ARCHITETTURA FARE PENSARE

Gio Moretti

Isole di pausa, per la lettura e per la musica, che spezzano la merceologia, aree per esposizioni e mostre temporanee, elementi simbolici e oggetti cult nello spazio: la logica progettuale nel negozio di Gio Moretti si espande, si sgancia dalla pura e semplice funzionalità della vendita. Oltre che per l’acquisto, lo spazio disegnato da Fernando Cesar Mosca diventa un luogo d’arricchimento, proponendo un’iterazione stimolante con altre tendenze culturali.

Rest islands for reading or music, which interrupt the products on sale, areas for displays and temporary exhibitions, and symbolic features and cult objects in space. The design philosophy for Gio Moretti’s store breaks away from the pure and simple concept of sales. The space designed by Fernando Cesar Mosca goes beyond the concept of purchasing and proposes stimulating interaction with other cultural trends.

1. Scorcio dell’area riservata alla musica con mensole in acciaio lucido.
2. Dettaglio della scala con struttura in ferro verniciato bianco.
3. Nervature in legno laccato appese al soffitto; fanno da schermo alle vetrine.

1. View of the music area with shiny steel shelving.
2. Detail of the staircase with white-painted iron structure.
3. Ribbing in lacquered wood hanging from the ceiling, used as a screen for the shop windows.

Nasce a San Francisco in Argentina e si laurea all’università di Cordoba. Nel 1994, fonda il suo studio a Milano. La sua formazione è cosmopolita, ma all’eclettismo culturale fa riscontro una visione dell’architettura dai toni pacati e dalle linee pulite ed essenziali.
Architetto Architect Fernando Cesar Mosca

Born in San Francisco, Argentina, and a graduate of the University of Cordoba, in 1994 he set up his studio in Milan. He has a cosmopolitan education, yet his cultural versatility meets with a concept of architecture that has quiet tones and neat, simple lines.

Tavolo appeso a tiranti

Table hanging from tie-rods

Vista d’insieme con tavolo tondo appeso a tiranti. I materiali scelti sono volutamente neutri: pietra spagnola per il pavimento e lastre in pietra bianca per i gradini della scala, entrambi forniti da Co.ge.mar.

Overall view with round table hanging from tie-rods. The materials chosen are deliberately neutral, including Spanish stone for the floor, and slabs of white stone for the steps of the staircase, both supplied by Co.ge.mar.

Affacciato con sei ampie vetrine su via della Spiga, il negozio di Gio Moretti raduna, in un ambiente arioso ed accogliente, una complessa gamma di prodotti: ognuno con un’area ben definita e criteri di esposizione diversi. Oltre alle collezioni di abiti – femminile al piano terreno, maschile nell’interrato – offre spazio a dischi, oggetti di design, per la casa e per il corpo, ma soprattutto a libri che investono i filoni del viaggio e dell’avventura, dell’arredamento e dell’arte, in un apposito informale spazio libreria, al piano interrato, erede dell’antica libreria di via della Spiga, un tempo posizionata in un cortile vicino. Ad interrompere ritmicamente la vista sull’interno del negozio, delle curiose strutture in legno laccato fanno da schermo alle vetrine, pendendo dal soffitto. In un segno forte e deciso, si piegano, diventano nervature leggere, illuminate, che anticipano e suggeriscono la fluidità dello spazio interno. Un grande tavolo bianco, appeso con tiranti al soffitto e ricoperto da composizioni floreali, accoglie, in linea con l’entrata, il visitatore.

With six large windows looking out onto via della Spiga, Gio Moretti’s store brings together, in an expansive and welcoming atmosphere, a complex range of products. Every product has a clearly defined area with differing display criteria. In addition to the clothes collections – women’s on the ground floor, men’s in the basement – there are also records, objects of design for home and body, and above all books about journeys and adventure, furniture and art. These are located in an informal bookshop in the basement, heir to the old bookshop of via della Spiga, once situated in a nearby courtyard. Providing a rhythmical interruption to the view of the interior of the shop are curious structures in lacquered wood that screen the shop windows and hang from the ceiling. Leaving a strong and decisive mark, they fold to become ethereal and illuminated ribbing, thus anticipating the fluidity of the interior space. In line with the entrance, a large white table, hanging from tie-rods attached to the ceiling and covered with floral compositions, welcomes the visitor.

