PENSARE

I coppi

Elemento base della copertura tradizionale, perfetta sintesi tra bellezza e funzionalità, il coppo è insostituibile sia per i restauri che per le nuove architetture.

È la più pura tradizione architettonica italiana la copertura di coppi, col suo ritmico alternarsi di elementi rovesciati e
dritti, con le sue file ordinate e regolari; coi suoi colori caldi, quelli naturali delle argille delle nostre colline, impastate con
acqua, seccate all’aria e cotte al fuoco di legna, in un’ideale sintesi dei quattro elementi della cosmogonia antica
e moderna. Se poi la patina del tempo (o le attuali tecnologie di colorazione) ne rendono la superficie cangiante e sfumata in una tavolozza sempre delicata e in sintonia con l’ambiente, naturale o costruito, il coppo raggiunge la perfezione estetica.

Ma non c’è solo bellezza: il coppo infatti permette il miglior scorrimento delle acque (purché la pendenza non sia troppo bassa, sotto il 30% o 18 gradi, nel cui caso è bene affiancarlo con un’impermeabilizzazione adeguata) e quindi una totale protezione dagli agenti atmosferici, un’assoluta resistenza al gelo, una capacità elevata di resistere all’azione logorante del tempo: non a caso, alcune costruzioni antiche conservano intatto il loro manto di copertura in coppi dopo centinaia d’anni.

Il recupero

Proprio per le sue caratteristiche, la copertura di coppi è la più adatta nei casi di ristrutturazioni di case d’epoca,
sia in città che in campagna: non solo perché, nella maggior parte dei casi, è quella che già si trovava a coronamento dell’edificio, ma soprattutto perché il coppo permette anche il recupero dei pezzi esistenti ancora buoni e di miscelarli con quelli nuovi, magari affidando a questi lo strato inferiore di tenuta e a quelli d’epoca il compito di non far sentire la differenza col passato; in ogni caso il risultato sarà perfetto sia esteticamente che funzionalmente. (Cusimano)

La forza della lava

Ha un impasto speciale con l’aggiunta di polveri laviche il coppo “Polvere di Vulcano”: il suo aspetto ruvido
non solo lo rende più simile ai coppi d’epoca ma ne aumenta la resistenza a tutti gli agenti atmosferici. (Lava Cotto – Geo)

Coppi Anticati

Quando si costruisce in un ambiente storico sia cittadino che agreste, è necessario che i coppi si adeguino al contesto:
se non è possibile avere coppi di recupero, diventa necessario impiegare quelli anticati. Questi sono realizzati partendo da argille di particolare tonalità, più simile a quella che veniva impiegata in passato, e sono poi sottoposti a una particolare lavorazione, detta a ingobbio, in cui il colore sfumato dato con una particolare tecnica in modo da riprodurre le sfumature della patina d’epoca, viene poi incorporato nella massa del coppo, in modo da non alterarsi più ma anzi venendo arricchito da altre naturali sfumature che gli agenti atmosferici apportano: il risultato sarà così perfetto,
totalmente integrato al contesto. (Cotto Possagno)

I colori dei coppi

La diversa composizione mineralogica delle argille, con maggiori o minori percentuali di ossidi, di ferro e di altri elementi, ne determina la colorazione, insieme a particolari tecniche di cottura che ne esaltano le sfumature scure: così si va da un color paglierino fino a un marrone bruciato. (Fornaci Briziarelli)

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Lorenzo Imbesi
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