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Il camino totem dell’intimità

Tratto da:
Il camino N° 85
Il camino totem dell’intimità

Progetto: Silvano Bulgari e Lucia Scarrone
Località: Milano
Materiali: rame, ferro, acciaio
Testo e Art Director: Maria Luisa Bonivento
Foto: Tiziano Canu

SUGGESTIVI BAGLIORI DI RAME NELL’OPERA DI DUE ARTISTI
Nell’ex-opificio incuneato all’interno di cortili, al centro di una vecchia zona milanese, sventrato e risanato secondo i dettami della bioarchitettura, il camino appare in tutta la sua sacralità di contenitore di fuoco. È stato ideato da Silvano Bulgari e da Lucia Scarrone con lo stesso entusiasmo e fantasia con cui creano per “Artefice” i loro gioielli scultura, pezzi unici che si indossano come talismani tanto sono studiati ad personam. Nella casa che hanno progettato, hanno pensato che l’elemento “fuoco”, essenziale punto energizzante, dovesse meritare un involucro speciale, fuori dai canoni usuali. Ne risulta un opera leggera, volutamente imponente, ma non massiccia, con la parte tecnologica a vista per dare un tocco di modernità, e tanto rame per dilatare i caldi riflessi del fuoco.

Un’immagine del soggiorno, con lo scorcio della zona pranzo e della cucina, illuminati dalla luce che riverbera dal terrazzo. Il tavolo da pranzo è, in realtà, un biliardo che muta funzione e diventa un grande desco per le cene con gli amici. L’angolo conversazione, visto dalla camera da letto. La zona giorno si sviluppa intorno al camino scultura.

I materiali
Il camino è una grande scultura, alta 4 metri per una ampiezza di 1,4. I materiali impiegati sono ferro con smalto “grafite” e rame protetto da una vernice trasparente, per evitare che il colore si alteri nel tempo.

La struttura
Una struttura vuota in ferro sottolinea una cappa immaginaria e sostiene i tubi della ventilazione forzata. Lo sportello in vetro temperato si apre sia verticalmente che orizzontalmente: mediante un sistema basculante, può essere sollevato completamente per permettere di godere a pieno la vista del fuoco.

Il focolare
La legnaia Lastre di rame rivestono anche la cavità interna, posta nella parte inferiore, che alloggia un contenitore di rame per la legna, posto su quattro ruote industriali. Altre lastre coprono la parte di pavimento antistante il camino e il muro nell’angolo retrostante. La parte tecnica, il cuore del camino, un “Foyer insert turbo 7869” di Deville, poggia su un piano in cemento, alto 60 cm completamente ricoperto di lastre di rame assemblate da rivetti dello stesso materiale.

Il personaggio
La sapiente arte di creare i gioielli

Lo chiamano “l’altro Bulgari”, ma lui si definisce “artefice”. Con Lucia Scarrone, sua compagna nella vita e nell’avventura artistica, crea sculture che hanno la preziosità di gioielli e gioielli cesellati con arte come sculture. Quando, infervorandosi, spiega la genesi artistica dei suoi gioielli, rivela di pensarli giganteschi, immense sculture che potrebbero adornare una piazza. È così che poi, quando dà loro corpo nella realtà, nonostante le piccole dimensioni, mantengono la dignità di opere artistiche importanti che nulla concedono alla frivolezza dei gingilli femminili proposti da mode effimere. Si tratta di forme senza tempo che avrebbero potuto appartenere agli antichi e che verranno indossati da chi vivrà nel futuro. La sua applicazione di complesse tecniche riesumate dalla storia, in un momento di sfrenata fruizione tecnologica e industriale, rende le sue opere ancora più preziose. “Forte della conoscenza di pietre e metalli e dei metodi di modellazione, intaglio, cesello, sbalzo e smaltatura, semplifico le forme ricercando un’eleganza più raffinata nelle dimensioni; mi ispiro alla natura, ai temi delle favole, dei miti, dell’antichità, alla realtà oggettiva inseguendo fantastiche elaborazioni cromatiche. Da questo risulta un accordo plastico e di colore, attraverso cui plasmo gioielli scultura e sculture gioiello in ruolo interscambiabile, dove considero primaria non solo la funzione strumentale, ma anche il piacere che possono donare a chi li guarda e chi li tocca. Desidero che queste opere oggetto abbiano un significato simbolico con cui stabilire una relazione affettiva, che aiuti a sognare, dando un tocco magico alla vita”. Una scelta di vita che Silvano Bulgari condivide, ora, con la sua compagna, ma che ha fatto sua, fin dai primi anni d’infanzia, quando osservava, ammirato, suo padre, creare con minuzia, sontuosi oggetti di arte. Ora, l’abilità delle sue mani abbinata alla conoscenza di tecniche antiche, come in un’antica bottega orafa rinascimentale, danno corpo ai sogni creativi che la sua indomita fantasia gli suggerisce, senza posa. Una scelta di vita che si trasmette anche nel modo di concepire la casa. Eccezionale opera unica è anche il camino nella casa in cui vive a Milano: creato in loco su misura, ha preso lentamente forma, dall’idea al disegno, fino alla realizzazione che lui stesso ha diretto con attenta cura. Il focolare appare come l’incarnazione del “desiderio dell’artista creatore, di identificarsi nella propria opera, permeandola della propria individualità in sentimenti, esperienze e pensieri”. Una concezione che abbraccia e influenza fortemente anche il suo modo di vivere.

