FARE

Fuoco, terra, acqua, aria

Fuoco, terra, acqua, aria “L’elemento del fuoco fu sottomesso a un dio, cioè a Vulcano, il più antico nume dell’egizia teologia. Molti filosofi hanno considerato il fuoco come il primo di tutti gli elementi, e come il principio universale di tutte le cose. Eraclito pretende che il fuoco sia il principio di tutto. Egli dice che tutto è composto dalla sostanza di questo elemento e in esso si scioglie; che mediante l’estensione di questo fuoco principio, si è formato l’universo; che le parti più grossolane riunendosi, composero la massa sferica che si chiama terra; che questa screpolata dall’azione del fuoco avea fatto colare la materia più leggera, chiamata acqua, le cui particelle più sottili svaporando, avevano prodotto l’aria.” Questa filosofica idea sopra l’origine del mondo e sopra il futuro suo destino, la quale costituisce il fuoco come principio e fine di tutte le cose… Ha spinto nell’animo da sempre il desiderio di addomesticarlo per imbrigliarlo sulla pietra (Kamìnos) cioè il “camino”: attorno ad esso nasce la civiltà l’idea di bellezza e di pace. Nell’acqua, rinascono la vita e i valori ecologici del nostro pianeta azzurro per il nostro benessere e felicità. Gjlla Giani
Earth, wind, water, fire “Volcano, the most ancient Egyptian deity, embodied the power of fire and many philosophers considered fire as the first and most important among all elements and the origin of the universe. For Heraclitus the world had begun with fire and every single thing is originated and destroyed by this element; fire had made the universe, big chunks of fire had clustered together to form the earth and from its chapped surface fire created water. And water evaporated into air.” This philosophical concept of fire as the beginning and the end of the universe is probably the reason why, since ancient times, men had felt the need to possess this element, to capture it and hold it in a stone cage: the Kamìnos, the cradle of civilization, beauty and peace. On the other hand, water had always represented life itself and all positive values like care for the earth, well-being and happiness. Gjlla Giani

Quando la ricchezza diventa un peccato
"In Francia la piscina non è un genere di lusso. E chi ne possiede una non è perciò stesso ricco. Così, compatibilmente con le condizioni climatiche, brulicano su tutto il territorio le case con piscine; lungo le coste e in aperta campagna; nelle località turistiche e no. Dalla strada, di solito, non le si vede, ma anche quando occhieggiano da dietro la siepe di recinzione della casa o attraverso il cancello di ingresso nessuno ci fa caso. Alle autorità poitiche e amministrative non è mai passato per la testa di proibirne la costruzione. La Francia non è per questo, paesaggisticamente sfregiata. La piscina è un refigerio per l’estate e basta, sia per il ricco propietario di un castello con centinaia di ettari o di una villa da venti e più miliardi a Cap Ferrat, sia per il panettiere o il poliziotto con 2500 metri di giardino. Da noi, in molte località in cui la piscina sarebbe non solo utile, ma un naturale completamento ambientale, la sua costruzione è proibita perchè ritenuta per legge un oltraggio al paesaggio. Sorge il sospetto che, in realtà, sia proibita perchè “da ricchi”. Negli anni della ricostuzione post-bellica, molte imprese rinuciarono a costruire garage sotto le case per evitare che le abitazioni fossero catalogate “di lusso”. La seconda casa, in un Paese in cui il settanta per cento della popolazione è già propietario della prima, è ancora oberata di tasse. Il cumulo di pensione e di stipendio, contro ogni logica di mercato e fiscale, è impedito come una forma di arricchimento ai danni del prossimo. Insomma, il rapporto della cultura penitenziale cattolica e di quella palingetica marxista non solo con denaro e la ricchezza, ma anche da quelli che altre culture giudicano ormai consumi popolari, quali appunto una piscina o un garage sotto casa, o la legittima remunerazione del lavoro passato e presente, quale il cumulo di stipendio e pensione, è stato e continua a essere difficile.
“Il dubbio” di Piero Ostellino dal Corriere della Sera del 26 gennaio 2002

When wealth is a sin
“In France, swimming pools are not considered luxury items – prerogative of some lucky and wealthy few – therefore there are a great number of them scattered all over the country, not only in the seaside areas. French government had never prohibited their construction for they are not seen as a menace to landscape but just a useful thing and the owner could be either a millionaire tycoon or the baker of the village. Unfortunately in Italy law prohibits swimming pool’s construction for they will disfigure Italian landscape. And I have the feeling that the real reason is that they are perceived as luxury items. During post-war reconstruction period many people refused to build garages because they were considered luxury items and at present time, the ownership of a second house is burdened by heavy taxation and fiscal laws prohibit combining salary and pension. In our Country, the Catholic penitential heritage and the Marxist palingenetic one have always condemned money and wealth and all their symbols: swimming pools, garages and even the legitimate right to combine past and present job remunerations.”