1. Soffitti sagomati con profondi tagli di luce. Le sedie sono di Sawaya & Moroni.
2. Piante piano interrato, piano terra e piano primo.

1. Ceilings with deep cuts of light. Chairs by Sawaya & Moroni.
2. Basement, ground floor, and first floor plans.

Scultorei oggetti espositivi

Sculptural display objects

L’articolazione architettonica, minimale nell’involucro è percepita come un insieme indistinto, pur nella complessità degli spunti prospettici. Ruota attorno alle due scale: una posizionata in asse rispetto all’ingresso e l’altra nella parte posteriore dello spazio. Entrambe partecipano alla leggerezza e all’essenzialità del progetto con una scultorea struttura in ferro verniciato bianco che fa da punto d’appoggio ai gradini in lastre di pietra bianca. Un peso particolare è conferito allo spazio dalla luce. I corpi illuminanti sono nascosti in feritoie ritagliate nel soffitto, all’interno del quale si avvicendano giochi di volumi e di equilibri, in un collage dalle linee pure e geometriche. L’inserimento di alcune superfici trasparenti nel soffitto amplifica la continuità spaziale fra piano terra e primo piano, adibito, quest’ultimo, a mostre temporanee ed eventi. Popolano gli spazi sedute e “oggetti espositivi”- spesse quinte trasparenti, cubi che si sormontano, contenitori per le cravatte o per le cinture, mensole a ripiani studiate apposta per le camicie – diversi e formalmente molto caratterizzati, armonizzati dal legno, acero sbiancato o wengé, accostato all’acciaio, al vetro o al metacrilato. Essenziali, scultorei, semplici, gli arredi si prestano docilmente a disegnare il progetto, mantenendo invariati i parametri ispiratori di continuità visiva e di fruibilità degli spazi. Il minimalismo nella scelta dei materiali è ripreso anche nei colori: il bianco delle pareti, del soffitto e del pavimento in pietra Paloma, il grigio di mensole e appenderie o la tinta scura del wengé, per non sopraffare l’esposizione dei prodotti. Fende la compattezza delle tinte neutre, come unico segno distintivo, il rosso primario di alcune porzioni di parete, usato quasi come segnale specifico, per indicare e organizzare lo spazio.

The somewhat minimal architectural articulation is perceived as an indistinct whole, despite the complexity of the perspective effects. It centres on two staircases, one positioned in line with the entrance, the other at the rear. Both contribute to the ethereal simplicity of the project with a sculptural white-painted steel structure that supports steps in slabs of white stone. Particular importance is give to light. Lighting elements are hidden in slits in the ceiling, with a play on volume and balance, providing a collage of pure geometric lines. The insertion of a few transparent elements in the ceiling amplifies spatial continuity between the ground floor and first floor, the latter being reserved for temporary exhibitions and events. Punctuating the spaces are seats and ‘display objects’ – often transparent screens, cubes one on top of the other, containers for ties or belts, and shelving designed especially for shirts – characterised by their formal and diverse nature. This is all brought together with the wood (whitened maple or wengé), flanked by the steel, glass or methacrylate. Simple and sculptural, the furniture docilely delineates the project while keeping unaltered the idea of visual continuity and access. The minimalist choice of materials can also be seen with the colours: white for the walls, ceiling and floor in Paloma stone, grey for the shelves and hangers, and the dark colour of wengé used so as not to overwhelm the products on display. Breaking the compactness of the neutral colours is the distinctive red used for some parts of the wall; it is a specific signal that delineates the organisation of space.

Pareti rosse come tappa cromatica

Red walls for chromatic rhythm

1. Uno dei due corpi scala, nella parte posteriore dello spazio.
2. 3. Scorci dell’area adibita a libreria. Il rosso di alcune superfici guida, come tappa cromatica, l’intero intervento.

1. One of the two staircases at the rear.
2. & 3. View of the bookshop area. The red of some of the surfaces provides rhythm to the entire project.

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