ARCHITETTURA

In armonia col paesaggio della Gallura

Siamo nell’entroterra del porto di Olbia, in un paesaggio di dolci colline e avvallamenti disseminato di poche case contadine tradizionali. La scelta degli amministratori locali, consapevoli del valore naturalistico della loro terra, è stato quello di “tolleranza zero”: o l’architetto si adatta a costruire come qui si è sempre fatto, o niente permessi. In questo caso, sia la committente (una stilista veneziana) sia i due architetti incaricati, erano ben disposti verso tali vincoli. Il risultato è una costruzione nuova che, grazie alla sua  tipologia tradizionale e ai materiali di recupero impiegati, s’inserisce perfettamente nel paesaggio e nello spirito dell’architettura locale.

Questa casa rustica che sorge in posizione superpanoramica è la ricostruzione fedele di uno “stazzo” sardo tipico della Gallura. Lo caratterizzano i muri in “pietra di campo”, cioè quelle pietre che qui si trovano nei prati, e i coppi in argilla cotta dei tetti.Gli interni non sono “contadini” ma  eleganti, adatti a una seconda casa in Sardegna, anche se mantengono un sapore rustico grazie ai materiali impiegati come le grandi travi di castagno e il cotto ambrato di Vietri. E qui la piscina non disturba, anzi valorizza il paesaggio.

Un ambiente riparato da una pensilina e addossato al muro a secco che contiene il pendio della collina. E’ ombroso e fresco, adatto per il pranzo all’aperto e per il barbecue.
Ha un elemento decorativo tipico di altri tempi: i rami di giunco appesi al tetto che ricordano l’antico modo di far asciugare le fibre naturali dopo averle lungamente battute per togliere la parte legnosa. La villa, vista dall’alto, rivela i tre corpi di cui è composta: un accorgimento per renderla più simile all’architettura spontanea della zona. I coppi del tetto sono quelli recuperati durante le demolizioni. Le pietre invece si trovano ancora oggi nei campi.I letti dei figli hanno testiere in ferro battuto verniciato con smalto celeste, un motivo ripreso nei tessuti usati come copriletto. Il letto dei proprietari è in teak, lavorato a Bali,  con cortine di voile bianco.
In soggiorno dominano le grosse travi di castagno al naturale che sostengono il tetto, ed è molto presente anche il raffinato muro costruito con “pietre di campo” raccolte nella zona. Tavolo e tavolino in teak eseguiti a Bali. Nella parete in pietra vi è una nicchia con antichi vetri dell’estremo oriente di splendida fattura.

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