, originalità dei materiali, mobili e colori. In questa bella
casa di St. Moritz, l’architetto ha scelto come cifra dominante dell’arredamento una raffinata boiserie d’epoca in larice che riveste ogni parete, che si trasforma in elegante soffitto a cassettoni e che si armonizza al pavimento nella stessa essenza antica.

IL LUSTER

La parola LUSTER, tipica espressione ladina dice
già tutto sul significato di queste opere d’arte:
lucentezza. Sono splendidi lampadari e lucernari scolpiti
nel legno e sapientemente colorati che riproducono
immagini di costume tipiche della Val Gardena.
Ideali per arredare case di montagna per ritrovare
un sapore e un atmosfera antica, tipica dei luoghi in
cui sono stati pensati e realizzati.
Nelle immagini due tipici lampadari con la variante di
corna di cervo per gli appassionati di caccia.

Ogni particolare è attentamente studiato per armonizzarsi con l’insieme: si notino ad esempio i vecchi saliscendi di
ferro nero usati come maniglie delle porte, le modanature sagomate delle porte e delle cornici della boiserie, lo sfondato
nella stessa che ospita una preziosa collezione di piatti.
Servizio Luisa Carrara
Foto Athos Lecce

COME TRATTARE IL LEGNO
TRATTAMENTO CON CERA D’API

Si deve acquistare della cera vergine, cera d’api, nei negozi di ferramenta o nei colorifici. Di un colore giallo scuro.
Poi acquistate della cera di Carnauba che serve per dare un po’ di brillantezza in più al prodotto finale, ma potete
provare anche senza carnauba… La proporzione è: 150 grammi di cera di Carnauba/1 kg di cera d’api. Poi occorre
dell’essenza di trementina, per rendere "pastosa" la cera: 1 litro per 250/300 grammi di cera d’api.
Preparazione: riscaldare a bagnomaria (un recipiente con acqua a contatto con il fuoco e dentro l’acqua un recipiente
con cera d’api e carnauba) a fuoco lento circa 250-300 gr di cera d’api con della Carnauba. Quando questa è
liquida SI TOGLIE il recipiente dal fornello e si aggiunge un litro di essenza di trementina, si mescola e si lascia
raffreddare. Con un pennello piatto si cosparge la cera fluida sulla superficie da trattare (piccole zone per volta): se
dovete trattare un tavolo, fate una gamba per volta e cosi via. Si lascia agire per un po’, il tanto che non perda il suo
stato pastoso, e poi con un panno di lana si strofina energicamente fino ad ottenere quella lucentezza e trasparenza
che solo con la lucidatura a cera (d’api) si può ottenere La cera, a causa dello sfregamento, del tempo, del legno stesso
che la assorbe ecc. perde la sua azione, per cui ogni tanto occorre ripetere la lucidatura, ma in questo modo manterrete
un mobile… che a voi sta a cuore… nelle migliori condizioni possibili.

Il rosone dipinto

Due esempi di decorazione dipinta per il rosone del soffitto a cassettoni: nella pagina accanto, a Madonna di Campiglio,
in una casa arredata da Claudio Verri, due rosoni ottagonali dipinti con motivi floreali (uno ospita il Luster): qui, in
Comelico, un rosone mistilineo affrescato col classico San Giorgio che affronta il drago.

È una tradizione antichissima quella del rosone dipinto: ne troviamo esempi addirittura nelle tombe etrusche, in cui il soffitto, sostenuto da una trave centrale lungo l’asse maggiore e da travetti ad essa perpendicolari e paralleli, in due strati, era costituito da un assito semplice o rivestito di argilla con un rosone centrale decorato a cerchi concentrici,
secondo un motivo di antichissima tradizione nella ceramica dipinta di tradizione campana del VII secolo prima di Cristo.
Un altro tipo particolare di rosone dipinto è quello usato da Masaccio negli affreschi della Cappella della Trinità, in Santa Maria Novella a Firenze, dove il soffitto a cassettoni viene esaltato prospetticamente e ogni riquadro è un rosone dipinto con soggetti biblici. Non dimentichiamo poi gli esempi di affreschi al centro di soffitti o volte di tutti i maggiori artisti,
da Michelangelo al Tiepolo fino a Galileo Chini nel secolo scorso. Ma non c‘è solo la tradizione “alta”: molti sono gli esempi di rosoni dipinti sulle boiserie di umili case contadine delle Alpi, con soggetti di vita quotidiana.

Nella pagina accanto, il particolare ravvicinato del rosone affrescato con la scena di San Giorgio e il drago; da notare le cornici bicolori, il naturale e il laccato grigio.
In questa pagina: nello stesso ambiente, arredato da “Osta i tuttolegno”, nella boiserie che riveste il soggiorno è stato inserito un pannello dipinto con scene del Carnevale.

Filippo Perego of Cremnago is an architect from Milan specialised in the renovation of old buildings and villas. He reinterprets the classical styles of past epochs to create present-day
atmospheres, while also displaying a penchant for modern and contemporary art forms such as painting and sculpture, and designing practical and linear furniture. Filippo Perego is also the subject of a book by our publishing house entitled ‘Interni Classici di Filippo Perego’. The classical style of Filippo Perego, who inherits an architectural culture firmly rooted to the past, given that he was born and raised in the villa of Cremnago built in the 1700s by Piermarini, is a tribute to the up-to-dateness of the Italian palazzo characterised by elegance, distinctiveness, originality of materials, furniture,
and colours. In this beautiful house of St Moritz, the architect has used period boiserie in larch wood as the main theme for the furniture. It lines every wall, and turns into an elegant coffered ceiling beautifully coordinated with the floor,
which uses old wood of the same species. Every detail has been carefully designed to fit in with the whole. Notice for example the old black iron latches used as door handles, the mouldings for the doors and boiserie surrounds, and the niche that contains a valuable plate collection.

 

 

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