FARE

Il dammuso settecentesco

Realizzazione: Arch. Mariapia Lodesani
Foto: Marina Papa
Testo: Leonardo Servadio

Qanto sia valido l’intreccio, la contaminazione, l’incrocio, è un fatto che si va sempre più riscoprendo in questi tempi. L’antico e il moderno, ma soprattutto le nostre tradizioni e quelle che potrebbero apparire estranee. Globalizzazione vuol dire anche riscoprire questi valori comuni che uniscono civiltà a volte impropriamente ritenute lontane. L’isola di Pantelleria è un luogo privilegiato per vivere l’incontro. E la ristrutturazione di questo dammuso settecentesco ha porto il destro all’architetto Mariapia Lodesani per esaltare la tradizione multietnica dell’isola.

Whether or not the exchange-cum-contamination caused by globalisation is sound remains to be seen; in the meantime things ancient merge with things modern and, above all, our traditions are interwoven with cultures that sometimes seem foreign. Globalisation, however, also means rediscovering those values that bring civilisations, which are sometimes inappropriately considered distant, together. Pantelleria Island is a privileged location in which to experience this ‘meeting of cultures’. The restoration of an eighteenth-century damuso has given architect Mariapia Lodesani the opportunity to show off the island’s multiethnic nature.

L’edificio si compone di un insieme di corpi quadrangolari di diverse altezze e con muri di vario spessore (fino a 1,5
metri). Vi si trovano volte a botte, a crociera, nicchie e cortili interni, alcove. Non quindi un singolo luogo, ma un insieme
di luoghi, ognuno dotato di un carattere forte, che viene dai materiali usati, che sono quelli che resistono ai secoli.
Basti considerare la saggia imponenza che comunica la colonna di blocchi di pietra che regge le travi del traliccio di copertura del patio; di per sé un luogo che testimonia una storia antica e infonde sicurezza con la sua semplice presenza. C’è un forno a legna locale che è stato integrato con accessori che ne consentono l’utilizzo oggi. La varietà degli spazi esterni è accentuata dalla presenza di intonaci acquerellati, intervallati da rivestimenti in pietra. Fioriere e piani di seduta in muratura articolano ambienti dove interno ed esterno si confondono….

The building is made of quadrangular blocks of differing height and with walls of varying thickness (up to 1.5 metres thick). There are barrel vaults, cross vaults, niches, inner courtyards, and alcoves. Each location has a strong personality, which comes from materials that have stood the test of time. Consider, for instance, the imposing column of stone blocks that supports the framework of the patio; this, in itself, bears witness to a distant past and provides, by its very presence, a sense of security. A local wood-burning oven is also present, and comes with all accessories needed for everyday use. Plasters painted with watercolours and spaced out by stone coverings accentuate the variety of outdoor spaces. Flowerpots and seats in masonry divide spaces where inside and outside merge together.

La maiolica dà un tocco di allegria. Una nicchia, una pedana, una variazione cromatica nella pavimentazione: sono occasioni per articolare un discorso di identità e carattere. Completato da elementi di arredo (lampade e tappeti) marocchini, testimoni della vasta koinè mediterranea che qui si riassume, sapientemente dosata in accenni dal sapore antico.

Il trattamento delle superfici raccoglie un tocco di confortevolezza
senza tempo: linee pure, colori essenziali per uno scenario capace
di amalgamare suggestioni nuove e antiche del Mediterraneo, crogiolo di civiltà.

Majolica provides a touch of gaiety. Niches, platforms, and chromatic variations on the paving are all opportunities for adding identity and character. Moroccan furnishings (lamps and rugs) bear witness to the vast Mediterranean tradition shown here, which provides a delicate sense of the past.

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