ARCHITETTURA FARE PENSARE

Idee per l’oratorio di Ombriano

Idee per l’oratorio di Ombriano

Il concorso di architettura può avere un utilizzo più ampio. Non necessariamente è finalizzato all’immediata realizzazione di qualcosa: può semplicemente costituire un importante momento dialogico. L’occasione per fermarsi
a pensare su come certi spazi possono essere trasformati, rivisti, migliorati in funzione della loro destinazione.
In questo modo è stato inteso il concorso di idee per la “Sistemazione funzionale dell’oratorio San Luigi Gonzaga a Ombriano di Crema”. E’ stato organizzato dal viceparroco, Don Remo Tedoldi nel 2003. «Il problema è quello dell’utilizzo ottimale degli spazi aperti di pertinenza dell’oratorio. Questi sono ampi beninteso, e già ben dotati. C’è un campo di calcio, un campo da tennis, un ampio spiazzo. Ma c’è anche un problema che mi piacerebbe affrontare: nei mesi caldi, sono soprattutto le famiglie a godere dello spiazzo d’ingresso dell’oratorio. Succede che i giovani, gli adolescenti si allontanino per rifugiarsi in un ambiente separato: quello del cortile sul retro. Mi sono allora
chiesto: come attrezzare al meglio questo cortile, così da favorire l’incontro e il gioco degli adolescenti?
E inoltre, come raccordarlo con lo spiazzo antistante? D’intesa con l’ufficio diocesano e sulla base di un’esperienza
simile già avuta in un’altra parrocchia, ho pensato di organizzare il concorso di idee. Il bando è stato pubblicato nel febbraio 2004 sul bollettino parrocchiale e sul settimanale diocesano. Otto sono stati i partecipanti, tra cui alcuni studi architettonici e ingegneristici già affermati e poi anche qualche studente.

Un’immagine del progetto vincitore, di Paolo Bardon.
Un vialetto collega tutti gli spazi aperti.

Tra questi ultimi, anche alcuni ragazzi cresciuti in questo oratorio. La giuria, composta dai responsabili parrocchiali con la consulenza di un professionista, ha selezionato un vincitore (Paolo Bardon) e due segnalati (Davide Beretta con Luca Somensi, e Paola Piloni con Elisa Piloni e Giuseppe Vittoni)». Il progetto vincitore si contraddistingue per un camminamento a nastro che riunisce i diversi ambiti in cui si articola lo spazio aperto. Un vialetto che diventa anche ponte sopra un laghetto. «Questo veramente non mi sembra realizzabile; un laghetto durante i mesi estivi sarebbe più che altro un invito alla confusione per gli adolescenti. Il progetto è piaciuto per la proposta di ricollegare con un unico percorso i diversi settori» dice il viceparroco. Dopo la proclamazione del vincitore, avvenuta il 17 luglio 2004, i progetti sono rimasti esposti in oratorio. Ne è sorta un’ampia discussione: è nata attenzione al problema dell’organizzazione e dell’articolazione degli spazi aperti. I progetti – i disegni – hanno portato idee e le idee costituiscono il punto di inizio di una discussione. «E’ un passo preliminare – commenta don Tedoldi – altri ne seguiranno. Quando le condizioni saranno maturate, sulla base di questo materiale acquisito, nel Consiglio parrocchiale definiremo in che direzione muoversi e quali caratteristiche dovrà avere l’intervento che dovremo realizzare.A quel punto si tratterà di arrivare a un progetto vero e proprio. Da realizzare una volta che saranno state raggiunte le condizioni economiche per farlo».

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