ARCHITETTURA FARE PENSARE

Il calore di un’accogliente casa per vacanza.

Nei pressi di Bardonecchia. Un originale “open space” in montagna attorno ad un camino su misura

Progetto: arch. Andrea Bella
Località: Bardonecchia (To)
Foto: Athos Lecce
Testo:
arch. Maria Galati

A ridosso delle montagne che circondano Bardonecchia, l’architetto torinese Andrea Bella ha ristrutturato un edificio adibito ad abitazione e ricovero per gli animali e fienile.
Il complesso era costituito da due distinti ed adiacenti corpi di fabbrica. Il primo era una bassa costruzione ad uso di civile abitazione, su due piani fuori terra ed uno spazio sottotetto non utilizzato; il secondo si sviluppava su due livelli, presentando tratti caratteristici dell’architettura montana di fine ‘800.
Durante la fase progettuale, l’impossibilità di modificare lo skyline dei prospetti originari ha imposto uno svuotamento, in alcuni punti, del volume originale, in modo da permettere la realizzazione di un collegamento verticale, garantendo aeroilluminazione a tutti gli appartamenti.

Al piano terra di questa costruzione, in un appartamento di soli 45 mq, i clienti dell’architetto A. Bella gli chiedevano di pensare ad una soluzione che consentisse loro di vivere questa casa per vacanza in modo da poter ospitare cinque/sei persone. La soluzione prospettata dall’architetto era uno spazio aperto, dotato di tutti gli spazi funzionali necessari, dalla cucina alla zona pranzo, dal bagno all’antibagno, una zona tv e i sei posti letto; dal punto di vista estetico, la sua soluzione valorizzava al massimo la caratteristica del locale: la presenza di quattro volte a crociera che poggiano su un pilastro centrale.
Il progetto è paragonabile ad una spirale che dal centro si sviluppa, e qui il centro è il “camino” che diventa l’elemento centrale del progetto.
Il rivestimento curvo del camino ospita una caldaia Palazzetti.

Andrea Bella si laurea nel 1998 presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.
Tra i progetti più interessanti, la proposta per il centro benessere per il Marriott Park Hotel di Roma e lo studio delle camere per l’Hotel Lord

La zona notte è una sorta di matriosca. Il blocco centrale, appositamente progettato e realizzato, è stato studiato in modo da modificare il proprio ingombro: infatti il posto letto a mezza altezza è in grado di ritirarsi sotto il posto letto più alto, ed il letto matrimoniale a sua volta di scorrere sotto il posto letto a media altezza, consentendo di recuperare circa 90 centimetri di spazio nella zona notte, a letti ritirati. Nella parte posteriore del blocco letti, verso il soggiorno, due grosse ante in legno sorreggono un grosso schermo televisivo e nascondono il quinto posto letto, in grado di ribaltarsi e, ad ante aperte portarsi completamente all’esterno del vano di “raccolta” garantendo un perfetto ed arioso posto letto. Il divano, nasconde al suo interno il sesto posto letto.

Nella fase esecutiva i materiali di risulta sono stati recuperati e riutilizzati adattandoli al nuovo progetto, l’arredo dai colori chiari e dalle linee moderne mette in risalto le volte a crociera originali in mattoni.
I vecchi ganci, utilizzati per l’ancoraggio delle bestie, sono stati mantenuti e recuperati. Il nuovo progetto non prevede arredi e muri a tutt’altezza, questo fa sì che da qualsiasi punto ci si posizioni,
si possa avere una totale percezione del locale.
Gli arredi su misura disegnati dall’ architetto Bella e realizzati artigianalmente sono in abete naturale impregnato con pigmenti all’ acqua e poi trattato con cera d’api.
Gli imbottiti sono stati disegnati e forniti dalla ditta di Torino, Lyda Turck. La parete curva del camino ospita una caldaia Palazzetti.
A pavimento è stato posato un faggio lamellare, mentre le pareti sono state trattate con idropittura.

Camino da incasso. Detto anche “caminetto-stufa”, “caminetto-cassetto”, “inserto” o “da inserimento”. Tipo di caminetto a focolare chiuso privo di rivestimento, idoneo per essere collocato entro il focolare di camini esistenti (tradizionali o ventilati) dei quali può aumentare il rendimento anche di 2-3 volte. L’altissima resa (anche oltre il 70%), la lunga autonomia e la elevata potenza termica fanno di questo apparecchio una macchina veramente efficace anche nei modelli di piccole dimensioni. Rappresenta la soluzione ideale per il potenziamento di camini tradizionali aperti in case di campagna e in abitazioni principali o secondarie nelle quali può soddisfare le esigenze di riscaldamento di uno o più locali. É costituito da un telaio contenitore in acciaio rivestito internamente con lastre di ghisa o materiale ceramico refrattario per l’accumulo del calore e chiuso frontalmente da uno sportello apribile in vetro ceramico. L’aria da riscaldare viene aspirata da uno o due ventilatori attraverso delle prese poste sul fondo (nel caso di aria esterna) o sul fronte (nel caso di aria interna) dell’apparecchio.

Passando a contatto con le piastre in ghisa si surriscalda e viene quindi soffiata nella stessa stanza attraverso le bocchette superiori oppure convogliata tramite canalizzazioni isolate in stanze adiacenti; in quest’ultimo caso, quando viene utilizzata solo aria interna, conviene dotare le porte dei locali riscaldati di griglie per il ritorno dell’aria verso il focolare.
Con appositi pomelli si può regolare la combustione e variare la quantità d’aria immessa nel locale.

Nei modelli più evoluti il giro d’aria interno al focolare è studiato in modo da ottenere la “combustione secondaria” e la continua pulizia del portello di vetro dall’interno. Per una corretta installazione bisogna lasciare un’intercapedine d’aria fra le pareti del focolare e l’involucro dell’apparecchio; la fessura risultante sul fronte del focolare va chiusa con una cornice in metallo traforato. Per contenere le dispersioni il soffitto del vecchio focolare va coibentato con un pannello isolante.
L’allacciamento alla canna fumaria si realizza infilando entro quest’ultima un breve tratto di tubo metallico avendo cura di otturare le fessure dovute alla eventuale differenza di diametro fra i due condotti con una flangia di tamponamento per impedire l’eventuale ritorno di residui della combustione sull’inserto e nell’ambiente interno.

Citazione da “Fuoco amico” edito da CEAR

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