“The doubt” by Piero Ostellino Corriere della Sera 26 January 2002

“Nel nostro Paese, riportano i dati Istat, sono 15 milioni e mezzo le persone che svolgono attività fisica (stiamo parlando del 27,4% della popolazione con più di tre anni). Oggi l’attività in piscina non consiste più solamente nel nuotare, ma nel praticare una serie di attività come l’acqua gym, l’idromassaggio ed esercizi mirati per bambini e per anziani. Sempre più nel privato ci sono richieste piscine/palestra ad utilizzo variabile, magari con la possibilità di essere utilizzate tutto l’anno grazie alle coperture telescopiche. (…) ciò che emerge dai rilevamenti della nostra Associazione è che vi è ancora poca conoscenza in materia di regolamenti da parte degli utenti e spesso anche da parte degli uffici preposti al rilascio delle autorizzazioni o delle concessioni per la realizzazione delle piscine private; è molto facile impattare in spiacevoli equivoci interpretativi sulle normative vigenti. Ancora meno informazione esiste in materia fiscale; è tendenza comune pensare che la costruzione della piscina generi di per sé nuove tasse, invece di causare un aumento in percentuale, il più delle volte limitato di Irpef e Ici. Tutto ciò può allontanare l’utente finale. Riteniamo dunque che la formazione continua dei progettisti iscritti AIPI, sia indispensabile per tutelare l’utente finale, tanto che la nostra associazione, seguendo le normative europee in merito alla regolamentazione delle professioni intellettuali è tra i soci fondatori del Consorzio Universitario POLI. Design, col Politecnico di Milano ed altre Associazioni del mondo del design, per promuovere e normare la formazione permanente per ambiti di interesse distintivi”. Giampietro Sacchi

According to ISTAT data, in Italy 15.5 million are the people that practise some kind of sport, which is 27.4% of the overall Italian population over 3 years of age. Nowadays, swimming pools are not only a place to go and swim, but they offer a number of different activities, starting from aqua gym and hydro massage to some special exercises especially designed for elderly people or kids. In fact, we are increasingly asked for facilities (swimming pools and gyms) that feature telescopic roofings that will enable the use of the facility all year round. From the analysis of Assopiscine surveys, we can point out that there is still little knowledge of the rules and regulations of this sector both on the users and on the administrative offices (in charge of release building authorizations) side. That is why it is very common to misinterpretate those laws. There is even less knowledge about fiscal matters, in fact it is very widespread the thought that the construction of a brand new swimming pool would generate a never ending series of taxes, while on the contrar y it will proportionally increase only ICI and IRPEF. Therefore, most of the times, people get scared and only careful information released by AIPI designers members will help protect the customer. That is the reason why we are the founders of the Consorzio Universitario POLI. Design, together with the Polytechnic of Milan and other Design Associations, that aims at promoting and regulating a number of different fields of training. Giampietro Sacchi

LA PISCINA IN ITALIA E IN EUROPA SWIMMING POOLS.
Dal convegno tenutosi a Bologna in occasione di Europolis una sintesi degli interventi di Gampietro Sacchi Presidente AIPI e di Francesco Capoccia Presidente Assopiscine.

“L’operazione, oggi come allora si rileva complessa perché il settore è articolato, eterogeneo e si suddivide in molti comparti: da quello delle piscine private a quello degli impianti pubblici, sino al cosidetto semi-pubbico rappresentato dal multiforme complesso di strutture “collettive” dotate di piscina: alberghi tradizionali, hotel termali, aziende agrituristiche, campeggi, fitness club, ecc. Il mercato della piscina privata, in Italia, è tra i vari comparti, uno dei più complessi da censire, viste le reticenze e le difficoltà oggettive con le quali ci si scontra ogni qualvolta si ha a che fare con gli uffici comunali preposti per fornire i dati relativi alle concessioni edilizie. Stando ai dati raccolti, si può ipotizzare che in Italia il numero delle piscine private ad uso domestico, che comprende le piscine in cemento armato e quelle prefabbricate o semi prefabbricate – sia presumibilmente intorno alle 70.000 unità. Di queste, oltre il 35% delle realizzazioni è rappresentato dalle piscine prefabbricate o semi-prefabbricate, più economiche e facili da installare, oltre che estremamente affidabili e robuste, mentre il restante 65% riguarda gli impianti realizzati nella soluzione classica in cemento armato, destinati alla fascia alta del mercato che, nella piscina, ricerca un opera di pregio. Dalle 4000 unità del ‘97, alle oltre 5000 nel ’98, per attestarsi nel ‘99 intorno alle 6000 unità e raggiungere, nell’ultima stagione 2000, con un incremento del 25%, le 7500 unità l’anno 2001 si è chiuso con circa 8500 realizzazioni. Le cifre che emergono, nel complesso, sono entusiasmanti. Nel panorama privato, così come nel semipubblico, si registra e si consolida il trend positivo già registrato nel ‘97, con for te incremento nelle vendite di piscine private domestiche e un vero e proprio boom di impianti natatori realizzato negli alberghi, nelle aziende agrituristiche e in generale nelle strutture private per l’ospitalità”.

THE ITALIAN AND THE EUROPEAN EXPERIENCES
These are the highlights of the speeches of Mr. Gianpietro Sacchi (AIPI President) and Mr. Francesco Capoccia (Assopiscine President) within Europolis meetings held in Bologna.

This is not an easy task because, today like in the past times, this sector is very much varied and very subdivided into many sections: private owned swimming pools, public facilities and some mixed type like traditional hotels, spas, campsites, fitness clubs and so on.Therefore, it is ver y difficult to make a exhaustive survey of swimming pool facilities especially for the reticence of the public sector in releasing contract authorization data.
According to our surveys, we can assume that in Italy there are about 70,000 private swimming pools, both reinforced concrete swimming pools and prefabricated or semi-prefabricated ones, the latter account for more than 35% of the total figure. They are way cheaper and easier to be built and sturdy and durable too. The remaining 65% are concrete structures to be destined to a higher market sector as luxury items. All in all the figures that we infer from the surveys are very positive: from 4,000 units in 1997 the number of swimming pools in Italy grew to more than 5,000 in 1998 and around 6,000 in 1999. The number reached, in the last quarter of 2000, 7,500 units with a 25% increase. In 2001, they amounted to 8,500 and this positive trend can be recorded in both the private and the public sectors, especially in the hotel trade. Francesco Capoccia

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