ARCHITETTURA FARE PENSARE

I tesori da salvare, fatti e non parole


a cura di Gjlla Giani

I Beni culturali della Chiesa sono la componente più importante nell’ambito del nostro patrimonio artistico culturale: non solo per il valore più importante in assoluto, inteso come ricchezza materiale, ma singolarmente come la più vasta testimonianza della cultura, del pensiero e della creatività dell’Uomo. Quindi un valore inestimabile e irripetibile ancor più se conservato nel suo contesto storico e ambientale naturale, perché meglio così può esserne compreso il significato nella sua interezza, compreso quello di "strumento di aiuto di quella nuova evangelizzazione di cui il Santo Padre parla in tutti i suoi contenuti". Patrimonio dunque che va protetto come dovere primario di noi Italiani che ne siamo i "depositari" e come diritto di impedire che vada disperso per l’incuria del tempo o peggio ancora per mancanza
di attenzione e quindi tutela. Il contributo di ogni singolo concorrerà alla conservazione e quindi all’arricchimento dei beni che ci appartengono per storia e per tradizione oltre che nel senso materiale, che si è detto, ancora più nell’insieme di tutti quei valori spirituali che contraddistinguono la nostra creatività ben nota in tutto il mondo che fa del nostro Paese meta ambita di visite turistico-culturali, uniche e affascinanti.

Le Schede

CAPPELLA DI SAN BERNARDO A GARLENDA (SAVONA)
SCHEDA 20071

Località: Garlenda (Savona)
Nome dell’edificio: San Bernardo
Nome del Parroco: Don Mauro Marchiano
Oggetto segnalato: Cappellina del XV sec. (?)
Caratteristiche: Sorge su un’antica via di comunicazione. Gli affreschi datati 1561
sono conservati in diocesi
Costo di intervento: Euro 86.000,00 (preventivato)
Segnalato da: Don Mauro Marchiano

La chiesa sorge in località Paravenna e per raggiungerla, terminata la strada asfaltata, occorre percorrere un centinaio di metri a piedi. Dedicata a San Bernardo di Chiaravalle, sorge sul colle omonimo. La prima menzione scritta di tale edificio si trova nel “Sacro e Vago Giardinello”, dal che si deduce che è precedente al 1624. Nello scritto si legge:“L’oratorio di San Bernardo nella ViIla di Paravenna è mantenuto d’elemosine; se bene habbi soldi 16 che si pigliano di pensione d’una fascia”. Un affresco posizionato dietro l’altare reca invece la data 1561. E’ costruita in pietrame, in stile romanico con campanile a vela centrale in facciata e con abside rettangolare. Il tipo di costruzione potrebbe far pensare che la data di edificazione sia anche notevolmente anteriore.Al di sopra del portone d’ingresso si nota un arco ribassato affogato nella muratura in pietra. La struttura è stata gravemente lesionata dal terremoto che colpì la Liguria la mattina di Mercoledì delle Ceneri del 1887. La campana e una croce astile di bronzo tornita e incisa sono attualmente custodite in Sant’Antonio.

La facciata, come tutta la struttura muraria è percorsa da profonde crepe.
Nell’affresco datato 1561, rimosso e restaurato, spiccano le figure di San Pantaleo
o San Pantaleone e di Maria Maddalena.

Nel complesso oggi la struttura si presenta in uno stato di generale, pericolosa fatiscenza. Profonde fessure interessano tutti i setti murari e la copertura è quasi completamente crollata, mentre sulle murature interne restano lacerti di intonaco. L’affresco rimosso e già restaurato era realizzato a finto polittico e si presentava in tre frammenti, privo del pannello centrale e di parte del lato superiore sinistro. Tra le figure nel dipinto spiccano San Giovanni Battista (nel riquadro destro), nella cimasa l’Eterno Padre tra due angeli; San Bernardo di Mentone nel riquadro inferiore sinistro (si nota il diavoletto in catene col volto rovinato perché fatto segno al lancio di pietre). Si nota anche un cane con un pane in bocca, che lascia presupporre la presenza di San Rocco (cui è intitolato un oratorio a Garlenda). Un frammento di veste rossa al centro potrebbe appartenere a una Vergine.Vi è quindi una Maria Maddalena e un San Pantaleo o San Pantaleone. Un cartiglio indica in quella di Giorgio Guido da Ranzo la mano che lo dipinse. Il recupero implica come passo previo la messa in sicurezza e recupero della struttura muraria.

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