ARCHITETTURA FARE PENSARE

I camini francesi

Il Rococò affonda le sue radici negli ultimi anni del regno di Luigi XIV (1661) rafforzandosi nel periodo della reggenza del duca d’Orlèans (1715 – 1723) fino al regno di Luigi XV (1723 – 1774).

Come riconoscere lo stile
Luigi XIV. Camino di un salone del Palazzo di Versailles caratterizzato dalle proporzioni monumentali (largh. 1.80 m) e severità delle linee. Luigi XIV. Camino con l’architrave ad andamento arcuato declinante in prossimità dei montanti.

Reggenza. L’impianto rigido e severo è movimentato dal
‘mouvement d’accolade’ del montante.

Luigi XIV

A Jules Hardouin Mansart, architetto di Luigi XIV, sovrintendente delle Fabbriche reali che dedicò gran parte della propria attività all’edificazione di Versailles, alla sistemazione di Place Vedome e alla realizzazione della cupola
dell’Hotel des Invalides, è attribuita l’invenzione del ‘cheminée à la royale’ che entrerà in voga nel periodo di Luigi XV. Questa tipologia di camino rivoluziona l’impostazione in voga fino a quel momento con una serie di innovazioni
compositive: la canna fumaria viene ospitata nello spessore del muro, per cui si elimina la cappa e il camino, si riduce ai soli tre elementi che compongono la cornice (montanti, architrave e mensola), altezza ridotta con la hôtte (cappa) sostituita da una specchiera, spesso inserita nelle boiserie e incorniciata da motivi ornamentali. Nell’ultimo ventennio dello stile Luigi XIV il camino mantiene le sue proporzioni monumentali (largh. media di 1.80 m) e una grande severità delle linee. La cornice inizialmente, massiccia e squadrata, si evolve fino a presentare un movimento arcuato
dell’architrave. I materiali più usati sono i marmi rossi (Rance, Languedoc o royal) di origine francese o belga e il marmo bianco venato provenzale. Il repertorio decorativo, riprende i motivi classici dell’epoca: cariatidi, figure
allegoriche, puttini, vasi con grandi mazzi di fiori, testa raggiata, conchiglie, ghirlande, teste leonine, fauni e chimere. Le decorazioni sono rigidamente simmetriche.

Reggenza

Nel periodo della Reggenza del duca d’Orlèans (1715 – 1723), il camino si evolve presentando dimensioni ridotte e contorni incurvati e mistilinei, appare la curva policentrica e la simmetria si fa meno rigida. Fonte d’ispirazione per le decorazioni è la natura con fiori, foglie, e soprattutto al centro dell’architrave, conchiglie e ventagli.

Come riconoscere lo stile
Luigi XV. L’apertura del fuoco subisce un sostanziale ridimensionamento
per adattarsi ai più piccoli appartamenti della borghesia.

Luigi XV. Il camino è caratterizzato dall’andamento flessuoso dei montanti, con la mensola semplicemente appoggiata. Luigi XV. Verso la metà del periodo Luigi XV sotto l’influenza italiana prende piede l’uso di composizioni in marmi policromi che fanno risaltare le specchiature dell’architrave e dei montanti.

Luigi XV

Terminata la fase politica della Reggenza, Luigi XV (1723 – 1774) riporta a Versailles la residenza reale. I camini di questo periodo sono quelli ideati da Mansart con cornici in marmo (in tutte le tonalità di rosso) o in pietra dipinta a finto marmo. Verso la metà del secolo, sotto l’influenza italiana, compaiono i primi esempi di marmi policromi su fondo generalmente bianco. L’andamento dei contorni diventa flessuoso, la mensola diventa un elemento indipendente e l’architrave presenta una ‘retombèe’ nella parte centrale. I montanti sinuosi sono finemente scolpiti come il frontone.
La parte superiore a specchiera poteva essere in tre diversi modelli: il camino alla ‘royale’ con lo specchio a tutta altezza; il camino ‘a trumeau sculpté’ con specchio sui due terzi dell’altezza sormontato da un pannello ornati con sculture; 3) camino a ‘trumeau peint’ con lo specchio alto meno dei due terzi e sormontato da una tela incorniciata nella boiserie, ideale per camere e boudoir. Ai lati della cornice sono posti due pilastrini destinati a sorreggere i lumi. Si crea una simbiosi armonica tra l’elemento strutturale e l’apparato decorativo che si fondono fino a diventare un
unitario, flessuoso ed elegante insieme.

Leardini Luperio – Antiche cornici restaurate
Leardini Luperio offre nella sua vasta esposizione, suggestivamente ambientata in un giardino di oltre 10.000 metri quadrati e nei porticati di un’antica dimora sulle pendici delle colline vicine a Verona, una piacevole occasione per una passeggiata, in un luogo fuori dal tempo in cui è sempre possibile scoprire dei pezzi interessanti per arricchire e rinnovare il proprio ambiente domestico. La favorevole posizione geografica di Verona e dintorni, tradizionalmente ricca di manufatti lapidei e l’intuizione del titolare di riproporre questi caratteristici oggetti, antichi, unita all’attenta e continua ricerca di pezzi particolari che

hanno contribuito a rendere unica la collezione che comprende un vasto assortimento di importanti camini italiani di varie epoche comprese tra il XVI e il XIX secolo, molti camini francesi, statue, pozzi e vasche. Un’altra caratteristica di Leardini consiste nella specializzazione nel trattare il recupero di materiali che possono essere impiegati nel restauro di antiche abitazioni quali colonne e capitelli in diversi stili, portali, pavimentazioni, cancelli, inferiate e manufatti in ferro battuto. Un ricco e completo assortimento di pregiati elementi architettonici che normalmente è difficile reperire in un unico luogo, è visitabile nella sua esposizione.

