ARCHITETTURA FARE PENSARE

Il camino dell’antica villa

NOSTALGICHE ATMOSFERE DEL PASSATO NELLA DIMORA SUL LAGO

Località: Cernobbio (CO) Materiali: il camino è realizzato in Marmo Rosa di Candoglia Testo e Art Direction: Maria Luisa Bonivento Foto: Tiziano Canu

La villa nasce nel 1840 come casa di villeggiatura di un nobile milanese, il barone Stefano De Colli, cui subentra nel 1875 un nuovo proprietario, il banchiere Ignazio Lejnati. Nel primo quarto del secolo scorso il nonno francese dell’attuale padrone di casa, venuto in possesso della dimora sul lago, per rendervi più confortevole il soggiornarvi, la sopralza di un piano, vi inserisce un ormai raro ascensore in ferro battuto e mogano, un Otis del 1923, e moltiplica i bagni da due agli otto attuali che conservano il loro fascino retrò. I ricchi soggiorni con camino sono rimasti immutati nei decenni, da quando, in tempo di villeggiatura, erano frequentati da nobili: una scenografia perfetta per un film. In realtà nei saloni e nel giardino, che è in perfetta simbiosi con la casa, di film ne sono stati girati diversi: da La storia di Doris Duranti a Barbablù di Fabio Carpi, da Mussolini, ultimo atto a La trappola di Carlo Lizzani. Il clima ovattato, l’atmosfera raffinata eppure domestica che vi aleggia e che rispecchia la personalità di chi vi ha vissuto in passato, ha conquistato il cuore di chi vi abita ora, che, negli anni, non volendo mutare la vita propria della dimora avita, ha restaurato, con perizia, infissi, bagni, pavimenti, stucchi e arredi.

 

Nostalgiche atmosfere nella dimora sul lago

Lampadari in cristallo di Baccarat si rincorrono nei saloni al piano terreno e indicano il percorso, dallo studio, al salotto, alla stanza da gioco. Questi locali, inanellati l’uno all’altro, sono illuminati dalla stessa luce che, filtrata dai grandi alberi del giardino, si posa, pacata, all’interno, mettendo in risalto le famose sete prodotte un tempo nella zona, le radiche di noce, rese calde dall’uso, gli avori che il cesello sapiente rende evanescenti. L’arredamento, i tappeti ed i soprammobili, sedimentati nella villa di villeggiatura, nei decenni, vanno dallo stile Restaurazione come il bellissimo camino, punto focale della casa, al Neoclassico, all’Art Nouveau con qualche tocco di gusto francese, proprio della famiglia e, perché no, qualche ispirazione orientale. Dall’ingresso, con pavimento in mosaico veneziano ottocentesco, perfettamente conservato, si accede ai piani superiori, attraverso lo storico, lento, ascensore, oppure salendo la scenografica scala originale della casa, illuminata dalla luce romantica di un lampione veneziano inserito alla base della balaustra stessa. Ai piani superiori è situata la zona notte con le stanze per gli ospiti oltre alla camera padronale in stile “Impero”. Al primo piano c’è anche uno studio-biblioteca rallegrato da una collezione di figure ottocentesche indiane in papier-maché. Librerie di fattura italiana, ispirate all’Art Nouveau, contengono una fornita biblioteca di quasi tremila volumi che spaziano dalla letteratura classica alla musica, dal teatro alla storia dall’architettura al cinema.

Orologi da camino
Come sceglierli in base all’epoca

Le prime pendole da camino realizzate in Olanda intorno al XVII secolo avevano una severa cassa di legno ebanizzato sovrastata da un arco che permetteva di vedere la campana. Il quadrante, su cui erano incisi i minuti, appariva infisso su velluto nero. La pendola di tipo inglese, con inserimento di ottone nella parte anteriore, acquisisce linee più classiche con cassa dai tratti architettonici, sovrastata da un timpano. La pendola francese, impreziosita dalle tarsie del Boulle, con metalli inseriti in lastroni di tartaruga, ha un aspetto più appariscente, non più ottone, ma sfoggio di dorature, il velluto non è più nero ma di vari colori, agli angoli dell’arco compaiono vasi, anch’essi dorati, sormontati da piccole fiamme. Gli orologi da camino italiani, che ricordano, nel profilo, le linee degli altari, si arricchiscono di volute, di ricci e di linee barocche mentre il velluto intorno al quadrante è sostituito da pitture, spesso di grande pregio. Molto in voga era la pendola detta romana dotata di una cassa dalle linee mosse con evidenti influssi barocchi, sottolineati da riporti in metallo dorato e da una modellatura in legno. La moda dell’orologio da camino fu per così dire lanciata da Napoleone che non badando a spese nell’adornare palazzi devastati durante la Rivoluzione Francese, e ridando vita, allo stesso tempo, alla grande tradizione artigianale dell’ancien régime, dotò di preziose e insolite pendole ogni camino. I suoi ospiti rimanevano affascinati e si affrettavano ad ordinare pezzi simili per abbellire dimore di tutt’Europa. Scultori, artigiani del bronzo ed ebanisti crearono casse dall’incomparabile valore per le dimore aristocratiche dei vari paesi, ma esemplari forse più semplici trovarono collocazione anche nelle case della classe media. Il nuovo stile Impero sontuoso e monumentale si manifesta negli orologi da camino con forme architettoniche, decorazioni a tema mitologico, utilizzando tra i materiali, porcellana di Sèvres, marmi, bronzi scolpiti e dorati. Ai motivi greci, romani e mitologici del primo periodo si aggiunsero altri ispirati a figure faraoniche, sfingi e scarabei, venuti di moda dopo la campagna napoleonica in Egitto. Contribuirono a diffondere il gusto delle pendole francesi in tutt’Europa i manuali di Pierre Fontaine e Charles Percier. In Austria lo stile Impero, semplificato in una versione più sobria, che prese il nome di Biedermeier puntava alla purezza della linea classica, sfrondata da ornamenti, all’esaltazione del meccanismo, lasciato spesso a vista. Le casse erano abbellite da forme di obelisco o di arco, arricchite da materiali insoliti, come alabastro, legni colorati e marmo. Lo stile Impero fondendosi, invece, in Inghilterra, con lo stile Regency caricò le pendole da camino di motivi fantasticied esotici provenienti dall’India e dalla Cina.

 

   
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