Silvano Bulgari, l’Artefice, con Lucia Scarrone nel loro atelier. Degno testimone dell’arte italiana all’estero, è stato recentemente invitato a esporre le sue opere, a Strasburgo, nel cuore dell’Europa, nelle sale dello stesso Parlamento Europeo che per la prima volta ha ospitato una mostra d’arte orafa.


Abitare in mansarda

L’appartamento posto su tre livelli, sotto il tetto ad ali spioventi, quasi piacevolmente avvolto dalle travi in lucido legno che rimandano i bagliori ramati della zona camino. Dalle sue aperture nel tetto e dalla vetrata, che lo separa dal terrazzo fiorito, non si vede che il cielo. Il mondo della vecchia Milano, fatto di ballatoi con gerani fioriti, cortili e cortiletti che si intersecano, avvinghia la casa come in un gioco di scatole cinesi. Un grande silenzio pervade gli spazi abitativi, dove la luce, provenendo dalle finestrature sul tetto e dalla vetrata ad U che definisce il terrazzo, come una grossa bussola gremita di verde, crea giochi di chiaro e di scuro che enfatizzano il disegno di mobili e pareti attrezzate, drammatizzandone i tratti. L’appartamento, protetto da spessi muri a Est, Nord e Ovest, obbedendo alle sagge leggi dell’antica arte orientale che prende il nome di Feng Shui, gravita verso Sud intorno allo scrigno di vetro, fonte di luce, riflessa e filtrata dalle piante che restano verdi per tutto l’anno.
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All’origine delle parole
Gioie e gioielli.

Pietre preziose lavorate, od anche ornamenti costituiti di pietre preziose, perle o metalli nobili. Questa parola, come il francese joyau, il gioiello italiano, il latino iocale, deriva dal latino gaudium, gioia. L’arte del gioielliere. È un ramo separato dell’oreficeria, che data dall’invenzione del sistema per tagliare le pietre preziose, specialmente il diamante, colla polvere di diamante; invenzione fatta da Luigi de Berquen nel 1456, la quale ebbe la conseguenza che la così detta acqua – il colore cangiante dei diamanti -venisse stimata molto di più del valore costante della pietra. È vero che, per quanto noi ne sappiamo dell’antichità, in tempi antichissimi si legavano le pietre preziose per utilizzarle come ornamento personale (…) Fino al medio evo l’attrattiva speciale era l’aggruppamento di pietre di vari colori. (…) Il gioielliere esperto nel mettere assieme gioielli ha un largo campo a sua disposizione nella varietà di colori di cui può disporre, avendo pietre incolori nel diamante, nel zaffiro bianco, nel topazio, del Brasile, nel cristallo di rocca; rosse nei rubini orientali nello spinello e nel balascio del Brasile, nei granati di Siria, di Boemia e del Ceylan; azzurre nei zaffiri orientali; indaco nel berillo, nella tormalina degli Stati Uniti, nello zaffiro d’acqua; verdi negli smeraldi e nel crisoprasio; azzurre verdastre nell’acqua marina orientale e di Siberia; gialle nei topazi orientale e del Brasile, nell’acquamarina giunchiglia, nel giargono del Ceylan; violacee nelle ametiste; macchiate o chiazzate nelle opale, nelle asterie, nel girasole orientale.
(Tratto da Lexicon Vallardi, Enciclopedia Universale illustrata, volume V).

Creatività, ingegno, fantasia

Sono pezzi unici in cui, alla tecnica della cera a perdere, si affiancano quella del cesello, dell’incisione delle pietre dure, dell’applicazione dello smalto così detto “a cattedrale” (tecnica utilizzata per le diafane ali della farfalla, immagine a sinistra), perché dotato della trasparenza delle vetrate, procedimenti che rivelano conoscenze proprie di orafi di altre epoche che potevano dedicarsi alla loro arte, senza l’assillo del tempo che passa, senza risparmio di fatica, nutriti dall’entusiasmo consapevole di creare un vero pezzo speciale.
I gioielli scultura di Bulgari sono fatti per essere guardati, sempre. Anche quando non sono indossati. “Anziché riporli in un contenitore chiuso, grazie a una quinta, si appoggiano in vista in una sorta di teatrino in materiali preziosi (immagine a destra). Quando si indossano, sul supporto rimane una replica dell’opera in argento brunito, “un’ombra” identica al gioiello stesso. Quando il gioiello viene riposto, anziché essere celato al mondo, torna a completare la scultura”.

 

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