Experto credite.
Fidatevi di chi ha esperienza!
(Virgilio, Eneide, 11, 283)

Transizione

Nell’ultimo decennio del regno di Luigi XVI forse come reazione al degenerare del rococò si impone un momento intermedio noto come Transizione che segna il passaggio verso il Neoclassicismo, tipico dello stile XVI.

Lo stile classico è sempre di moda
Per i rivestimenti classici Luigi XVI e Luigi XV (nelle foto qui sopra) Palazzetti utilizza
marmi dai morbidi colori e dalle linee arrotondate, ricreando la suggestione di
uno stile intramontabile. I fregi sono realizzati interamente a mano.
luigi XV
luigi XVI
Luigi XV
Camino con specchio. periodo Luigi XV. Camino del Petit Salon, Palais de Versailles. Il camino del periodo Luigi XV e durante la Transizione (1730-1774) si distingue per le dimensioni più ridotte, l’andamento dei contorni è mosso, flessuoso, sinuoso, asimmetrico e finemente scolpito, la mensola diventa un elemento indipendente e la
cappa sporgente è sostituita con una specchiera. La cornice è in marmo (in tutte le tonalità di rosso) o in pietra dipinta finto marmo. Il repertorio decorativo presenta fiori, riccioli, conchiglie (utilizzata per ornare la parte centrale dell’architrave), ghirlande, festoni, quercia, ulivo, foglie d’acanto, trofei, nastri e rosette.
(DA CORRADESCHI E DE PAOLI, DIECI RE INTORNO AL FUOCO, DI BAIO).
Nel disegno a destra: Periodo Luigi XV camino del salone dell’Arcivescovato di Bordeaux.
(DA CORRADESCHI E DE PAOLI, DIECI RE INTORNO AL FUOCO, DI BAIO).
I camini con cornici in stile settecentesco, utilizzati originariamente per case in stile classico, ora sono sempre più spesso utilizzati per creare un piacevole e prezioso contrasto, in ambienti moderni.
L’età contemporanea è, infatti, caratterizzata dalla presenza di contrasti, così le linee mosse del barocco e del rococò si affiancano al rigore del minimalismo. È di Edilkamin il rivestimento Alicante, la cornice in
stile Luigi XV in breccia tavira.
Nel disegno a destra: Periodo Luigi XV. Palais de la Bourse di Bordeaux.
(DA CORRADESCHI E DE PAOLI, DIECI RE INTORNO AL FUOCO, DI BAIO)

Virtutes habet abunde qui alienas amat.
Ha grandi virtù in addondanza colui al quale piacciono quelle degli altri
(Plinio il Giovane)

Da luigi XVI in poi

Come riconoscere lo stile
Luigi XVI. I profili tornano a essere rigorosamente rettilinei e simmetrici secondo i nuovi dettami del gusto neoclassico.

Luigi XVI. I camini tendono ad allegerirsi sempre di più, con i montanti dritti e spesso scanditi verticalmente per mezzo di scanalature parallele. Neoclassicismo. Le dimensioni rimangono contenute anche se tendenzialmente più ampie (mediamente 1.40 m) di quelle dei modelli del periodo di Luigi XV.
Luigi XVI
Durante il periodo Luigi XVI (1774-1790) i profili del camino tornano ad essere rettilinei e simmetrici, in linea con i dettami del gusto neoclassico, i montanti si alleggeriscono e sono spesso scanditi da scanalature parallele verticali o sono ornati con colonnine o cariatidi. I marmi sono italiani, in bianco di Carrara, broccatello giallo, blu turchino o rosso tenue a volte sono marmi grigi belgi o pietra dipinta a finto marmo. Al di sopra della cornice troneggia la specchiera, della stessa larghezza della bocca del fuoco (quindi più stretta della mensola) che permette la posa delle appliques sui pilastrini laterali che innalzandosi fino al soffitto inquadrano l’insieme. Lo specchio parte da un’altezza di 1,20 m da terra per consentire di specchiarsi. Prevale la linea retta e la riduzione all’essenziale degli elementi decorativi, i motivi ricorrenti sono ghirlande, corone di alloro, maschere, nodi e nastri, greche, rosette, scanalature e trofei.
(DA CORRADESCHI E DE PAOLI, DIECI RE INTORNO AL FUOCO, DI BAIO).

1730-35
Venezia. Le vedute urbane dipinte da Canaletto offrono uno spaccato della città. Nel paesaggio spiccano i tradizionali fumaioli delle case veneziane. Il dettaglio, qui raffigurato, offre un’idea della loro ampia varietà (oltre a quelli con forma a cono tronchi e rovesciati, se ne conoscono a campana, a tridente, a dado, a vaso, ecc) già ammirati e descritti dal cronista fiorentino Villani nel 1300. In questo periodo nasce la moda tra i turisti di acquistare incisioni che documentano l’immagine della città lagunare all’epoca del ‘Grand Tour’.
(PER SAPERNE DI PIÙ: GJLLA GIANI,
I CAMINI DI VENEZIA, DI BAIO EDITORE)

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